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    Florestan

    Audio-Gd R28 : un all-in-one strepitoso

    Conosco e utilizzo da anni gli apparecchi Audio-GD. E' un costruttore cinese fondato da un progettista che ha fatto esperienza negli Stati Uniti (lavorando alla Krell) e che poi ha deciso di mettersi in proprio.
    Molto dinamico, ha nella produzione dei DAC (convertitori da Digitale ad Analogico) il suo fiore all'occhiello ma oggi ha un catalogo molto ampio.

    Ogni apparecchio è caratterizzato soprattutto da una topologia elettronica (molto) dimensionata, puntando soprattutto alla qualità degli stadi di alimentazione - separati, sovradimensionati e generalmente in classe A - e di uscita (per lo più a discreti).
    L'impostazione estetica è spartana, da strumento di misura, l'aspetto non va oltre l'essenziale e non va d'accordo con esigenze di stile dei soggiorni alla moda, anche i comandi sono il minimo indispensabile per un corretto funzionamento.

    Ma la sostanza c'è, così come l'aggiornamento della linea dei prodotti costantemente allineata con i progressi della tecnologia sottostante.

    La caratteristica di base degli apparecchi progettati da Qingwa è quella di appagare l'orecchio, in somma, non l'occhio e nemmeno le aspettative dei misuroni. Anzi, parametri come la distorsione armonica vengono utilizzati per scopi sonori e non per risultare perfetti al banco di misura.

    Partiti da un rapporto qualità/prezzo eccezionale, per la quantità di componentistica di alto pregio utilizzata, restano ancora molto competitivi, sebbene nel tempo i prezzi siano stati adeguati via via alle potenzialità di un mercato che ha visto l'export premiare molto questo giovane marchio.

    Sulla longevità ed affidabilità, posso testimoniare che il mio DAC (da 15 chilogrammi, bilanciato e in Classe A, con 3 alimentatori separati già a partire dai trasformatori) NFB 7.1, è stato in servizio dal 2012 allo scorso Natale, quando dopo aver ascoltato il Master 11S di Eusebius, mi sono reso conto cheil suo suono poteva oramai considerarsi datato ...

    Il Master 11 è intanto uscito di produzione perchè sono oramai introvabili i suoi moduli integrati, quindi mi sono concentrato sui nuovi convertitori R-2R a discreti con moduli progettati e costruiti internamente da Audio-GD.
    In particolare ho scelto l'unico all-in-one (preamplificatore, convertitore, amplificatore per cuffie) disponibile attualmente in questa linea di prodotti.

    R282.jpg

    Che cos'è ?

    Dunque, si tratta di un preamplificatore/convertitore digitale che integra anche un amplificatore per cuffie ad alta corrente.
    E' interamente bilanciato dal'ingresso all'uscita (sia lato linea che lato cuffie).
    Di dimensioni tutto sommato compatte rispetto ad altre soluzioni dello stesso marchio (unico telaio da 36x36cm per circa 7.5 chilogrammi di peso) e di prezzo intermedio rispetto alla gamma Audio-Gd.

    Gli ingressi digitali sono completi (USB a basso jitter e isolamento galvanico, presa SPDIF, ingresso HDMI, coassiale), sono presenti anche diversi ingressi analogici per le funzioni di normale pre-amplificatore (compreso quello proprietario ACSS che è equivalente a quello di Krell).
    Le uscite analogiche sono sia bilanciate che sbilanciate.

    R283.jpg

    l'alimentazione è ovviamente integrata, la presa è nel posteriore.
    E' possibile utilizzare l'R28 anche come semplice DAC escludendo la parte pre.
    In questo caso l'uscita sarà fissa e non sottoposta al controllo di volume.

    Internamente l'apparecchio è diviso fisicamente tra la parte di alimentazione e quella di conversione e preamplificazione

    R28_20194.jpg

    come si vede il trasformatore è sovradimensionato per le esigenze effettive di corrente di un DAC e lo stesso vale per il livellamento e la regolazione delle tensioni.

    Come funziona ?

    Dalla immagine sopra possiamo distinguere nella parte destra due moduli DA-8, che sono gli effettivi convertitori, i due gruppi di relais che si occupano della regolazione del volume in uscita e al centro, il modulo di ingresso USB che utilizza un chip Amanero in grado di gestire sia il PCM fino a 384KHz che il DSD in formato nativo.

    I moduli DA8 lavorano in parallelo, divisi per canale e si occupano della effettiva conversione da digitale ad analogico.

    Svolgono in formato discreto quello che in altri convertitori viene svolto da chip integrati (tipo quelli prodotti da ESS, AKM, TI, Wolfson).

    La topologia, chiamata a "ladder" o R-2R prevede una maglia di resistenze di precisione che lavorano sul segnale in successione.

    Questo schema è stato proposto da MSB sul finire ... del secolo scorso, con moduli proprietari inseriti nei suoi multimilionari convertitori, con lo scopo di superare i limiti di natura sonora dei convertitori integrati che per le orecchie di molti continuano a suonare in maniera ... troppo digitale.

    Non mi addentrerei oltre su questo fronte in quanto ognuno ha le sue orecchie e le sue opinioni al riguardo.
    Io posso testimoniare che il passaggio dal SABRE ESS 9018 del mio precedente DAC a questo genere di convertitori è avvenuto in maniera del tutto naturale, perchè mi pare molto più naturale il suono proposto da questi apparecchi.

    Qingwa, molto onestamente, dice che, volendo si può "addomesticare" il suono di un ESS 9038 perchè suoni più dolce e naturale. Sinceramente gli dò credito ma mi interessa limitatamente. A pelle credo che una soluzione come quella implementata da Audio-GD in questa classe di convertitori possa essere più interessante, sebbene cedente alle misure.

    Per me in fondo paga l'orecchio e tanto mi basta.

    Audio-Gd per non dover inseguire la tolleranza - già elevatissima - delle resistenze impiegate nei moduli DA-8, ha scelto una soluzione differente da quella utilizzata da MSB, rifacendosi allo schema dei moduli di Rockna che riporto qui sotto :ladder1.jpg

    senza andare troppo sul tecnico, Audio-Gd utilizza un microprocessore per gestire la distribuzione del flusso di segnale tra le resistenze.
    Questo consente di non dover arrivare a limiti esagerati nella selezione delle tolleranze delle stesse ed ha come vantaggio ulteriore di poter utilizzare lo stesso FPGA come base per la modulazione delle caratteristiche della risposta del segnale analogico in uscita.

    In questo modo è possibile simulare differenti tipi di filtri e di sovracampionamento del segnale, a seconda dei gusti dell'utente oltre ad incaricarsi di riallineare il clock del segnale in ingresso dal modulo USB.

    R2810.jpg

    R2811.jpg

    R2812.jpg

    nelle foto precedenti il dettaglio dei vari moduli. Come si vede il microchip dei moduli DA-8 è uno Xilinx. Le resistenze sono Vishay o KOA con tolleranze allo 0.1%, messe in parallelo per dimezzare questo valore.

    R286.jpgvista di insieme di tutti i moduli visti dal lato degli ingressi/uscite.

    Operatività

    Mettere in servizio questo pre/convertitore è abbastanza semplice.
    Inserito il cavo USB dato in dotazione, ed acceso l'apparecchio, si deve scaricare dal sito Audio-GD il driver del chip Amanero ed installarlo.
    Una volta riconosciuto da Windows (credo che in ambiente Apple questo passaggio non sia necessario), questo verrà messo a disposizione come dispositivo di uscita audio e lo potremo impostare nel nostro player usuale. Nel mio caso il fidato JRiver.

    Non è richiesta nessun'altra regolazione di sistema.

    R282.jpg

    riprendendo il frontale, abbiamo un selettore, appena sotto al display, di modalità che consente di scegliere tra l'uscita linea o quella cuffie.
    Nel primo caso il segnale verrà indirizzato verso l'amplificatore di potenza o i nostri diffusori attivi.
    Nel secondo caso invece il segnale andrà ai due ingressi cuffie che vediamo alla destra del controllo di volume.

    Il primo ingresso è di tipo bilanciato a 4 pin ed è quello di elezione per questo apparecchio che nasce per essere utilizzato in bilanciato.
    Il secondo è invece la normale presa per jack da 6.3mm.
    Ho provato nella pratica e l'amplificatore per cuffie integrato (che ha capacità di erogazione elevate, fino a 9.5 Watt su 25 Ohm o 600 mW su 600 Ohm) mi sembra perfettamente in grado, volendo, di pilotare due cuffie contemporaneamente (ovviamente con un solo livello di volume).

    Il terzo selettore prima del controllo di volume è il selettore dell'ingresso. Funziona, come gli altri, a relais. Ha l'unico difetto di evidenziare il numero di ingresso selezionato e non il tipo corrispondente. Quindi 1 sarà HDMI, 2 USB, 3 SPDIF e 4, coassiale.

    In mezzo c'è il selettore del guadagno dello stadio di amplificazione, selezionabile tra L, H ed F.
    L è il minimo ed è quello che utilizzo per l'uscita linea.
    H produce un guadagno più elevato ed è indicato per cuffie a bassa sensibilità ma è meglio non impiegarlo con l'uscita linea.
    F è una modalità di guadagno più elevato che simula l'uscita bilanciata sulla sbilanciata. Da non utilizzare, evidentemente, con le cuffie bilanciate ma solo con quelle sbilanciate.

    Il display riporta la selezione di uscita (P o H), il livello del volume (numerico, da 1 a 100) e l'ingresso (da 1 a 4).
    E' un dispositivo ad alta luminosità, a barre, molto anni '70 ...

    La manopola del volume è in realtà un attuatore, in quanto questo R-28 non ha un controllo di volume analogico a potenziometro ma un controllo digitale a relais.
    Il funzionamento è a scatti e ad ogni scatti corrisponde una posizione del modulo relativa a quel livello di potenza, gestito esponenzialmente dai relais.

    Fortunatamente, il livello viene mantenuto in memoria anche allo spegnimento e rimane selezionato alla riaccensione.

    Personalizzazioni

    Come anticipavo prima parlando dello schema dei moduli di conversione DA-8, la presenza di un FPGA programambile consente oltre al controllo dell'apparecchio anche una personalizzazione del tipo di suono. L'utente può selezionare il tipo di risposta che preferisce sia per quanto riguarda la figura del filtro, sia per l'eventuale sovracampionamento.
    Purtroppo queste modifiche possono essere effetuate solo a macchina aperta per il tramite di jumper fisici da inserire nei pettini predisposti sulla scheda madre.

    Una modalità moltro scomoda che mi ha sconsigliato di provarci, avendo peraltro letto impressioni abbastanza dubbiose da parte di Amos Barnett lo scorso anno durante la sua recensione. Si tratta di nuance probabilmente troppo sofisticate per le mie orecchie partendo da una base di suono già di mio completo gradimento.

    Ho scoperto di recente che con l'anno nuovo, giustamente, Audio-GD propone una versione 2019 del suo R28 che permette la selezione delle modalità di funzionamento con i pulsanti. Mi pare che così abbiano eliminato l'unico difetto che a mio giudizio ha questo bel componente hi-fi.

    Suono e impressioni finali

    L'ho scartato per il 25 dicembre 2018 e da allora lo sto utilizzando ogni giorno.
    Il suono mi pare al livello - o quasi, non posso giudicare a memoria né mi voglio spacciare per uno capace di percepire differenze infinitesime di risposta, dell'Audio-GD Master 11S a circa la metà del prezzo e con un ingombro e un peso di meno della metà.

    Già questo sarebbe un punto di partenza elevato ma non vi avrei detto nulla.

    In questi nemmeno 3 mesi di esperienza ho maturato la convinzione che il suono complessivo del mio sistema (impostato su due pannelli dipolari autocostruiti, ibridi con le vie alte a driver magnetoplanari e le vie basse con woofer dinamici, alimentati con quattro amplificatori in classe D via crossover digitale a DSP) sia diventata più dolce e più naturale, rispetto al pur ottimo livello del precedente front-end composto da Audio-GD NFB 7.1 con DL2014 per l'ingresso USB.

    L'immagine è sufficientemente profonda ed ampia, con una ottima disposizione degli strumenti.

    Ma soprattutto il timbro complessivo mi pare che vada oltre ogni connotazione sfacciatamente digitale.

    Lo stesso vale per le uscite cuffie, con quella bilanciata nettamente superiore a quella sbilanciata, capace di far volare le mie HIFIMAN ma anche le più cocciute dinamiche che ho in casa.

    Se posso avere qualche cosa da ridire, ma sono inezie per uno nato con i wooosh dei nastri analogici e gli scrack delle testine dei giradischi, riguarda il fatto che - per la tipologia di scelta dei moduli di conversione e più in generale per l'architettura dell'apparecchio - il funzionamento non sia del tutto esente da scrocchi e crack vari quando si interviene con i selettori o anche durante il salto di traccia o l'avanzamento nel brano.

    Inezie che durante un ascolto ordinato e assorto non capiteranno mai e che potrebbero poi essere anche in parte indotte lato software.

    Resta l'ottiama resa di un investimento tutto sommato contenuto (rispetto ad altre proposte Audio-GD ma soprattutto rispetto ai top di gamma R-2R di MSB o di Rockna che mai mi potrei anche solo sognare di arrivare ad acquistare ...).
    E la speranza che in futuro, ma di questo sono certo, vista la dinamica degli aggiornamenti del catalogo Audio-GD, arriverà anche un top di gamma con queste soluzioni, portate ad un livello ancora più raffinato.

    E a chi è arrivato a leggere fino a qui, i miei ringraziamenti ;)

    Edited by Florestan



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    Recommended Comments

    Dunque….. ho letto con "antica”  passione la tua recensione,  passione sopita ma non cessata. Prova ben argomentata e che tocca i punti importanti da considerare per  un eventuale acquisto. A questo proposito vorrei riprendere un po’ l’ascolto della musica classica per conoscerla maggiormente  e per sentirla e ascoltarla meglio. L’obiettivo sarebbe quello, per iniziare da capo, di dotarmi di  strumenti “confacenti”.   Non so se posso parlarne qui o se sia il caso di proporre un nuovo tread spostando la discussione.

    La questione è in breve questa:  ho un impianto datato anni 2000 5.1,  più votato all’home theatre che alla classica,  di cui sono anche soddisfatto, ma che credo non sia lo strumento più adatto per l’ascolto della classica: scena sonora, timbrica e dettagio sono grossolani. 

    Detto questo...:

    1. sono a digiuno delle possibilità tecniche attuali perchè non ho più seguito l’evoluzione di quella che veniva chiamata Hi Fi;
    2. ho pochissimo spazio;
    3. per ri-cominciare mi orienterei su un qualcosa di portatile + cuffia;
    4. musica “liquida”;
    5. budget diciamo sui 600;

    Missione impossibile? Non vale la pena spendere soldi in soluzioni “portatili”? E’    meglio pensare ad una scelta meditata da impianto fisso, magari da construire nel tempo,  ipotesi che avevo anche considerato e che ho abbandonato per questioni di spazio/costi,   ma che ricosidererei se la soluzione al punto 3 non fosse consigliabile/praticabile. 

    Grazie per la recensione  Florestan e per gli eventuali consigli.

     

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    Ciao Nicola, e grazie del quesito.

    A tal proposito, qualche premessa :

    • noi siamo appassionati di musica classica, ci piace ascoltarla bene ma, per citare Salieri, "prima la musica, poi le parole". Non vogliamo né sembrare né essere esperti di "alta fedeltà" qualunque cosa significhi oggi, né passare per chi ne sa di più. Scriviamo per esperienza ed abbiamo aggiunto le recensioni e le discussioni di audio proprio per risvegliare "queste antiche passioni" oramai sopite da (troppo) tempo e per spronare ad ascoltare meglio la musica che amiamo
    • questo apparecchio, il pre/DAC/ampli-cuffie Audio-Gd R28 appartiene ad una classe che ne prevede l'impiego all'interno di una catena da 4-5000 euro. Per coerenza di spesa, non perchè ciò sia necessario
    • in questo senso il tuo quesito è O/T ma comunque appropriato nell'esigenza che manifesti.
     
    abbiamo risposto a domande simili da parte di Max Aquila (in questa discussione) nel forum. Ti invito a dare un lettura a quella per avere qualche ulteriore informazione di natura generale del contesto attuale.
     
    Più in generale direi che il tuo impianto - se ancora funzionante, specie lato diffusori - assolverà ancora la sua funzione asservita alla parte video, come da specifiche.
    Per la musica colta ci vuole ben altro.
     
    Limitando alle tue specifiche che in questa sede non vado ad approfondire, e budget, la soluzione più semplice a mio avviso sarebbe oggi (noi non ci occupiamo di vintage se non per curiosità) :
     
    1. un DAP, ovvero un lettore digitale tascabile in grado di immagazzinare, organizzare e riprodurre musica digitale (anche ad alta risoluzione) in formato liquido, con un'adeguata uscita sia linea che cuffie (ho in mente gli apparecchi Fiio che esistono in varie fasce di prezzo a seconda delle aspettative e della propensione alla spesa)
    2. delle cuffie della stessa fascia di prezzo che io andrei a cercare tra i marchi HIFIMAN per le magnetoplanare e tra Sennheiser, Focal e AKG per quelle dinamiche
     
    Sia Eusebius che il sottoscritto utilizziamo con profitto un Fiio di fascia medio alta e spero che Eusebius che è spessissimo in viaggio e lo sfrutta molto meglio di me ne voglia presto parlare.
    Per le cuffie io intendo scrivere altri test per la fascia di prezzo che ti potrebbe interessare ma non prometto nulla sui tempi di realizzo.
     
    Per ogni quesito più specifico però ti invito a non continuare qui tra i commenti all'Audio-Gd R28 ma nel forum, sezione Audio :D
     
    E a presto ;)
     

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    Tornando al nostro Audio-Gd R28, non sfuggirà la classe dell'apparecchio che, pur non propriamente hi-end comunque sfoggia soluzioni originali e soprattutto, impiego di componenti e prestazioni di alto livello, piazzandosi in una fascia di prezzo intermedia non proprio popolare (intorno ai 1300 euro).

    In questo senso la sua adozione può essere giustificata da chi abbia già un impianto di fascia media (sui 5-6000 euro all'incirca) e ne voglia cambiare o migliorare il suono.

    Non sfuggirà anche che per una soluzione completa manca :

    • la sorgente, che oggi può essere o un lettore multimediale senza sezione di conversione, oppure, per avere più flessibilità, un personal computer (magari un notebook), non necessariamente di altissima potenza, purchè "pulito"
    • un trasduttore che può essere rappresentato da cuffie di fascia economica e prestazionale allineate con la spesa del preamplificatore/DAC (diciamo tra i 1500 e i 3000 euro; ma nulla vieta di utilizzare cuffie di fascia inferiore purchè di qualità tali da rendere giustizia a quella del convertitore) oppure dei diffusori amplificati di caratteristiche sonore neutrali e ben articolate su tutta la fascia sonora (tipo Adam Audio, ad esempio)
    • da collegare certamente, sia le cuffie che i diffusori attivi, obbligatoriamente in bilanciato

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    Intanto grazie molte. Indicazioni preziose di cui farò tesoro come la lettura della discussione già presente che mi era sfuggita. Per iniziare vorrei proprio percorrere la soluzione “da viaggio” (grazie in anticipo ad Eusebius).

    Per l’Audio Gd-R28 mi aspettavo che doveva essere inserito in una catena adeguata, requisito ben noto a chi affronta la riproduzione del suono attraverso componenti che formano un processo per il risultato finale: un ascolto quanto più realistico e non faticoso. Grazie ancora e a presto. 

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    Sì, vi posso parlare della mia esperienza con un DAP già di buon livello. Io onestamente la considerò una soluzione unicamente per quando viaggio. Però in effetti potrebbe essere un primo passo.

    Considera anche la possibilità di usare il PC come sorgente, un DAC/ampli per cuffia e una cuffia. Come cifre secondo me siamo lì.

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