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  • Florestan
    Florestan

    HIFIMAN Arya

    Z7X_5581.jpg
    le mie HIFIMAN Arya sulla loro base in legno, cavo custom terminato XLR Neutrik

    Susvara, Ananda, Sundara, Arya. Non indago sull'etimologia sanscrito di questi termini che per me sono solo bellissimi nomi di altrettante bellissime donne.
    In fondo, mi andava benissimo anche la tradizionale denominazione numerica, HE400, HE500, HE5, HE1000. Senza esotismi alla Trono di Spade.

    Ma Arya a me ricorda l'aria, in italiano, l'elemento in cui viviamo, che respiriamo. E trasparente come l'aria é il suono che producono queste cuffie.

    Nel catalogo delle cuffie magnetoplanari HIFIMAN, questo modello si piazza oltre le Sundara e le Ananda, e al di sotto delle HE1000 e delle Susvara.
    Probabilmente per fascia di prezzo, vanno a sostituire le Edition X.

    Ed è questo che mi ha incuriosito alla loro presentazione lo scorso autunno. Per la forma dei padiglioni che riproducono la sagoma delle orecchie ricordano i modelli di mezzo - da Ananda ad HE1000 - mentre i modelli agli estremi hanno il normale padiglione circolare.

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    la forma ovoidale del padiglione delle Arya é asimmetrica e segue il profilo delle orecchie umane, senza mai toccarle

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    che segue in modo asimmetrico la sagoma delle orecchie anche all'interno.

    In effetti, ero alla ricerca di un trasduttore che potesse affiancare e poi sostituire le mie venerande Stax Lambda SR404 Sn che cominciano a mostrare i loro anni.
    Anche quelle - pur con la loro forma rettangolare - assecondano la forma delle orecchie senza mai toccarle.
    E sono gli oggetti più comodi da indossare a lungo che io abbia potuto provare.

    Non che le cuffie con il padiglione tradizionale non possano esserlo. Potrei tenere in testa le AKG 712 per tutto il giorno senza provare alcun fastidio.
    Ma il suono ... non sarebbe di questo livello.

    Mentre scrivo sto ascoltando la nuovissima registrazione della 7 sinfonia di Shostakovich con Andris Nelsons alla testa della sua Boston Symphony e il suono mi avvolge.

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    dalla letteratura HIFIMAN, l'uso di circuiti asimmetrici e di diaframmi ancora più sottili contribuisce ad una riproduzione più lineare e naturale.
    Non ne ho le prove scientifiche ma le mie orecchie mi danno la stessa testimonianza.

    Ma torniamo all'oggetto :

    Confezione

    la classica scatola nera con l'indicazione del contenuto, uno scatto ravvicinato che rivela il nome del modello, la scritta bianca su fondo nero a destra

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    foam di protezione, tessuto "setoso", manuali.

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    ho acquistato il mio modello online da Playstereo senza nemmeno prima ascoltarle, lo scorso Natale 2018

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    eccole qui, appena uscite dalla scatola, poggiate sulla "seta" che le avvolge nella scatola.
    Il cavo però è già il mio specifico, costruito apposta per loro in Inghilterra.

    Costruzione

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    Salta subito all'occhio che l'archetto è analogo a quello degli altri modelli HIFIMAN di ultima generazione, in metallo, ben articolato e regolabile mediante guide e buchetti a scatto.
    La banda superiore è in finta pelle, morbida al tatto.
    Come lo sono i bordi dei padiglioni, morbidissimi.

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    anche le Arya usano gli ultimi spinotti HIFIMAN da 3.5mm, doppi, uno per canale, consentendo il collegamento in modo molto semplice ma estremamente stabile

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    l'esterno del padiglione è in metallo, molto robusto a protezione del driver, di nuova generazione, sottilissimo.

    Secondo HIFIMAN questo driver deriva da quello usato nelle HE1000. E c'è da crederlo mentre i rullanti della Boston accompagnano gli archi del primo movimento della "Leningrado" nella inesorabile marcia di avvicinamento delle truppe tedesche alla città dello Zar.

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    l'inconfondibile sagoma frontale di questa classe di cuffie HIFIMAN.

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    ripresa artistica, luce naturale : mi piace particolarmente che in questo modello HIFIMAN abbia mantenuto i colori in nero integrale, a differenza delle "cromature" di certi modelli superiori.

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    Arya non ha poi così bisogno di impressionare nell'aspetto.

    Complessivamente la cura costruttiva sembra di livello elevato. I materiali di grande qualità.
    Siamo anni luce oltre le mie Stax in tutta plastica.
    E anche ben al di sopra delle HIFIMAN Sundara che comunque possono vantare dalla loro, un prezzo decisamente più abbordabile.

    Ma andiamo al dunque, perchè le cuffie possono essere bellissime ed essere ben costruite (e queste, secondo me, sono al di sopra di ogni sospetto) ma se poi non suonano come ci aspetteremmo ... ?

    Suono

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    risposta in frequenza calibrata, misurata con i miei microfoni miniDSP Ears.

    Di sopra il solo canale destro, sotto i due canali sovrapposti.
    Le differenze, limitate alle medie e alte frequenze, sono dovute alla differente posizione del padiglione sul supporto.
    Gli EARS hanno superficie dura, ben diversa dai lati delle nostre teste. Le Arya affondano nella nostra pelle e quindi sono certo che non sia effettivamente misurabile la reale risposta.
    Ma allo stesso tempo sfido chiunque sia in grado di apprezzare differenze - anche ampie - nella risposta, non nell'ampiezza, tra i due canali a 8 o a 11.000 Hz.

    Resta comunque la regolarità della risposta complessiva dal basso fino al medio, con il solito avvallamento - non pronunciato come su altri modelli - intorno ai 1800 Hz, che poi riprende senza alcun picco fino a 4000 Hz.
    Ben più tormentato invece l'andamento alle altissime frequenze, quelle in cui di musica generalmente non ce n'è più e dove le nostre orecchie perdono inesorabilmente di sensibilità.

    Al confronto le mie Stax hanno un largo picco ben pronunciato proprio dove le Arya hanno l'avvallamento sui medi e il basso è ben meno esteso ma un pò più gonfio prima di calare.

    E all'atto pratico ?

    Adesso c'è lo Stradivari di Janine Jansen e il secondo movimento del secondo concerto di Prokofiev che suona.

    Il violino è in evidenza, ma mai aspro, salvo sulle altissime come deve essere, un pò vetroso.
    I bassi entrano con chiarezza, senza colorazioni. Veloci e leggeri.

    La naturalissima voce di Simone Kermes - "Se pietà" di Handel - è resa in modo naturale ma con tutte le sue sfumature e colore.
    Anche più chiara e pulita, ne "Ombra mai fu" di Bononcini, dove è accompagnata solo dal cello e dal liuto. E dove purtroppo si sentono in modo altrettanto chiaro tutte le sue E che diventano I ... :(

    Bellissima anche l'Orchestra Nazionale Russa con Pletnev che dirige l'integrale sinfonica di Chaikovsky.
    Non aggiunge verve al gelido uomo di Arcangelsk che si rifa però alla grande nella Cenerentola di Prokofiev.
    Qui le dinamiche sconvolgenti (pur in una normale registrazione 44/16) vengono risolte benissimo.

    Mi mancano i miei quattro 15 pollici in vetro nella stessa registrazione ma nessuna cuffia potrebbe sostituirli per dinamica e precisione, ad essere sinceri.

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    mi spingo anche su brani moderni.
    La voce dell'ultimo Paul Simon (René e Georgette Magritte ha grandissimo garbo con le Arya) e quella di Sting che conosco benissimo (The Last Ship).

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    Il jazz di "I may be wrong" - Till Bronner - voce chiarissima su un tappeto di percussioni.
    Mi accorgo che l'assenza di distorsioni mi ha fatto alzare troppo il volume e corro ad abbassarlo ...

    La performance qui è da diffusori elettrostatici ... con subwoofer.
    Queste cuffie peraltro consentono anche equalizzazioni con generose iniezioni di bassi ! Non che ne abbiano deciso bisogno però i gusti sono gusti.

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    Tutto il test è stato condotto con il mio Audio-GD R28, all-in-one DAC+PRE+AMPLI di qualità al di sopra di ogni sospetto.
    Sinceramente io non sento il bisogno di cercare abbinamenti particolari ampli+cuffie con questo apparecchio dalla resa assolutamente neutrale e dalla grandissima capacità di pilotaggio.

    Le uso oramai da più di due mesi e le conosco molto bene, quindi un ultimo passaggio all'Handel di Natalie Dessay e al finale della 9a di Beethoven per Gunther Wand nell'edizione SACD Esoteric su base RCA per andare finalmente al giudizio complessivo :

    PRO

    • ottima costruzione con l'uso di buoni materiali. In particolare la protezione dei padiglioni in metallo che evita il contatto con oggetti (fossero anche solo le mani) con i delicatissimi drivers. In ogni caso meglio avere cautela nel poggiarle
    • suono di qualità elettrostatica su tutta la gamma. Il dettaglio è elevatissimo a tutte le frequenze in tutti i generi musicali, c'è ben poco da chiedere di più anche se mi viene la curiosità di sapere come possano suonare le Susvara, le Shangrilà o anche solo le Jade II dello stesso marchio
    • per quanto possibile con le cuffie, l'immagine è aperta e non concentrata sul cranio. Passando rapidamente ad un altro dispositivo tradizionale (in questi giorni sto provando le Pioneer DJ HDJ-X10 che certo non sono pensate per queste "sottigliezze") la differenza è eclatante
    • fatica di ascolto molto ridotta anche per lunghi periodi purchè non si ecceda con il volume
    • ergonomia di livello assoluto, in particolare i padiglioni asimmetrici che seguono del tutto la forma delle orecchie. Non sono leggerissime ma il peso in testa quasi non si sente. Le mie Stax restano ancora più comode ma queste si avvicinano, pur con una robustezza di costruzione che le Stax semplicemente non avvicinano nemmeno
       

    CONTRO

    • per 1600 euro, aggiungere un cavo bilanciato di qualità non avrebbe spostato l'equilibrio della confezione. Certo meno di un cash-back o di uno sconto flash, operazioni cui HIFIMAN oramai ci ha abituati.
      Io credo che i due cavi in opzione dentro alla confezione di tutte le cuffie da oltre 500 euro non dovrebbe essere ... una opzione.
      La differenza di suono e di dinamica è di tutta evidenza e chiunque dovrebbe avere un amplificatore in grado di sfruttare al meglio cuffie di questo genere.
    • la bassa distorsione, i medi intorno ai 1800 Hz un pò indietro ma soprattutto la bassa sensibilità, portano a dover alzare il volume a livelli sostenuti, cosa che richiede un ottimo amplificatore a disposizione. Una ovvietà, quest'ultima per chi acquista cuffie di questo prezzo e di questa levatura ma da tenere in considerazione per la salvaguardia delle proprie orecchie. E' soprattutto per questo che tendo ad usare una equalizzazione digitale che allinea i medi ad una figura che mette in evidenza il basso profondo e smussa qualche asperità negli alti. In questo modo la risposta diventa assolutamente infinita e definitivamente ariosa.

    cavetto.jpg
    il cavetto in dotazione, ottimo, per carità, ma come seconda scelta. A mio parere nella stessa confezione dovrebbe essere offerto anche un secondo cavo bilanciato con un connettore all'altezza del sistema.

    Conclusione

    In estrema sintesi sono il mio nuovo riferimento e le cuffie che mi piace di più ascoltare tra quelle che ho in casa. Ne ho di più accattivanti per determinati brani, in fondo le Arya non sono fatte per stupire con effetti speciali ma per dare una risposta di qualità.
    Non sono in assoluto neutrali nel senso di strumento da laboratorio e di questo certo ci si giova nell'ascolta.

    Facendo un parallelo con altre HIFIMAN che conosco, trovo le HE400i più "divertenti", perchè meno neutre, le Sundara invece troppo fredde e dal suono secco, sinceramente le meno interessanti del trio.
    Il suono ha una impostazione morbida, più caldo nelle Arya, più esteso in generale ai due estremi.
    Naturalmente il repertorio di elezione deve essere quello acustico e con registrazioni di qualità.

    Ma su questo sito direi che si tratta di un dettaglio che possiamo dare per scontare.

    Mentre sto ascoltando il cembalo di un giovane Handel non riesco a staccarmene. E credo che questo possa essere il miglior complimento che si possa fare ad un paio di cuffie, certo non economiche ma che a mio avviso ripagheranno di ogni euro speso con ore e ore di puro piacere musicale.
    Consigliato un amplificatore/DAC di grande livello e in grado di erogare generose dosi di corrente, nonostante la bassa impedenza e - sempre - un collegamento interamente bilanciato con un cavo il più possibile neutro e lineare.

    Specifiche tecniche :

    impedenza : 35 Ohm
    sensibilità : 90 dB
    peso : 404 grammi

    Edited by Mauro Maratta



    User Feedback

    Recommended Comments

    Grazie della recensione, sembrano proprio delle gran belle cuffie! Vista la fascia di prezzo (alta), mi stupisce che ci sia ancora la necessità di equalizzare le alte frequenze. 

    L’assenza di un cavo bilanciato è semplicemente incomprensibile...

     

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    Mi spiego meglio.

    Così come sono le Arya vanno bene. Ma per i miei gusti i medi che caratterizzano la voce umana e gli strumenti solisti dovrebbero essere sempre in linea con l'ideale risposta in frequenza Harman, leggermente calante verso gli alti.
    Quindi automaticamente per avere le voci in evidenza, io alzo il volume a cuffie che già di loro invogliano a tenere un volume alto.
    E questo porta a fatica di ascolto pronunciata.

    Ecco perchè un leggero ritocco ai medi di 3-4 dB verso l'alto, unita ad un incremento dei bassi sotto ai 100 Hz e una regolatina ad un paio dei picchi alle altissime frequenze, possono portare ad avere realmente una risposta da elettrostatiche, senza i difetti tipici delle elettrostatiche (basso corto e tenuta in potenza limitata).

    Siamo però ad un livello tale per cui contano i gusti del fortunato possessore di cuffie di questo livello.

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    Grazie per la bella recensione....talmente invogliante che ho ordinato subito l'Arya da Playstereo!

    C'è un piccolo problema però: la cuffia non è disponibile e ci vorranno 15-20 giorni perchè rientri a loro.

    Come tutti sanno la GAS, una volta messa in moto, non perdona, pertanto ho chiamato loro ed ho scoperto che invece hanno la disponibilità della HE6se (ad un costo paragonabile).

    Bene, leggo in rete che è una ottima cuffia ma che è difficile da pilotare a causa della sua bassa sensibilità.

    Per fortuna possiedo un Violectric V220 ed un Auralic Taurus MkII che dovrebbero farcela senza problemi, in ogni caso non sono pienamente convinto.

    Ho interpellato il gentilissimo Sig. Ventura di Playstereo il quale tesse le lodi della HE6se ed afferma che non dovrei avere problemi di pilotaggio.

    Pertanto mi rivolgo a voi e provo a chiedere consiglio.

    Grazie

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    :) :) Complimentoni per ... l'imbarazzo della scelta.

    Dunque, al solito, astraiamo per un attimo dal prezzo e dividiamo la questione in 3.

    Il Sig. Ventura è competentissimo oltre che gentilissimo, ma le HIFIMAN tutte sono impegnative da pilotare.
    Le HE6se lo sono un pò di più perchè riprendono le caratteristiche della prima serie, raffinandola.
    La prima serie era leggendaria per la sua bassa sensibilitàed altissima tenuta in potenza, richiedeva amplificatori molto speciali tanto da aver creato una generazione di amplificatori nuova tutta per se, quelli che potevano vantarsi di saper pilotare le HE6 (parliamo del 2010-2011) ;) 

    Naturalmente nulla che possa impensierire un amplificatore serio come quelli che possiedi tu.
    Ci vuole grande capacità in corrente, e naturalmente cavo bilanciato.

    Smarcata la prima questione, andiamo alle altre.

    - padiglione ed archetto. Le HIFIMAN si distinguono tra loro per due serie.
    Quelle a padiglione circolare, quelle a padiglione ovale.
    Non sono fatte così per fare il verso alle altre cuffie, sono così per offrire una esperienza d'uso differente.
    Quelle a padiglione ovale (HE1000, Ananda, Arya) sono estremamente più comode e confortevoli per un uso prolungato.
    Anche l'archetto offre una pressione differente. Idem il peso.
    In base all'esperienza e alle aspettative personali, sono cose che si possono apprezzare solo di persona.

    La mia personale preferenza va a quelle ovali, a partire dalle Stax Lambda per arrivare a queste HIFIMAN.

    - suono.
    Con la premessa che io sono rimasto molto deluso dal suono delle Sundara che condividono il grosso dell'hardware con le HE6se, le cuffie "circolari" HIFIMAN offrono un suono generalmente molto neutro in senso "tecnico" ma con un impatto sul basso importante.
    Il punch normalmente è superiore a quello offerto dall'altra serie che invece si differenzia per un medio più morbido, più vellutato, più "elettrostatico".

    Poi le differenze si fanno con il tuning, sia del padiglione che dell'imbottitura che della messa in batteria del "pannello"  che credo sia in fondo simile tra tutte queste cuffie ma di forma e spessore differente (così come il campo magnetostatico esterno).

    - il genere musicale e il gusto personale
    ma ogni considerazione del genere lascia il tempo che trova se non si va a quelle che sono le aspettative personali e ai generi musicali ascoltati.
    Personalmente ritengo un puro spreco usare cuffie planari (siano esse magnetostatiche come queste, o elettrostatiche come le Jade o le Stax) per musica elettronica, techno, heavy metal e hard-rock. Sono tutte cuffie fatte per la musica unplugged.

    Chi privilegia nell'ascolto in cuffia l'impatto e l'insieme, tenderà a preferire la serie Hifiman "tonda", chi il dettaglio e il microdettaglio, probabilmente quelle ovali. Sebbene nella neutralità elevata delle HE6se (io ho esperienza solo della prima serie), l'analiticità si spreca.

    Chi cerca ancora la precisione del suono singolo e la capacità di separazione di ogni singolo strumento, andrà ventre a terra sulle elettrostatiche.

    E qui purtroppo non c'é che da provare.

    Premesso che sto scrivendo ad HIFIMAN per accreditare il nostro sito come tester delle loro cuffie (se avranno la benevolenza di volerci considerare ....), io al tuo posto non mi farei troppo prendere dalla fretta e magari approfitterei dell'opzione "30 giorni di ascolto" che offre Playstereo.
    Proverei entrambi i modelli e deciderei nella pratica quello che fa per me.

    Io possiedo le Arya da Natale e le sto in questo periodo ascoltando in parallelo con le Stax SR-404sn, immaginando un mio futuro con le Jade II.
    Ma sui bassi io sono "male" abituato dall'ascolto dal vivo di timpani e grancassa da pochi metri e da 4 woofer da 15 pollici a 2 metri e mezzo da me. Quindi nelle cuffie io cerco ciò che con i diffusori non si può avere :) :)

    Certamente non cerco analiticità e dettaglio con Roger Waters o Axl Rose che preferisco certamente con cuffie tradizionali con coni dinamici in alluminio ;)
    Del resto questo è un sito votato anima e corpo alla musica classica.

     

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    Florestan buongiorno, ancora grazie per la disamina sulle Arya e HE6se, molto più utile ed eloquente di decine di articoli trovati in rete e che alla fine dicono poco di realmente utile.

    Andrà a finire che acquisterò tutte e due, approfittando della meravigliosa possibilità di poterle restituire entro 30 giorni offerta da Playstereo, per poi rimandare indietro quella che mi convincerà meno.

    Dalle tue parole, ascoltando 70% jazz acustico, 25% Classica e 5% musica elettronica, penso che sarà preferibile la Arya.

    Purtroppo sono "acusticamente viziato", ascolto musica da 40 anni (credo ad occhio di avere più o meno le stesse tue candeline sulla torta....) ed ho avuto la fortuna ed il privilegio di poter possedere impianti tradizionali di ottimo livello-

    Poi, anni fa, complice la famiglia e gli inevitabili e conseguenti ascolti notturni, ho scoperto il mondo delle cuffie....e li è rinata nuovamente e più forte di prima la passione per l'ascolto della musica effettuato in un certo modo e con la indispensabile concentrazione.

    Beyerdynamic 880, 770, 1770, T1, varie Sennheiser e poi Audeze LCD-X, Hifiman Sundara....ed eccomi ad oggi.

    Grazie ancora per la tua passione e competenza

     

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    Il bello delle cuffie é che occupano poco spazio e si possono collezionare come certe signore collezionano scarpe e borsette ;);)

    Io un giorno - dopo le Jade II di HIFIMAN - sogno di comprare anche le Focal Clear (le Utopia sono fuori dalla mia portata come le Stax 009 :( )

     

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