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    Florestan

    Brahms : concerto per pianoforte e orchestra n.1 - Kim/Chung

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    Brahms : concerto per pianoforte e orchestra n.1 /Pezzi per pianoforte op. 118
    Sunwook Kim, pianoforte
    Staatskapelle Dresden diretta da Myung-Whun Chung
    Accentus Music, giugno 2020, formato 96/24

    ***

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    The South-Korean Brahms Connection

    Non solo i due eminenti interpreti ma il disco è stato anche sponsorizzato da Hyundai e l'occasione è nata durante un tour in Korea del Maestro Chung con Kim, dove hanno suonato per la prima volta questo concesto.

    Nel libretto c'è una intervista a Sunwook Kim che dichiara il suo amore sconfinato per Brahms e in particolare per questo concerto, appassionato e appassionante. Dolore, nostalgia, solitudine.
    Giustapposto ai sei pezzi per pianoforte dell'Op. 118. Il giovane Brahms e il vecchio Brahms.

    Devo ammettere che l'approccio iniziale, sia sinfonico che solistico è ... all'opposto del mio.
    Lento, compassato, probabilmente anche troppo rispettoso.

    Fino al minuto 11:16 quando Kim si lascia andare e comincia a trillare con forza.
    L'orchestra resta mite e poco aggressiva.
    E, maledizione, riesce a rallentare di nuovo il solista che invece dovrebbe sentirsi libero di sparare.
    Come fa qualche battuta dopo.

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    E finalmente le cose cominciano a raddrizzarsi come in certi concerti iniziati male per la freddezza del pubblico.
    Ecco comparire finalmente Brahms.

    Il finale del primo movimento si riscatta quindi con fraseggi ampi, più dinamica ma un tono di dolcezza di fondo che resta sconfinato.
    Del resto la registrazione è avvenuta dal vivo nella Mendelssohn Saal di Lipsia, dove fu eseguito per la prima volta il concerto di Schumann. Ci sta.

    Il lirismo dell'adagio centrale introduce il piano che resta di incedere leggero e tutto il lungo intermezzo è improntato di una dolcezza infinita. A tratti ricorda Chopin ma senza quella brillantezza.
    Non nascondo che l'ho trovato piuttosto pesante.

    Per fortuna il Rondò finale risveglia il pubblico e questo risulta in definitiva il movimento che preferisco di questa proposta.
    Sempre non eccessivo e senza esagerazioni ma ci siamo.
    Il pianismo di Kim è tutto sussurrato e in ogni momento si possono sentire le singole dita in azione.

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    Nonostante tutto il suo amore per il concerto, credo che Sunwook Kim si trovi decisamente più a suo agio con il feeling dei sei pezzi op. 118.
    Dolcezza e tocco leggero ben si addicono a queste atmosfere.
     

    Nel complesso, non è il mio Brahms, io lo preferisco più virile, anche quello della maturità.
    Ma è una proposta comunque interessante.

    Buona registrazione senza un rumore di fondo nonostante la ripresa dal vivo.



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