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    Florestan

    Friedrich Gulda : Mozart, Beethoven, Strauss, Haydn

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    Mozart : concerto per pianoforte e orchestra n. 24 K 491
    Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, diretta da Joseph Keilberth
    Beethoven : concerto per pianoforte e orchestra n. 4 Op. 58
    Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, diretta da Hans Muller-Kray
    Joseph Haydn concerto per pianoforte e orchestra n. 11
    Rodio-Sinfonieorchester Stuttgart, diretta da Hans Muller-Kray
    Richard Strauss : Burleske per pianoforte e orchestra
    Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, diretta da Hans Muller-Kray
    Claude Debussy : Feux d'artifice. Preludes, libro 2, n.12
    Mozart : concerto per pianoforte e orchestra n. 14 K 449
    Südwestfunk-Orchester Baden-Baden, Hans Rosbaud
    Mozart : concerto per pianoforte e orchestra n. 23 K 488
    Südwestfunk-Orchester Baden-Baden, Hans Rosbaud

    pianoforte : Friedrich Gulda

    rimasterizzazione dai nastri originali delle registrazioni radiofoniche del 1959-1962

    SWR Classics 2020, formato cd, via Qobuz Streaming Unlimited

    ***

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    Per me Mozart viene subito dopo Gesù.

    La dice tutta del Gulda degli esordi, tutto Bach-Mozart-Beethoven che trovava ridondanti i tardoromantici.

    Ho notato questo disco che mi era sfuggito all'uscita, lo scorso mese di febbraio, per la presenza del Burleske di Richard, una composizione che io trovo sempre interessante, perchè Gulda di Strauss diceva semplicemente che "ciò che per Bach richiede tre parole, per lui servono un sacco di frasi".

    Ovviamente conosco a memoria il suo Mozart, sia questo del periodo d'oro che quello più tardo con Abbado e l'ultimo, un pò acido degli ultimi tempi con Harnoncourt.
    Il garbo e la facilità digitale di Gulda sono leggendari ed applicati a Mozart, rendono l'ascolto celestiale.
    Semplicemente non mi permetto di discuterne l'interpretazione, almeno per queste registrazioni, preziose che vengono adesso rimasterizzate e rimesse a nuovo.

    Ma in questo disco ho trovato emozionante dalla prima all'ultima nota il 4° di Beethoven. E non uso spesso a sproposito questo aggettivo.
    E il Burleske chiaramente ha ispirato l'interpretazione che ho sempre avuto come riferimento, di Martha Argerich.

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    Gulda e la giovanissima Marha Argerich ancora prima del debutto. L'unica allieva di Friedrich Gulda di cui certo condivide la semplicità nell'emettere suoni come se fossero tutte nelle sue dita.
    Meno il garbo complessivo ma certamente l'istrionica presenza un pò la deve al suo antico maestro.

    Tornando al Burleske, ci sono cali di tensione e non è tutto roboante come piace a me. Ma il cronometro si ferma a 19:33 e le accelerazioni sono improvvise.
    Nessun artificio d'effetto ma tanta naturalezza. La leggerezza è più viennese che bavarese.
    Ma è così che deve essere, perchè è l'interprete che conta dopo che l'autore ha consegnato alla storia la sua partitura.

    Insomma, quello che sto commentando non è un reperto storico né un pezzo della storia dell'interpretazione, è un disco attuale che non è appesantito dai 60 anni trascorsi dalle registrazioni se non per la dinamica, invero un pò compressa nonostante la pulizia dei nastri originali.

    Edited by Florestan



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