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    Alberto Ferro : Rachmaninov Etudes-Tableaux Op. 33 e Op. 39

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    Rachmaninov Etudes-Tableaux Op. 33 e Op. 39
    Alberto Ferro, pianoforte (Fazioli)
    muso 2020, via QObuz Streaming

    ***

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    Alberto Ferro è un giovane siciliano ( classe 1996) che si è già fatto le ossa partecipando a diversi concorsi internazionali, piazzandosi ai primi posti e pur continuando l'attività concertistica internazionale è professore di pianoforte al conservatorio di Foggia.

    Questo non è il suo disco di debutto, compare in altre registrazioni (quella del concorso Queen Elisabeth del 2016, oltre ad un paio di registrazioni successive in musica da camera, nel 2018 e nel 2020).
    Ma è certamente quello più rappresentativo del suo stile ed estro, dedicato, evidentemente, ad uno dei suoi compositori prediletti.

    Gli Etudes-Tableax di Rachmaninov sono le ultime composizioni prima della fuga precipitosa dalla Russia durante la rivoluzione.
    Sono composizioni molto libere che si possono assimilare in un certo modo alle Balllades di Chopin anche se strutturalmente e tecnicamente sono molto lontane.
    Richiedono tecnica raffinatissima e capacità dinamiche non comuni ma senza che l'esibizione si limiti ad una prova di .... atletica.

    Dinamica, virile e imperiosa tecnica, una grande gamma di emozioni.

    Quelle che Ferro, ben coadiuvato da uno strumento adeguato alle sue mani, ci propone fin dalle prime note della "marcia" iniziale del 33/1 che a dispetto della tonalità in Fa minore é realmente un allegro.

    Mi soffermo sul 33/5 . Confronto con Giltburg, Lugansky, Shelley, Osborne, Richter, Ogdon. Scusate se è poco.
    Trovo il piglio di Ferro più simile a quello di Ashkenazy con cui coincide quasi nel tempo ma un pò meno nella veemenza.
    Ma comunque molto più brillante delle riflessive letture di Giltburg e Lugansky.

    E il 39/5 ? Più vicino a quello di Ogdon ma più dolce ed appassionato di quello di Ashkenazy. Ancora una volta differente e diverso dai suoi contemporanei Giltburg e Lugansky.

    Confronti naturalmente impropri. Ferro deve ancora fare la sua strada ed è giovanissimo e negli Etudes-Tableaux è difficile andare vicino ad Ashkenazy o ad Ogdon.

    Ma dimostra carattere e questa sua interpretazione è estremamente personale.
    Non vorrei esagerare a questo punto ma vedo la stessa verve di Beatrice Rana e ne sono contento.

    Spero che le case discografiche continuino a premiarlo e lui ad avere voglia di dedicare tempo alle incisioni per darci prova dei suoi progressi per chi non potrà seguirlo in sala da concerto.
    Questo suo primo disco é estremamente interessante e vorrei che se ne parlasse, perchè lo merita.

    Abbiamo il nostro Giltburg. Osiamo sperare anche in qualcosa di più ;) 

    Registrazione presente, senza eccessi, microfoni ben posizionati, senza rumori di scena.

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    Edited by Florestan



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