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  • Eusebius
    Eusebius

    Krystian Zimerman - Schubert: Sonate per pianoforte D959 e D960

    Franz Schubert

    Sonate per pianoforte D959 e D960

    Krystian Zimerman

    Deutsche Grammophon 2017

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    Ammetto che sono un po' in imbarazzo nel dover parlare di questo disco. Krystian Zimerman è considerato una leggenda vivente del pianoforte e in più i suoi dischi da solista sono molto rari: se si esclude la seconda sonata per pianoforte della Bacewicz del 2011, il disco precedente risale addirittura al 1993 (Préludes di Debussy).

    Per cui nutrivo grandi aspettative, anche se devo ammettere che ho sempre guardato con una certa diffidenza al pianista polacco: pur riconoscendogli una tecnica straordinaria e alcuni dischi leggendari, spesso mi lascia perplesso per una ricerca maniacale del suono e per una cura del microdettaglio che va a scapito della spontaneità.

    In questa incisione dedicata a Schubert leggiamo che ha addirittura modificato la meccanica del pianoforte con il duplice scopo di sostenere meglio il suono della linea melodica e non appesantire le note ripetute dell'accompagnamento.

    Il timbro che ne risulta è in effetti molto particolare e conferisce un carattere ben definito a questa registrazione.

    Zimerman ancora una volta colpisce per la raffinatezza del suo pianismo, per la tecnica sopraffina, per la cura del dettaglio. Le sue interpretazioni di queste due celebri sonate sono sicuramente di un livello altissimo, tuttavia...tuttavia dopo diversi ascolti ho l'impressione che manchi quella fluidità del discorso musicale, quella capacità di rendere il senso della struttura, vado oltre sperando di non essere accusato di blasfemia, quella capacità di andare coraggiosamente in profondità per cogliere il senso pieno del discorso musicale,  tutte cose che permettono di catturare l'attenzione dell'ascoltatore per quella quarantina di minuti che dura ciascuna di queste due sonate. 

    In conclusione, certamente un disco importante, con alcuni momenti memorabili, ma che aggiunge poco di nuovo all'ampia discografia già presente.

     

    Modificato da Johannes

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    Commenti Raccomandati

    • Administrators

    Grazie. Non ho ascoltato questo disco e penso che lo eviterò.
    Di fatto è dai tempi delle registrazioni di Beethoven con Bernstein che evito di spendere soldi per Zimerman.
    L'ho ascoltato una volta al Conservatorio tanti anni fa e non ne conservo un ricordo memorabile (mentre, al contrario, in quegli anni ho avuto la fortuna di vedere Richter, Ashkenazy, Argerich, Perahia, Magaloff, Lonquich).

    Ma anzichè modificare la meccanica di uno Steinway, usare un più adatto Bosendorfer o, perchè no, un Pleyel ?

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    • Redattori
    12 hours ago, Hannes said:

    Ma anzichè modificare la meccanica di uno Steinway, usare un più adatto Bosendorfer o, perchè no, un Pleyel ?

    Ma figurati se un come Zimerman, che si porta dietro il suo pianoforte ad ogni concerto, si mette a provare un Boesendorfer!

    Stavo pensando che la foto di copertina mi ricorda un po' questa:

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    Sarà un caso? ;)

     

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