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    Martin Stadtfeld : Mein Beethoven

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    My/Mein Beethoven
    Raccolta di brani improvvisati su idee di Beethoven, arrangiamenti, brani scegli di Beethoven
    Martin Stadfeld, pianoforte

    Sony, SWR Studio gennaio 2020, via Qobuz

    ***

    Con la doverosa premessa che considero Marting Stadfeldt un pianista molto colto e dotato di una sensibilità fuori dal comune, quando ho ascoltato questo disco mi è venuto da chiedermi : "che cavolo stai facendo Martin ?"
    Poi ho letto le note dello stesso Martin, che pubblico di seguito, ed ho visto il collegamento (già visuale nella copertina) con il precedente disco dedicato ai bambini ed ho tirato il freno.


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    Sono andato a riascoltarmi il recente disco dedicato ad Handel e poi quello del giovane Beethoven e del giovane Bach.

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    Ed ho tirato il fiato.

    Non è la solita operazione della solita major a corto di idee che cerca nuovi sbocchi con copertine ammiccanti e titoli a tema del piffero.

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    Quote

    Mein Beethoven
    Queste registrazioni musicali sono state originariamente create come "accessori" per una produzione radiofonica per bambini. Per la grande gioia di registrare la musica di Beethoven al mattino (i pomeriggi erano per le scene di dialogo riservato) è nato il desiderio di tutti coloro che sono coinvolti nella produzione di ascoltare la musica registrata “non tradotta” e da sola.
    Quando ho ricevuto il disco dal mio ingegnere del suono Ralf Kolbinger e dopo averlo inserito un lettore CD, ho capito subito cosa stavo ascoltando: era "il mio Beethoven". Intuitivamente, probabilmente avevo selezionato le opere e i singoli pezzi per la riproduzione radiofonica in base al quale Beethoven mi è particolarmente vicino, senza esserne troppo consapevole. Me ne sono reso conto solo quando ho sentito questa musica che ho registrato.
    Tutta rivisto la mia vita con Beethoven  davanti a me come esempio.
    Moonlight Sonata: ascoltato un disco da bambino con Emil Gilels mille volte.
    Pathétique, la prima grande sonata che ho studiato con il mio insegnante di pianoforte Hubertus Weimer, ha funzionato.
    Ho studiato le prime sonate Opus 2 all'età di 14, 15 anni con Lev Natochenny, il mio professore all'Università della Musica di Francoforte.
    Sono stato particolarmente preso con i movimenti lenti.
    Pastorale: dall'infanzia la mia sinfonia di Beethoven preferita, in particolare la scena degli uccelli! Usignolo, quaglia, cuculo: da ragazzo andavo nella foresta con il binocolo per vedere gli uccelli canori.
    Mi era stato chiesto di suonare nella casa di Beethoven a Bonn per l'anno 2020, improvvisando su schizzi del giovane compositore. Ciò ha dato origine all '"immaginazione del foglio di schizzo di Beethoven". Naturalmente, sento anche il "mio" Beethoven da questo lavoro. Come le reazioni di altri ascoltatori di questa musica sono stati estremamente positivi,  quindi abbiamo deciso di pubblicare anche questo album speciale di Beethoven.
    Mi è stato chiaro di nuovo quale Beethoven amo particolarmente: quello della gioventù (di cui ho già parlato nella mia registrazione “Der Junge Beethoven "rende omaggio", la leggerezza, la chiarezza, la ricerca, l'ottimismo, l'aspetto interno.
    E spero di vedere questo Beethoven davanti ai tuoi occhi e orecchie.
    Mein Beethoven.


                                                                                                             Martin Stadtfeld


    e meno male perchè forse mai come oggi abbiamo bisogno di pianisti sensibili che leggano e rileggano la musica con occhi nuovi - siano infantili o maturi poco importa - purchè fuori dalla liturgia dell'interprete/sacerdote davanti al pubblico-bue e adorante.

    Non tutte le ciambelle ovviamente escono con il buco, anzi, devo ammettere che molti dei dischi di questo filone mi lasciano del tutto tiepido.
    Ma la sensibilità di Stadtfeld, il tocco specie negli adagi, la grande capacità di condurre il contrappunto anche ... dove non c'è, la coerenza con cui si mette di fronte alle grandi pagine della musica (tedesca) è straordinaria.

    Ed anche un disco ... modesto come questo (visto rispetto agli altri dello stesso pianista) mi convince a tributargli il giusto rispetto.

    Capirete la mia sorpresa quando accenna una fantasia sul tema dell'Eroica ... accompagnato improvvisamente dai timpani. O come si sono alzate le mie sopracciglia nel sentirlo avanzare a passettini lentissimi nella sua idea di collage della sesta sinfonia.

    Ma tutto questo ed altro da chi ha in repertorio una fuga (dalla Passacaglia in Do minore) come lui. O quell'Handel del tutto antiretorico nonostante le arie straordinarie che mi è andato a scegliere.

    E infatti negli ultimi brani, originali del maestro di Bonn, rinviene tutto quanto di buono questo pianista può fare.

    Disco curioso che vi consiglio se già conoscete Stadtfeld (Altrimenti no).

    Edited by Florestan



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