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    Florestan

    Bach : Motets - Pygmalion/Raphael Pichon

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    Bach : Motets (con brani anche di Gabrieli, Bertolusi, Praetorius e Gallus)
    Pygmalion diretto da Raphael Pichon
    Harmonia Mundi 2020, formato 96/24, via Qobuz Unlimited

    ***

    Le altre edizioni dei mottetti di Bach che conosco sono asciutte ed ascetiche, come l'ultima, essenziale di Gardiner con il Monteverdi.

    Questi francesi del Pygmalion li ho già incontrati più volte, in particolare nel disco dedicato alle Weber Sisters (in Mozart) con Sabine Devieillhe.
    Ma hanno registrato anche molto Bach e lo conoscono bene.

    Qui sin dalle prime note mostrano di rinunciare all'austerità tedesca per una ricchezza di suono quasi operistica (cosa che si nota anche ...nella BWV 244a e nelle messe).
    Probabilmente i tedeschi sentono più visceralmente e con immanenza tragica il pensiero di Lutero che nel libretto dei mottetti è citato all'inizio ma con un significato lieto ("chiudete gli occhi ad uno e questi non saprà dove cade il suo corpo ma apritegli il cuore ed egli sarà dove sta andando") e le parole di Raphael Pichon sono chiare nella chiusura :

    "Six motets, source inépuisable de jubilation, le coeur cousu à notre corps"

    Si sente che il senso è quello e sinceramente io non ho ascoltato una versione dell'iniziale Lobet den Herrn, alle Heiden così frizzante.

    A rendere forte il contrasto, la scelta di inserire tra le complessità contrappuntistiche bachiane brani della tradizione cattolica di un secolo anteriore mi pare perfettamente indovinata.

    La tradizione corale veneziana (Bertolusi era allievo e organista di Gabrieli) si fonde con la ricchezza di invenzione bachiana e ne sottolinea le basi.

    Altrettanto ricco il seguente Komm, Jesu, komm la cui ripresa é anche essa insolitamente vivace.
    Come è gioioso il BWV 228, Furchte dich nicht, ich bin bei dir.

    Segue una pausa solenne offerta da Jacobus Gallus sul testo Ecce quomodo moritur justus ("Ecco muore il giusto") che apre la stada al definitivo Jesu Meine Freude, eseguito in maniera impeccabile per tutti i suoi straordinari movimenti.
    L'accompagnamento strumentale aiuta a sottolineare le arcate sonore di questa cattedrale barocca.
    E il tono resta lieto.

    Come sottolinea l'ultimo intermezzo, questa volta di Gabrieli, Jubilate Deo che introduce i tre lied BWV 225 che chiudono la registrazione.

    Che mi ha convinto nonostante qualche sibilante di troppo - microfoni troppo vicini - in taluni passaggi solo vocali.

     

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