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    The Queen's Delight - Les Musiciens de Saint-Julien/Francois Lazarevitch

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    The Queen's Delight - Les Musiciens de Saint-Julien/Francois Lazarevitch
    Fiona MacGown: mezzosoprano
    Enea Sorini: baritono, timpano e percussioni
    François Lazarevitch: flauti, flauti e direzione del complesso

    Alpha 2020, formato 96/24, via Qobuz Unlimited

    ***


    E' un disco di ballate inglesi e danze popolari a cavallo tra il '600 e il '700.
    Include una bella aria variata "italian", cantata in italiano (Enea Sorini).
    Naturalmente non si può negare l'influenza italiana in questa musica, specie considerando il valore dell'opera nazionale in quell'epoca.
    Ma è musica inglese, di radice popolare, universalmente praticata, sia tra la nobiltà che tra il popolo. Non so se effettivamente la Regina se ne sia deliziata ma è certo tutto il resto della popolazione, Principe di Galles incluso, si.

    La ricchezza della musica inglese di questo disco traspare del tutto. E' un momento di passaggio tra l'austera fase di musica di rigorosa matrice religiosa dei Tudor, attraverso l'era degli Stuart, verso la Gloria degli Hannover.

    Tanto che pur di matrice puramente isolana (non solo inglese ma anche scozzese, irlandese, gallese) queste danze hanno raggiunto fama anche in Francia e nel resto del Continente Europeo, fino ad oggi.

    Le conoscono molto bene i Musiciens de Saint-Julien ottimamente intonati che ne danno una immagine viva ed attuale, come la vediamo spesso anche nei film di ambientazione britannica.
    L'impulso ritmico è eccellente ma soprattutto lo è il colorato strumentario cui partecipano, secondo la regola di queste compagini, tutte le parti.
    Così Enea Sorini, baritono che dà la voce all'aria "Fuggi, fuggi, fuggi" (prima parte del '600) si occupa per tutto il disco delle percussioni e del timpano.

    Le conoscono anche perchè gli inglesi hanno raccolto questa musica popolare e ne hanno pubblicato la musica in una raccolta già nel 1651, un fatto piuttosto raro, forse per la relativa pochezza della musica istituzionale indigena del periodo ma non per questo rende meno importante il fatto.

    I brani di danza per lo più vivono di "ostinato" a servizio dell'intrattenimento, quando non c'è prosa.

    Non dimentichiamo comunque che oltre a brani celeverrimi ("Drive the cold winter away"), qui ci sono molte pagine firmate da Henry Purcell.

     

    Registrazione chiarissima con tutte le parti in assoluto primo piano. Una gioia seguire ognuna.
    Ottimi gli strumentisti, perfette le voci.

    Un disco semplicemente eccellente e mia scelta per questo mese (la pubblicazione è del 2/10/2020).

     

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