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    Florestan

    Brahms/Schonberg : Quartetto per pianoforte n.1 Op. 25

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    Brahms/Schonberg : Quartetto per pianoforte n.1 Op. 25
    Composto nella forma originale da Johannes Brahms, trascritto per orchestra da Arnold Schonberg
    Qui inserito nel pregevole cofanetto dedicato da SWR alla memoria del grande Michael Gielen, edito nel 2020 con registrazioni di opere di Brahms effettuate tra il 1989 e il 2005

    ***

    Premesso che tutto il cofanetto è da considerare tra i migliori tributi a Brahms del 2020, sebbene non rappresenti la vetta dell'arte dello scomparso Michael Gielen, qui lo cito perchè non mi vengono in mente registrazioni migliori dell'edizione orchestrale del quartetto con pianoforte Op. 25 di Brahms.

    Il quartetto in origine è del 1861 e in 4 movimenti :

     

    1. Allegro (sol minore)
    2. Intermezzo. Allegro ma non troppo (do minore) e Trio: Animato (fa minore)
    3. Andante con moto (mi bemolle maggiore)
    4. Rondò alla Zingarese. Presto (sol minore)

    pubblicato nel 1863 ed eseguito ad Amburgo per la prima volta con Clara al pianoforte il 16 novembre 1861.

    Si tratta di una composizione di proporzioni sinfoniche in cui il pianoforte si incarica di rinforzare la struttura non limitandosi a partecipare da solista.
    Brahms ha ancora solo 28 anni ed è ben lontano dal presentare la sua prima sinfonia ma sappiamo che già nei primi lavori pianistici le strutture che aveva in mente travalicavano la capacità di volumi ed articolazioni del singolo strumento.

    Non approfondiamo ulteriormente la composizione originale che avrebbe bisogno di un articolo a se stante. Stabiliamo semplicemente che non deve meravigliare che Otto Klemperer commissionò allo stesso Schonberg di trascrivere (o riscrivere) il quartetto per grande orchestra (non per orchestra da camera) per presentarlo nella stagione concertistica con la Los Angeles.
    Siamo nel 1937 e Schonberg è in "esilio" volontario in California.

    Orchestrazione: 3 flauti (3 ° = ottavino), 3 oboi (3 ° = corno inglese), clarinetto in mi bemolle, 2 clarinetti (2 ° = clarinetto basso), 3 fagotti (3 ° = controfagotto), 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, percussioni (grancassa, piatti, glockenspiel, rullante, tamburello, triangolo, xilofono) e archi
    Prima esibizione di LA Phil: 7 maggio 1938, direzione di Otto Klemperer (prima mondiale)

    La durata complessiva resta intorno ai 43 minuti, una lunghezza, appunto, da sinfonia, più che da quartetto.

    Il rapporto di Schoenberg con Brahms è di natura particolare. Anche qui il discorso meriterebbe un articolo a se stante ma non conosco (e non intendo conoscere) abbastanza Arnold per poterlo affrontare.
    In una serie di conferenze definì "Brahms il progressista", mettendolo in contrapposizione con la tendenza del mondo culturale tedesco di inserirlo come successore di Beethoven o di chissà chi altri o in antitesi alla filosofia a tema di Wagner-Liszt.
    Dobbiamo quindi credere quando parla con amore del quartetto Op.25.

    Le sue motivazioni al riguardo della trascrizione sono semplici.

    "Mi piace
    E' poco eseguito.
    E' eseguito male perchè spesso il pianista è la figura chiave del quartetto e tende a prevaricare gli altri strumentisti
    Mentre a me piace che si senta tutto."

    Cosa che ha tentato di fare nella sua trascrizione.

    Che inizia con una atmosfera del Brahms più matura, con il violino solo che intona il tema di quattro note che viene subito variato da tutta l'orchestra.

    Gielen asseconda la strutturazione di Schoenberg - d'altronde era un consumato direttore di musica contemporanea - allineandosi alla rilettura.
    Ne viene un Brahms giovane, ancora più vigoroso ma soprattutto non isolato nel titanico sforzo sempre infruttuoso di emulare con il pianoforte quello che una grande orchestra moderna può fare.

    E' vero, alcuni passaggi della trascrizione sono esagerati e ci sono sovrapposizioni meno eleganti di quanto il delicato Brahms avrebbe preferito.
    Ma non stiamo parlando di una traduzione "giurata", questa è un'altra composizione. Un tributo, non un plagio.

    Come sia, nemmeno un secondo del "nuovo" quartetto, annoia in questa lettura. E non mancano momenti lirici e "corali" come nel terzo movimento "Andante con moto".
    Ma resta un Brahms molto virile e potente.
    Che nell'ultimo rondò é ritmato al massimo.

    Ammetto che ha ragione Arnold, specie per l'utilizzo di strumenti che Brahms non conosceva (il glockenspiel ?) e per la generosità d'uso della grancassa, del triangolo, dello xilofono (anche questo non mi pare fosse usuale nella tavolozza di Johannes) si sente ogni nota.
    Alcune anche più di altre.

    Musica moderna al servizio di quella romantica. Forse il più atto d'amore che si possa fare ad un autore che si adora.

    Come dicevo vi consiglio l'intero cofanetto. Ma in verità anche tutti gli altri della Gielen Edition.
    Direttore tra i massimi del '900, ingiustamente trascurato perchè "poco scenico".
    Ma capace di un suono coerente, lucido, vivace in ogni momento.

    Registrazione dal vivo - come le altre - dinamica e potente.
    Dischi da 5 stelle.



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