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    Florestan

    Barbirolli dirige musica inglese per orchestra d'archi

     

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    Barbirolli dirige musica inglese per orchestra d'archi

    Musiche di Elgar e Vaughan Williams
    Sinfonia of London con l'Allegri String Quartet
    New Philharmonia Orchestra
    His Voice Master 1963, formato CD

    ***

    Ci sono dischi senza tempo che puoi ascoltare ogni volta essendo teletrasportato in un mondo diverso. Magico e diverso.
    Potrei ascoltare migliaia di volte di seguito la fantasia su un tema di Tallis di Vaughan Williams, non solo e non tanto per il tema e per la maestosa orchestrazione di Waughan Williams ma proprio per l'atmosfera straordinaria che pare spostare la barra del tempo all'epoca dei Tudor.
    John Barbirolli è una gigante, uno dei più grandi direttori di ogni tempo, non solo per le sue qualità direttoriali, musicali ed umane ma anche per il merito di aver contribuito maestosamente nel periodo a cavallo della guerra a valorizzare un patrimonio musicale e culturale ancora sottovalutato, insieme a tanti, tantissimi talenti.

    Il programma di questo disco che sfiora a i 59 minuti è perfetto. Non cambierei mai né la progressione né i brani.
    E se Elgar la fa da padrone le due composizioni che nascono da temi originali di Vaughan Williams sono capaci di riportare al candore della Grande Inghilterra, come se le due guerre mondiali non ci fossero state.
    Sembra l'opposto del terribile Requiem di Britten che invece ti fa toccare e sentire ogni volta l'orrore della tragedia immane e inevitabile.

    Naturalmente Elgar è di un'altra pasta e Sir John lo tratta per il monumento che era, valorizzandone la musica forse anche più del suo merito.
    Ma Barbirolli suonava il violoncello - lo strumento di famiglia - sotto il bastone di Elgar ed ha conosciuto di persona tutti i grandi compositori inglesi del suo tempo, avendone potuto suonare prima e poi dirigere la musica.

    E' difficile anche solo commentare un disco come questo. Che non è il solo tesoro che Barbirolli ci ha lasciato.
    Io ero appena nato quando questo disco è uscito ma ascoltando mi sento li in sala d'incisione ad Abbey Road.

    Si Barbirolli era un eccentrico, nelle prove superava i limiti del concerto e non era un perfezionista della bacchetta stile Karajan o altri suoi contemporanei.

    Ma quanto cuore e quanta anima in questa musica, complessivamente "minore" rispetto al repertorio "main stream".

    Registrazione che rimasterizzata è godibile anche se non al livello del meglio che si fa oggi.
    Ma è un disco che va posseduto anche solo per la Fantasia su un Tema di Thomas Tallis.



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