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    Florestan

    Bach sonate per violino e pianoforte ; Capucon/Fray

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    Bach : sonate per violino e pianoforte n.3-6 BVW 1016, 1017, 1018, 1019
    Renaud Capucon, violino
    David Fray, pianoforte

    Erato 2019, formato 96/24

    ***

    Premessa n.1 : detesto l'accompagnamento col pianoforte delle sonate barocche. Si dovrebbe usare esclusivamente il cembalo
    Premessa n.2 : il Bach di David Fray (cfr. concerti registrati l'anno scorso) mi pare in generale troppo sognante, onirico, quasi da post dose di LSD ...

    detto questo, è un bel disco. A tratti da musette ma che poi si vivacizza improvvisamente (ad esempio il passaggio tra l'adagio e l'allegro della BWV 1017).

    Il piano è ... semplicemente protagonista, nonostante il violino suoni sopra come tono, ma Fray è veramente impressive, molto autorevole e richiama ... il microfono e l'attenzione.
    Staccatissimo ... quasi gouldiano (lo so, sono un eccentrico !) nel largo della BVW 1019, detta il tempo al suo amico Renaud che qui (ancora una volta) mi pare che manchi di personalità.
    Anche alla ripresa con il secondo allegro della BWV 1019 c'è solo il piano. Le due mani perfettamente scandite, si possono seguire una ad una.
    Nel dacapo ci sono i giusti accenti, il ritmo corretto ma il tono resta dolce. Senza fretta.
    Capucon tenta di riscattarsi nel finale ma non ce n'è. Fray evidentemente vive di Bach ultimamente.

    Andiamo alla n.5, l'iniziale. Il tempo non è esageratamente lento. Quasi al secondo quello di Gould/Laredo. Due minuti più corto della recente registrazione della Faust. Quasi la metà di quello .... mortuario di Keith Jarrett (non aveva dormito la notte prima ?) del 2013.
    Mentre è lentissimo l'adagio, praticamente un'altra composizione rispetto a quella della Faust ... praticamente un'altra composizione rispetto a quella del già citato duo Gould/Laredo.
    Fantastico il vivace finale.

    Insomma ero scetticissimo, mi sono ricreduto al secondo ascolto dopo l'iniziale sbigottimento della sonata n.5.
    Il Guarneri di Capucon suona meravigliosamente rugoso sopra un pianoforte chiaro di cui si possono distinguere tutte le note.

    Bel disco. Soggettivo. Di carattere. Non sarà il riferimento tra queste registrazioni abusatissime ma ad un concerto avrei applaudito a lungo.

    Fray una spanna sopra. E' Capucon che in pratica lo accompagna ... :)



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