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    Doric String Quartet : Britten e Purcell

    Cover.jpg

    Britten : Quartetti per archi n. 1, 2 e 3, 3 divertimenti
    Purcell : 5 fantasie a quattro voci
    Doric String Quartet

    Chandos 2019, formato 96/24

    ***

    Bastano poche note e non c'è molto da aggiungere.
    Il Doric Quartet si è formato nel Suffolk a pochi passi dal mondo interiore di Benjamin Britten.
    L'ultimo grande compositore inglese con un amore particolare per la musica del suo illustre predecessorie, Mr. Henry Purcell.
    Ed Helene Clement, la violista della formazione, suona la viola che Frank Bridge regalò al suo allievo Benjamin quando questi partì per il suo soggiorno negli USA nel 1939.
    E' uno strumento milanese del 1843 di Francesco Giussani.

    Britten compositore molto raffinato e con un stile estremamente personale fatto da ritmi vivaci e con una polifonia complessa, ha scritto tanta musica da camera. Il programma di questo disco, insieme alla Simple Symphony e le suite per violoncello lo rappresentano perfettamente per tutto l'arco della sua vita matura. Sebbene in gioventù abbia scritto tanta altra musica preparatoria oggi non in repertorio.

    Fa contrasto ma non troppo perchè i toni non sono esageratamente distanti, il barocco italo-francese di Purcell, altro musicista molto raffinato e peculiarmente inglese.
    Le cinque fantasie - sostanzialmente composizioni libere e sciolte - qui selezionate sono tutte in tono minore.
    Presentano nella loro armonica polifonia a volte leggere dissonanze e idealmente guidano al quartetto n. 2 di Britten che chiude questo doppio disco (dura quasi due ore) che inizia con un "allegro calmo senza rigore" molto elegiaco e si chiude con una chaconne che, pur alla maniera di Britten, vuole rappresentare la tradizione seicentesca musicale inglese.

    DoricStringQuartet.png

    la formazione che ha registrato questo disco (il gruppo ha avuto diverse composizioni prima)

     

    Il Doric String Quartet non ha una vera e propria specializzazione ma la sua intonazione è perfetta per questo repertorio e per quello moderno in generale.
    Il loro suono è chiaro, terso, le sovrapposizioni precise.
    Il disco per quanto riguarda Britten, a mio modesto avviso si pone vicino e sullo stesso piano della esemplare interpretazione del Belcea.

    Registrazione secondo la tradizione Chandos, che è come dire eccezionale, priva di qualsiasi difetto o rumore.

    Edited by Florestan



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