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    Florestan

    Quatuor Girard : Saint-Saens

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    Camille Saint-Saens
    Quartetto per archi n.1 in mi minore Op. 112 (1899)
    Quintetto per pianoforte e archi in la minore Op. 14 (1855)

    Quatuor Girard (Hughes, Agathe, Odon et Lucie Girard) archi
    Guillaume Bellom, pianoforte

    B Records 2019, 96/24

    ***

    Oltre quarant'anni separano questi due capolavori. Saint-Saens scrisse in epoca molto matura il suo primo quartetto che apre questo concerto dei quattro fratelli Girard.
    E' una composizione puramente romantica che fa onore alla tonalità in cui è scritto.
    La polifonia delle quattro parti è perfettamente equilibrata e si dipana per i quattro movimenti per una buona mezz'ora.

    Come il quintetto con pianoforte, ben più giovanile (Camille aveva solo 20 anni quando lo scrisse) che pur in la minore, è più eroico, quanto è su tonalità nostalgiche il quartetto che apre questo cd.

    Idealmente il quartetto - che è stato dedicato a Ysaye - ha atmosfere beethoveniane. Quanto il quintetto le ha brahmsiane/schumanniane.

    Ma non indulgerei su queste esemplificazioni che non andrebbero a fare altro se non sminuire ancora un genio musicale ingiustamente trascurato e criticato sia in vita che dopo la morte, tanto da farlo ricordare solo per quello scherzo infantile che è il Carnevale degli animali e per il celebre secondo movimento della sinfonia con organo.

    A mio parere Saint-Saens merita molta più attenzione e non esiterei a metterlo spesso a paragone con il ben più austero e sommo Brahms, due persone fatte della stessa pasta e in fondo molto simili sia per peculiarità umane che musicali.

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    il Quartetto Girard

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    I quattro giovani musicisti mostrano di sapere il fatto loro di fronte ad una partitura che richiede un'ottima amalgama e doti ritmiche elevate.
    E in questo riescono - qui ripresi dal vivo durante un concerto pubblico (alla Fondazione Singer-Polignac il 22 marzo 2018) mostrando grande personalità.
    In particolare nel terzo movimento "molto adagio" riescono a trovare momenti di vero lirismo a tratti commoventi.
    Il finale ha grande ritmo ma resta cantabile con grandi arcate di tutti gli strumenti.
    Sebbene questo quartetto sia concepito con una parte del primo violino praticamente solistica, gli altri tre Girard non mostrano di voler stare semplicemente a guardare.

    Nel quintetto si aggiunge il pianista Guillaume Bellom, solo di poco più anziano ma con una ottima attività concertistica alle spalle.
    Ci vuole perchè la parte del piano qui è realmente virtuosistica ed è la protagonista della composizione fin dai primi accordi.
     

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    ho trovato l'annuncio di una performance pubblica già del 2013, quindi è evidente che anche qui l'affiatamento di questi musicisti sia già consumato.

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    Lasciatemi dire che in questa interpretazione (esistono altre, poche incisioni, o almeno sono poche quelle che possiedo nel mio archivio) questo quintetto è di una bellezza senza pari.
    Il primo movimento è aulico, pieno, virile. Il secondo ha grande carisma. Il terzo degno in ogni suo accordo del Brahms più maturo. Il finale è la sintesi dei precedenti movimenti con le idee musicali che si intrecciano tra loro per portare ad uno sviluppo di grandissima efficacia che mantiene  struttura sinfonica unita a dolcezza lirica.
    Giusto per circostanziare questa composizione, ricordo che nel 1855 il coetaneo Brahms componeva il suo trio Op. 8 mentre Schumann si avviava verso i suoi ultimi giorni.
    La maturità compositiva di Saint-Saens a 20 anni mostra già la statura del vero genio, molto più della sua età anagrafica.

    Come lo è quella dei giovani interpreti che mostrano sia di amare profondamente questa musica che di aver il privilegio più unico che raro di poterla suonare insieme.

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    Un disco che ho virtualmente consumato dalle volte che l'ho ascoltato dalla sua uscita e che è destinato ad entrare nella mia scelta ristretta per il 2019 e tra quelli più gettonati di questa primavera.

    Bella registrazione con tutti gli strumenti chiari, senza sovrapposizioni. Il pianoforte è in perfetto equilibrio. Non ci sono rumori di scena e il suono è pieno, diversamente da certe riprese molto asciutte dal vivo.

    Si chiude con uno scroscio di applausi cui mi sento di unirmi con grande convizione. BRAVI !

    Edited by Florestan



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    Recommended Comments

    Un disco bellissimo che anch'io sto ascoltando e riascoltando. Purtroppo Saint-Saëns è stato bollato con l'etichetta di fautore di un "accademismo gelido e formale" (Massimo Mila per tutti) e invece ci riserva spesso grandi sorprese, grazie a chi abbia la passione per farcelo riscoprire, come in questo caso i bravissimi musicisti del quartetto Girard e il loro pianista Guillaume Bellom!

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