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    Eusebius

    Veress Trio per archi - Bartók Quintetto per pianoforte

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    Sándor Veress, Trio per archi.
    Bela Bartók, Quintetto per pianoforte.
    Vilde Frang (violino), Barnabás Kelemen (violino), Lawrence Power (viola), Nicolas Altstaedt (violoncello), Alexander Lonquich (pianoforte).
    Alpha, 2019

    ***

    E' sempre bello quando il caso ci fa fare scoperte interessanti! Ho ascoltato questo disco più che altro spinto dalla curiosità per il quintetto di Bartók e sono invece rimasto folgorato dal Trio per archi di Sándor Veress, compositore ungherese poco conosciuto, che probabilmente meriterebbe maggiore attenzione.

    Veress fu allievo di Bartók e Kodaly all'Accademia di Budapest e sostituì quest'ultimo alla cattedra di composizione fino al 1949 anno in cui preferì trasferirsi a Berna, per sottrarsi alle imposizioni del regime comunista, dove insegnò composizione e visse fino alla morte, avvenuta nel 1992. Tra i suoi allievi vi furono György Ligeti e György Kurtág, ma anche il celebre oboista e poi direttore d'orchestra Heinz Holliger, che si è fatto promotore delle composizioni di Veress.

    Davvero bello e intenso il Trio per archi, in cui Vilde Frang, Lawrence Power e Nicolas Altstaedt si tuffano con straordinaria partecipazione e bravura. E' una composizione del 1954 in due movimenti, ricca di contrasti e momenti sorprendenti.

    Mi ha appassionato di meno il quintetto per pianoforte di Bartók. Si tratta di una composizione giovanile (1903-1904, Bartok aveva 22-23 anni) che viene eseguita di rado,  ma non per questo non interessante. E' un lavoro denso, appassionato, di chiara ispirazione romantica e con forti echi brahmsiani. Si ascolta molto volentieri. La mia perplessità è legata solo al fatto che non ha proprio niente a che vedere con il Bartok che conosciamo. Se fosse stato il lavoro di un altro compositore, probabilmente lo avrei apprezzato di più, sapendo invece che l'autore è Bela Bartók, mi viene invece da considerarlo per quello che è: un lavoro giovanile, bello, per carità!, ma anacronistico e avulso dal corpus delle composizioni per le quali l'ungherese è entrato nella storia della Musica.

    Ad ogni modo questo disco, realizzato in collaborazione con il Festival internazionale di musica da camera di Lockenhaus, ha il grosso merito di proporci due autentiche rarità, eseguite alla perfezione da un gruppo di ottimi artisti. E mi ha lasciato con la voglia, che appagherò al più presto, di andare ad ascoltare altre composizioni di Veress!

     

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    Edited by Eusebius



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    Recommended Comments

    :) Infatti a me è piaciuto molto il quintetto di Bartòk (che conoscevo per Janine Jansen & Friends in video) mentre Veress può restare nel suo limbo insieme a Kurtag e Ligeti :D

    Concordo sulla proposta molto interessante e con una compagine di primo ordine, primi tra tutti Vilde Frang e il sempre intenso Lonquich.

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    9 minutes ago, Florestan said:

    :) Infatti a me è piaciuto molto il quintetto di Bartòk (che conoscevo per Janine Jansen & Friends in video) mentre Veress può restare nel suo limbo insieme a Kurtag e Ligeti :D

    Non ne avevo dubbi 🤣🤣🤣

    Mi aspettavo questo tuo commento!

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