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  • Florestan
    Florestan

    Novità 2019

    Recensioni e impressioni rapide di dischi ascoltati durante il 2019.
    I dischi più meritevoli verranno recensiti approfonditamente a parte.

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    Edited by Hannes



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    Felix Mendelssohn
    Concerto per violino e orchestra d'archi in Re minore
    Sinfonie per archi 1-6
    Munchner Rundfunkorchester
    Henry Raudales solista e direttore

    BR Klassik 2019, formato 44/24

    ***

    E' una raccolta di registrazioni dal 2006 al 2018, una specie di vetrina per orchestra (non troppo nota) e direttore (altrettanto).
    Fa comunque bene l'etichetta a valorizzare anche artisti emergenti insieme a star molto conosciute.
    Non fingerò che le sinfonie per archi di Mendelssohn siano tra i miei brani preferiti. Nella realtà mi hanno sempre fatto addormentare.
    Mozartiano ma "gajardo" invece il concerto per violino in Re minore, spesso in repertorio e che secondo me meriterebbe più attenzione.
    Qui vale il disco.
    Per il resto ben registrato come di consueto per questa etichetta.

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    Kalevi Aho
    Concerto per trombone
    Concerto per tromba
    Jorjen Van Rijen, Alain Rudder, Antwerp Symphony Orchestra, Martyn Brabbins direttore

    BIS 2018 ma uscito nel 2019
    Registrazioni del 2015

    formato 96/24

    ***

    Più contemporaneo di così si muore, l'autore - che firma anche parte delle note - è del 1949 e queste due composizioni sono del 2010 e del 2011.
    Richiedono grande virtuosismo nei solisti e l'interpretazione non può che essere giurata in quanto eseguita davanti all'autore o sotto la direzione dell'autore.
    Credo siano prime registrazioni assolute e bene fa Bis a valorizzare il patrimonio sconosciuto dei compositori della scandinavia (in questo caso Finlandia).
    Aho ha all'attivo parecchie composizioni.

    Tutto sommato interessanti (anche perchè a me piace tutto ciò ha gli ottoni in evidenza).
    Ma certo non un ascolto da dopo pranzo ...

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    The Polish Violin
    Karlowicz, Szymanowski, Wieniawski, Moszkowski
    Jennifer Pike viliono, Petr Limonov Piano

    Chandos 2019, registrazioni dell'agosto 2018
    Formato 96/24

    ***

    Gran bel disco di repertorio per noi abbastanza desueto, il violino polacco da camera di inizio secolo scorso e della seconda metà dell'800.

    Bravi gli interpreti. Chiaro il suono. Repertorio brillante, a tratti salottiero.
    Jennifer Pike ha avuto in prestito un Guarneri del Gesù del 1733 per la registrazione.
    Bel disco.

     

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    Mendelssohn
    Concerti per pianoforte, rondò, capriccio brillante
    Ronald Brautigam, pianoforte
    Die Kolner Akademie diretta da Michael Willens

    BIS, formato SACD, SACD multichannel e 96/24

    ***

    Musica degli anni '30 su un pianoforte Pleyel del 1830 (nella realtà un Pleyel riprodotto nel 2010 ma comunque fedele in tutto all'originale).
    più precisamente questo McNulty

    SnapCrab_Buy and rent Pleyel fortepiano replicas  Copy of fortepiano by Pleyel builder for sale and rental se_2019-1-12_10-44-27_No-00.png

    il risultato è fedele ma brillante nelle mani di un pianista sensibile come Brautigam.
    Chi non è abituato ai pianoforti d'epoca ci dovrà fare l'abitudine ma in questo caso non è come certe ricostruzioni filologiche fini a se stesse.

    Veramente un bel disco e Bis dimostra curiosità anche nel repertorio non scandinavo.
    Come passare una serata in società a Parigi, nel 1831 o nel 1837 (le date di composizione dei due concerti) in compagnia del giovane Felix e dei suoi amici.
    Consigliato.

     

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    Bach, partita n. 4, concerto in stile italiano, Bach/Busoni Ciaccona
    Federico Colli, pianoforte Steinway D
    Chandos 2019, formato 96/24

    ***

    Stile cristallino e tocco cembalistico del trentenne bresciano che incide per l'inglse Chandos (vedere anche il disco di Scarlatti del 2017).
    Dalle note di suo pugno sul libretto - profonde ed articolate - sembra che sappia quello che fa.
    In generale bella prova ma che alla "prima lettura" non mi ha coinvolto del tutto.
    La riascolteremo a lungo.

    Suono leggero con bassi assenti, ad assecondare l'impressione cembalistica.

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    Stenhammar, sinfonia n.2 e Serenade

    Gothenburg Symphony diretta da Herbert Blomstedt
    Bis, formato 96/24

    ***

    Accidenti, lo sapete chi è stato il primo direttore dell'orchestra sinfonica di Gothenburg ?
    Willelmh Stenhammar, ovviamente.
    Questo disco live potrebbe essere celebrativo a distanza di un secolo dalle prime assolute.
    Ma sinceramente non mi ha convinto per nulla.
    La musica di Stenhammar ha bisogno di tanto, tanto più ardore per trasmettere tutto quello che contiene.

    Lindberg - disco dell'anno per il 2018 - sempre per la Bis ha consegnato alla storia interpretazione di ben altro spessore.
    Non me ne vorrà il vecchio Blomstedt ma qui non c'è molto da prendere. Fossi stato in sala, temo che mi sarei addormentato (non ci credete ? Mi è successo durante l'Aida all'Arena di Verona ...).

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    Chaikovsky e Dvorak
    Serenate per Archi
    Archi di Santa Cecilia
    Luigi Piovano

    Arcana, registrazione del 2015
    formato 88.2/24

    ***

    Bel disco che dimostra, se ce fosse bisogno che anche un grande formazione orchestrale italiana può dare vita a complessi autonomi in grado di avere attività concertistica e discografica propria.
    Contiamo ... con continuità.

    Registrazione tersa e chiara con equilibri tra le parti.
    Note anche in italiano

     

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    Mozart, sinfonie n. 13, 16, 29,40
    Folkwang Kammerorchester Essen
    Johannes Klumpp

    Genuin 2019
    formato 96/24

    ***

    Bel suono limpido, cristallino con buona dinamica.
    Per il resto si tratta di una buona esecuzione ma che non aggiunge molto alla sterminata collezione di registrazioni di queste sinfonie.
    Originale la scelta di accoppiamento ma nulla più.
    Ritmi accelerati. In alcuni momenti anche troppo.
    Trascurabile.

     

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    Liszt, Studio d'esecuzione trascendente, Parafrase sul Rigoletto, Studi da concerto La Leggierezza
    Boris Giltburg

    Naxos, 2019
    Formato 96/24

    ***

    In fondo non sono un grandissimo fan di Boris Giltburg.
    Però ci tengo a rimarcare - magari in attesa di una recensione più approfondita - alcuni aspetti interessanti di questo disco.

    Giltburg sottolinea che il titolo effettivo non debba essere anglicizzato, non sono studi trascendentali, non c'è filosofia o metafisica, sono studi d'esecuzione trascendente.
    Trascendente le capacità dell'esecutore che con essi può e deve evolvere ad un livello superiore.
    Come è giusto che sia per degli studi.

    Giltburg, benchè abbia oramai un certo "nome", resta con un marchio che troppo spesso è ingiustamente identificato con economico e da catalogo.
    E' un errore, nel catalogo Naxos ci sono tesori introvabili altrove.

    Il suono. Bello, pieno, bilanciato, caldo, con grandi bassi. Come piace a me.

    Bravo Boris. Ti ascolterò con più attenzione.

     

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    The Tokyo Gala Concert
    120 anni della Deutsche Grammophon
    Seiji Ozawa, Anne-Sophie Mutter, Diego Matheuz, Saito Kinen Orchestra

    DG 2019
    formato liquido 96/24

    ***

    Primo ascolto DG del 2019. Tutto sommato un bel disco per essere celebrativo.
    Al vecchio Ozawa non si può chiedere di essere Mravinski ma sa essere convincente e ci da dentro per tutta la 5a sinfonia di Chaikovsky.
    La Mutter è in grande spolvero, specialmente nel Rondò Capriccioso di Saint-Saens.
    Una volta un disco celebrativo che ha la sua ragione d'essere.
    Probabilmente perchè semplicemente sentito (nelle note viene rimarcato che Ozawa conosce la Mutter da quando lei aveva 15 anni, presentagli ovviamente, da Karajan).
    Bel suono con bassi possenti e buon equilibrio. Un pò in evidenza il violino solista ma nulla di eccessivo.
    Registrazione del 5 dicembre 2018, subito riversata e distribuita.

    Un bel modo di iniziare l'anno. Altro che concerto da Vienna ... col figlio del macellaio tedesco.

     

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    Mendelssohn e Britten, concerti per violino e orchestra
    Sebastian Bohren, violino
    Royal Liverpool Philarmonic Orchestra diretta da Andrew Litton

    RCA 2019
    formato 96/24

    ***

    Bel disco, buona presenza, violino in evidenza ma senza strafare, meno definito in Mendelssohn, più focalizzato in Britten.
    Buona interpretazione di un violinista che certamente si farà (suona un Guarnieri del Gesù di fine '700).
    L'Orchestra di Liverpool non sapevo nemmeno che esistesse ma ha un bel suono.
    Litton è molto celebrato in patria.
    Qui, con il violinista, tentano la carta di inserire Britten in un contesto puramente romantico.
    Ci sta ma operazione riuscita solo in parte.

    Non ho capito che ci azzecca la Serenata di Chaikovsky come brano finale ...

     

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    Chopin : Notturni Op. 55, Mazurke Op. 56, Berceuse Op. 57, Sonata n.3
    Maurizio Pollini
    Deutsche Grammophon 2019, formato 96/24

    ***

    Disponibile da ieri e già acclamato dalla critica.

    In effetti, un recupero rispetto a prove meno convincenti del recente passato c'è.

    Suono pieno e possente, un pò secco.

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    da Varsavia a Parigi
    Rafal Blechacz e Bomsori Kim
    Musiche di Fauré, Debussy, Szymanowski, Chopin

    Deutsche Grammophon 2019, formato 96/24

    ***

    Un incontro di giovani. Nel libretto si racconta di come casualmente cercando un partner violinista per fare questo disco, Blechacz abbia contattato la Bomsori mentre lei avrebbe gradito questo contatto, avendolo ascoltato ad un concorso.
    Ne è venuto questo (primo ?) disco piuttosto intenso, guidato dal suono del suo Guadagnini del 1774, molto bello, e lei con un tratto intenso ben supportato dalla solidità del tratto di lui.
    Non sarà certo un riferimento per questo repertorio ma un disco molto bello. Da **** (4 stelle).

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    Sibelius le sinfonie
    Orchestre de Paris
    Paavo Jarvi

    RCA 2019, formato 96/24

    ***

    Meglio avvisare che io sono un grande fan della famiglia Jarvi, in particolare di Paavo.
    Paavo è anche stato insignito di più di una onoreficenza quale promotore della musica di Sibelius, seguendo le orme del padre.

    Ma ... questa raccolta con l'Orchestra di Parigi mi ha lasciato piuttosto (molto ?) deluso.

    Il suono manca totalmente dell'atmosfera scandinava che io attribuisco alla musica di Sibelius (un tratto distintivo).
    Capisco che i francesi avvezzi a Gounod e Massenet, poco ci azzecchino con Sibelius (e chi, ci azzecca con Sibelius se non gli scandinavi ?)
    Ma Jarvi ... ? Che lo conosce da prima di nascere ?

    Ne fa un suono molto veloce, molto rapido, molto ... privo di quel pathos che io ritengo necessario per rendere questo monumento (Sibelius) e questa musica (non sempre comprensibilissima).
    Ne farò presto un confronto con le due edizioni che conosco di papà Neeme. Dopo un ascolto lungamente approfondito.

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    Franz Schubert: Sonata D 821 Arpeggione, Trio n.1 D 898, fantasia per violino e pianoforte D 934, Trio n.2 D 929
    Trio Les Esprits. Adam Laloum, pianoforte, Mi-Sa Yang, violino, Victor Julien-Laferrière, violoncello.
    Sony 2019

    ***

    Tre talenti di scuola francese, alcune tra le pagine più belle del repertorio cameristico schubertiano, una casa discografica di grande rilievo alle spalla: non sarebbero mancati gli ingredienti per fare di questo un grande disco. L'impressione invece è quella di un buon disco, ma niente di più. Manca quella sensualità e quella sensibilità di fraseggio che occorrono per restituire la magia non scritta di queste pagine. Si ascolta comunque volentieri.
     

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    Schumann, Brahms
    Sarah Beth Briggs, pianoforte
    Avie Records, 2019, formato 96/24

    ***

    Mi perdonerà Sarah Beth che non conoscevo fino a questo fisco ma, per suonare Schumann non basta lanciare le farfalline nel bosco. Ci vuole una sana dose di lucida follia.
    Mentre il Brahms degli ultimi pezzi per pianoforte richiede di aver vissuto a lungo, prima.

    Se fossimo a Master Chef direi che è meglio riprovarsi su un repertorio più alla sua portata, magari Clementi e Scarlatti se non proprio Mozart. ;)
    Senza acredine, naturalmente ma con l'affollamento che c'è in queste registrazioni una in più si deve poter giustificare.

    Suono brillante e basso adeguato. Ok da questo punto di vista.

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    Alexander Krichel, "Al caro distante" 
    musiche di Beethoven, Schumann, Kreisler, Wagner
    Sony 2019, 96/24

    ***

    Non conosco le altre musiche ma se andiamo al preludio del Tristano di Wagner trascritto dal genero Liszt non resta traccia dell'ardore e della passione originali. Nè di nostalgia per l'amato lontano. E sono tanto compassate le variazioni sinfoniche di Schumann da essere a malapena riconoscibili.

    Programma impegnativo nella scelta ma eseguito scolasticamente, quasi fosse un saggio di fine anno o una prova di ammissione a qualche corso superiore.

    Sinceramente è un disco che non riesco a capire.

    Registrazione standard senza infamia e senza lode.

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    Ludwig van Beethoven, sonate per pianoforte Op.110 e Op.111, Bagatelles Op.126.
    Yevgeny Sudbin, pianoforte
    BIS 2019

    ***

    Seguo sempre con interesse le uscite discografiche del pianista russo Yevgeny Sudbin. Ricordo due bei dischi dedicati a Scarlatti, i concerti per pianoforte di Scriabin e Medtner, i concerti di Beethoven. Questa, però, mi pare una delle sue prove meno convincenti. Avevo trovato molto più interessanti e brillanti i suo concerti per pianoforte dello stesso Beethoven. E' come se, alla prova delle opere per pianoforte del Ludwig più maturo (ultime due sonate e Bagatelles Op.126) Sudbin non riuscisse ad andare oltre la superficie. Peccato.

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    Shostakovich, sonata per violoncello Op.40; Prokofiev, Ballata Op.15; Kabalevsky, sonata per violoncello Op.71; Shostakovich, Moderato; Prokofiev, Adagio "Cenerentola e il Principe" Op.97bis; Kabalevsky, Rondò in memorioa di Prokofiev Op.79.
    Steven Isserlis, violoncello; Olli Mustonen, pianoforte.
    Hyperion 2019

    ***

    Un disco con alti e bassi. Certamente interessante e eseguita con grande convinzione la sonata per violoncello di Kabalevsky, di cui ammetto di averne ignorato l'esistenza fino ad oggi. Dove a mio avviso l'inglese (di origine russa) Isserlis e il finlandese Mustonen non centrano il bersaglio è nella sonata per violoncello di Shostakovich, che dovrebbe essere il piatto forte di questo disco. Una lettura molto lirica e curatissima nel dettaglio, al limite da poter essere considerata leziosa. A tratti non riuscivo a riconoscere Shostakovich. Si ascolti l'interpretazione di Rostropovich con lo stesso Shostakovich al pianoforte (Supraphon 2013) per avere un riferimento.

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    Mozart 13-18 : sonate per pianoforte
    Roberto Prosseda
    Decca 2019, formato 96/24

    ***

    Il programma mi farebbe appassionare poco se no fosse per il pianista che ne trae più del segno lasciato dall'autore, rendendogli piena giustizia, non solo nell'accoppiata K457/K475 ma anche nella cosiddetta "sonata facile".
    Un disco da ascoltare certamente.

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    Carl Maria von Weber, Sonata per pianoforte n.2 Op.39; Franz Schubert, Sonate per pianoforte D.575.
    Paul Lewis, pianoforte..
    Harmonia Mundi 2019

    ***

    Bello questo disco del pianista inglese Paul Lewis, che accoppia la seconda sonata di Weber alla più nota sonata in Si maggiore D.575 di Schubert, composte a qualche mese di distanza l'una dall'altra (1816-1817). Seppure poco nota e poco eseguita, questa sonata di Weber è assolutamente degna di interesse e vanta interpreti del calibro di Dino Ciani e Emil Gilels. Lewis è interprete lucido e raffinato, particolarmente a suo agio in questo tipo di repertorio. Consigliato.

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    Mozart : Sinfonie n. 40 e n. 41
    NDR Radiophilarmonie
    Andrew Manze

    registrazione dal vivo
    Pentatone 2019, formato 48/24

    ***

    Buona prova dal vivo (senza rumori molesti) per l'eccellente orchestra della NDR di Hannover, diretta da Andrew Manze.
    L'interpretazione è tesa e dinamica, come dovrebbe essere (ho in mente certe "Jupiter" marcianti e bolse ... e non è questo il caso).
    Bella registrazione come da prassi per questa etichetta, con bassi pieni ma legni e ottoni in evidenza.

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    Jacques Offenbach, Grande Concerto per violoncello in Sol maggiore "Concerto militare"
    Friedrich Gulda, Concerto per violoncello, orchestra di fiati e band.
    Edgar Moreau, violoncello, Les Foces Majeures, Raphaël Merlin.
    Erato 2019

    ***

    Va bene, lo ammetto: il Concerto militare di Offenbach non l'ho neanche ascoltato. Poco male. Il concerto di quel pazzoide di Gulda invece sì e mi sono divertito molto. Straordinario pianista classico, ma anche molto altro, jazzista, compositore, anti-accademico e trasgressore per vocazione, Gulda riversa in questo concerto la sua passione trasversale per la musica e un divertito e post-moderno gusto per la provocazione. Il concerto è un patchwork di generi musicali: dal funk, alla musica folkloristica, al barocco, alla fanfare da circo. Edgar Moreau si deve essere divertito un mondo a suonarlo, trascinandosi dietro anche i suoi colleghi musicisti e noi meravigliati ascoltatori! 

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    Lucie Horsch
    Baroque Journey
    Academy of Ancient Music
    Decca 2019, formato 96/24

    ***

    Lei è certamente brava e il suo suono è puro e limpido come dice il libretto.
    Ma il repertorio è banale (nazionalpopolare si direbbe oggi) e un pò stucchevole negli accostamenti.
    Celebrativo ? Sarà sponsorizzato (ci sono in catalogo dischi Decca solo per il mercato olandese).
    Sinceramente solo per gli appassionati del flauto diritto.

    Ah, il lamento di Dido ... non c'è traccia della struggente disperazione di Purcell nella trascrizione per flauto diritto ...
    Voto 6--

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    AVI AVITAL
    Bach, partita n.2 BWV 1004 - Preludio n.1 BWV 1007
    trascrizioni per mandolino di Avi Avital
    Deutsche Grammophon 2019, 96/24

    ***

    37 minuti di programma, ok, non siamo più legati al formato del CD nell'era del download ma ... insomma. Ok, costa solo 7 euro e 50 ma vale la pena ?
    Secondo me no, ci sono tante trascrizioni e versioni di questo repertorio.
    La Ciaccona in re minore ?
    E' tanto bella che anche suonata con le percussioni avrebbe il suo perchè.
    Curiosità.

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