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    Gabrieli Consort - Paul McCreesh : King Arthur di Mr. Henry Purcell

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    Henry Purcell : King Arthur (1691)
    Gabrieli Consort, Paul McCreesh
     

    Anna Dennis, Mhairi Lawson, Rowan Pierce, Carolyn Sampson, soprano
    Jeremy Budd, controtenore
    James Way, tenore
    Roderick WIlliams, Baritono
    Ashley Riches, basso-baritono

    libretto di John Dryden

    Signum Classics, 2019, formato 192/24

    ***

     

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    varie formazioni del Gabrieli Consort, in basso con Carolyn Sampson in primo piano.

    King Arthur è una semi-opera, cioè una composizione musicale/teatrale in cui i principali ruoli sono attori che recitano un testo teatrale mentre i cantanti sono ruoli secondari oppure divinità. Genere tipico nel barocco francese e inglese.

    E' una composizione particolare, perchè ha una chiara connotazione politica, nata dopo la restaurazione, ripensata durante la gloriosa rivoluzione e data alle scene con l'arrivo del nuovo Re Guglielmo d'Orange.

    Non narra le storie d'amore e gli atti cavallereschi di Re Artù, di Ginevra, di Lancelot e dei cavalieri della Tavola Rotonda.
    Nella realtà i protagonisti sono i britannici e i sassoni, capitanati da Arthur e da Oswald, con i loro dei.
    Calati nella realtà di quei giorni, in verità i britannici sono i Tories, Re Artù il defunto Carlo II, i sassoni sono i Whigs e Re Oswald è il Duca di Monmouth.

    Le due fazioni sono influenzate dall'intervento di divinità e semidivinità (Venere e Cupido, Wotan) che ne modulano le azioni.

    Il tutto si chiude con la sintesi tra le due popolazioni. L'auspicio, finalmente, dopo quasi 1000 anni, per la pace tra le due genti che comporranno il Regno.

    Grande successo di pubblico con numerose repliche anche negli anni a venire e nonostante la morte di Purcell (1695),e riprese anche negli anni a venire, proprio per il connotato politica.

    Se vogliamo esagerare con i riferimenti, passato Guglielmo, l'avvento dei Sassoni con Giorgio I d'Hannover - fondatore della dinastia che ancora regna nel Regno Unito - porterà a Londra il Sassone erede di Purcell, il giovane Handel che ne prenderà l'eredità come libero imprenditore.
    L'inglese Purcell stesso nell'ultimo periodo, dopo la morte di Re Carlo II, si libererà dagli incarichi ufficiale per lavorare come libero musicista senza contratti stabili.

    Al di là delle - doverose - note che definiscono King Arthur, la riproposizione in questa edizione curata personalmente da McCreesh con l'ausilio dei suoi colleghi del Gabrieli Consort, ne rende una versione ancora più particolare.

    L'opera nella sua storia ha avuto svariati rimaneggiamenti che l'hanno resa a volte pomposa sicuramente più di quanto intendevano gli autori in origine.

    Qui abbiamo 17 musicisti e 8 cantanti che fanno anche da coro.
    Il suono - con corde di budello intrecciato - è chiaro e terso. Limpido.

    L'inizio peraltro porta 4 brani da Amphytrion.  Poi l'Ouverture di King Arthur e un'aria strumentale.
    Poi l'inizio con l'ode a Wotan (Woden) e il sacrificio auspice per l'imminente battaglia dei sassoni contro i britanni.
    Quindi un continuo di arie, preludi, intermezzi, tunes per trombe per condurre al finale glorioso.
    Per Britannia e San Giorgio.

    E il ballo finale che sancisce la pace tra le due genti.

    Un'ora e trentasette di musica sublime, voci perfettamente equilibrate con il testo e la musica.
    Senza troppa enfasi né pompa, nello stile del Gabrieli Consort.

    Una grande prova di amore per il Molto Onorevole Mr. Henry Purcell, il più autenticamente inglese dei compositori britannici.

    ***

    Personalmente, per quanto colpito dal tono complessivo e dalla chiarezza di questa edizione, non posso dire di considerarla però superiore ad altre edizioni storiche, ad esempio quella di Deller con uno splendido Maurice Bevan o quella di Gardiner con i suoi solisti.
    Che pagano pegno solo per la ripresa ma hanno una carica di umanità e di senso scenico che un pò si perdono in questa ultima ripresa di McCreesh che a me è sempre sembrato un pò troppo "asciutto".
    Ma parliamo di sottigliezze, ognuno giudicherà. 

    Edited by Florestan



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