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    Florestan

    Cameron Carpenter : Rachmaninov, Poulenc e Vierne

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    Rachmaninov : Rapsodia su un tema di Paganini (trascrizione per organo e orchestra di Cameron Carpenter)
    Poulenc : Concerto per Organo e Orchestra 
    Konzerthausorchester Berlin, direttore Christoph Eschenbach
    Vierne : il finale della Sinfonia per Organo n. 1 in Re minore

    Sony Classical 2019, formato 96/24

    ***

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    ha rinunciato alla criniera punk e ad un pò (non tutte) delle sue peculiari eccentricità Cameron Carpenter per questa incisione Sony che è forse la più "canonica" delle sue registrazioni all'attivo.
    Insomma non è "All you need is Bach" anche perchè lo sforzo per adattare all'organo la celeberrima Rapsodia di Rachmaninov non deve essere stato da poco e l'occasione, la location, il direttore, richiedevano un pò più di sobrietà.

    Ma l'organo specialissimo di Carpenter è sempre quello (un organo moderno, elettronico, modellato sopra a quello tipico a vapore delle occasioni pubbliche americane, ricchissimo di registrazioni e con un pieno strepitoso ma pur sempre capace di espressività sconosciute agli organi tradizionali) e l'istrionica capacità di ricamare sulla musica dell'esecutore se vogliamo, persino più ricca.

    E' un Rachmaninov che richiama le atmosfere dei bistrot di Parigi, molto meno russo di quanto lo vogliamo credere.
    Impensabili al pianoforte certe soluzioni (vedi Variazione XV) permesse da quest'organo. Viscerale in certi momenti (Var. XVII) , pastorale in altri (diametralmente opposta all'originale la XVIII). Una cavalcata trionfale in altri passaggi (XX).

    Intenso e solenne il concerto di Poulenc che si giova certamente della guida di Eschenbach (cui Carpenter tributa grandi ringraziamenti per averlo sostenuto in questo progetto) ma mai banale, nonostante sia una composizione certamente complicata da leggere.

    Il disco si chiude con il finale della prima sinfonia per organo di Vierne che è omerico tanto da sembrare uscire dalla cabina del capitano Nemo sul suo Nautilus.

    Insomma, non si smentisce questo estroverso mucista sempre border line, anche se qui è decisamente più calato nella sua parte di concertista tradizionale in una sala tradizionale come non ce n'è e di fronte ad un pubblico non troppo abituato ad istrionismi da tacchi alti e borchie.

    Io credo che anche ai più ortodossi amanti di Rachmaninov, questa versione della Rapsodia "Paganini" finirà per piacere.
    Mentre gli altri si avvicineranno - e questa è certo la missione che si è data Carpenter quando ha cominciato il suo percorso concertistico - a pagine certo non facilissimi ed eseguitissime come il concerto di Poulenc o le sinfonie (fantastiche !) per organo di Vierne.

    Insomma, non è del tutto vero che All you need is Bach. A volte ci vuole anche dell'altro.

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    Cameron Carpenter davanti al suo organo, costruito su suo progetto originale e capace di una ricchezza espressiva impossibile per ogni organo tradizionale.

    Registrazione di ottimo livello che valorizza tutta la gamma dinamica dello strumento, compresi tutti i suoi straordinari registri .

    Edited by Florestan



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