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    Florestan

    Janine Jansen : Prokofiev

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    Prokofiev
    Concerto per Violino e Orchestra n. 2 in Sol minore, Op. 63
    Janine Jansen
    London Symphony Orchestra
    Vladimir Jurowsky

    Sonata per due violini in Do maggiore, Op. 56
    Janine Jansen, Boris Brovtsyn

    Sonata per violino e pianoforte in Fa minore, Op. 80, n.1
    Janine Jansen
    Itamar Golan

    Berlino e Londra, giugno 2012 - Decca

    ***

    Un programma tutto dedicato a Prokofiev per violino quello registrato da Janine Jansen nel 2012 per Decca:
    Se il concerto per violino e orchestra è stabilmente nel suo repertorio, lo è più di rado la sonata per violino e pianoforte.
    E' rarissima la sonata per due violini.

    Si tratta di composizioni che segnano la transizione dell'ultimo periodo compositivo di Prokofiev, giusto sul finire del suo periodo errante per l'Europa, quale esule volontario lontano da casa e poi di ritorno nella madrepatria Russia.

    E' ben chiaro nella struttura del programma e ben evidenziato dagli interpreti.

    Pieno di reminiscenze dello stesso materiale di Romeo e Giulietta (gli appunti nel taccuino dell'autore di quel periodo riportano frammenti di temi comuni, sia al concerto che alla sonata per due violini, e al balletto cui stava lavorando per la scrittura ottenuta dal Bolshoi) il concerto è tra le pagine più liriche scritte da Prokofiev. Si sente nostalgia per la patria insieme ad un forte orgoglio nazionale per l'uso di materiale tematico di origine popolare.

    In realtà nato su richiesta di uno dei due componenti del duo di violinisti che fecero la prima della sonata per due violini - Robert Soesens - che gli chiese un concerto per violino a lui dedicato che in qualche modo facesse il paio con quello che Stravinsky aveva appena scritto per il suo partner nella sonata, Dushkin.
    La rivalità personale e professionale tra Prokofiev e Stravinsky era tanto accesa che Prokofiev non si fece pregare, pur a costo di scrivere buona parte della orchestra durante il tour in giro per l'Europa in cui accompagnava i due musicisti. Nel secondo movimento del concerto ci sono anche richiami evidenti a Petrushka.

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    Vladimir Jurovsky, alla testa della London Symphony Orchestra, è tra i più accreditati interpreti di Prokofiev.
    Di recente ha accompagnato anche Patrizia Kopatchinskaya nel Secondo Concerto di Prokofiev.

    La struttura musicale é impostata alla semplicità con cui Prokofiev scriveva la sua musica in quel periodo. L'orchestra stessa è molto leggera.
    La musica frizzante.
    Probabilmente in previsione della prima, fissata a Madrid (siamo nel 1935), sono stati aggiunti effetti ritmici (nacchere) spagnoleggianti.
    Il tema principale del terzo movimento in effetti ricorda qualche genere di danza spagnola, almeno nella sua espressione generale.
    Il violino è accompagnato anche nelle  sue evoluzioni da rullanti e percussioni che ne rendono le sue ossessive volute ancora più decise.
    Il concerto stesso si chiude con un accordo secco, come molti movimenti del Romeo o Giulietta.

    Di carattere molto più intimo la sonata per due violini, certamente non intonata al do maggiore come potrebbe sembrare.
    Di una difficoltà tecnica inutile da sottolineare.
    E' singolare ricordare come Prokofiev stesso pensasse alla struttura di una sonata per due violini come molto difficile da rendere ascoltabile senza essere stancante. Un massimo di 10-12 minuti pensava lui : non potevano esserne tollerati in più.
     

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    Boris Brovtsyn, suona alla pari con la Jansen nella complessa struttura della sonata per due violini

    La sonata per due violini è del 1932 ed è l'apoteosi del virtuosismo formale.
    Di grande impatto lirico e di un rutilante fervore il concerto, completato e rappresentato in pochi mesi nel 1935, prima del ritorno in Russia dell'autore e della su famiglia.
    La sonata per violino e pianoforte viene più volte accantonata per far posto ad altre composizioni, sebbene anche in questo caso si trovino tra gli appunti accenni precedenti, fin dal 1938, in pieno terrore staliniano. Ma viene completata solo nel 1946.
    Dopo un periodo particolarmente scuro della vita di Prokofiev, segnato dall'ostilità del regime, dall'arresto di amici e colleghi, compresa la ex-moglie accusata di spionaggio.
    E poi la guerra e le sue tragedie.

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    Janine Janse e Itamar Golan, interpreti della sonata per violino e pianoforte, sono sovente insieme in recital cameristici

    Eppure, nella sua fosca, scura, lenta costruzione è di una bellezza senza pari.
    Ricorda, non a caso, la musica da camera di Shostakovich dello stesso periodo. Segnata e dolorosa eppure in un certo senso, liberatoria, come una sorta di rifugio. Con passaggi fortemente drammatici, sottolineati dalla percussività con cui vengono suonati i due strumenti.

    Questa sonata fu rappresentata il 23 ottobre del 1946 da David Oistrakh e da Lev Oborin.
    Il primo e il quarto movimento, vennero suonati da Oistrakh stesso al funerale di Prokofiev, nel 1953.
    Durante la prima, Prokofiev insistette perchè i passaggi più aspri fossero condotti nel modo più aggressivo possibile.

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    Janine Jansens durante le registrazioni del concerto di Prokofiev

     

    Per tutto il disco il tono deciso e al tempo stesso sensuale dello Stradivari 1727 di Janine Jansen è il protagonista.
    Senza mai indulgere nel mieloso o nel melanconico, con un vibrato limitato al minimo, è protagonista di alcune delle più intense pagine scritte da uno dei grandi musicisti del '900.

     

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    Dal libretto Decca (con tutti i credits del caso)

    devo ammettere che non posso fare a meno di lacrimare di commozione durante i primi passaggi dell'andante del Concerto per Violino.
    Ma la forza con cui conduce il terzo, effervescente movimento è sensazionale e mi rimette subito in riga.

    La Jansen è realmente uno dei violinisti più influenti della sua generazione. Qualche volta appare distaccata ma il suo suono non è mai freddo, forse aggressivo. Questione di temperamento.

    In conclusione, perchè mi sto attardando, questo è un disco affascinante dalla prima all'ultima nota.

    Un pò formale la sonata per due violini ma certamente il mezzo per dimostrare la profondità e la padronanza dello strumento sia dell'autore che degli esecutori, non certo adatta a momenti di depressione la sonata per violino e pianoforte che raccomanderei di prendere con la dovuta cautela "leggendo bene le modalità d'uso", mentre il concerto è certamente tra le mie pagine preferite della letteratura per violino e orchestra.

    All'altezza tutti, non solo la Jansen. Jurovsky asseconda la solista con la giusta disinvoltura senza far mai calare la tensione, Brovtsyn è sorprendete, Itamar Golan virile quanto serve.

    Un disco che consiglio senza riserve.

    Ma in ogni caso, se lo ascoltate tutto d'un fiato come ho fatto io adesso, al termine della sonata per violino e pianoforte, per rinfrancarvi,  riascoltate l'Andante Assai del concerto per violino.
    Tenete gli occhi ben chiusi e lasciatevi andare a seguire con il busto, le spalle e la testa il canto della Jansen. Sarete immediatamentetrasportati sotto al balcone di Giulietta. Anche se Romeo ancora non lo sa :) 

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    Edited by Hannes



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    Recommended Comments

    Per gli iscritti al sito che hanno accesso alla videogallery, segnalo il video del Concerto per Violino e Orchestra n. 2 di Prokofiev, interpretato da Janine Jansen nel 2014

    e la sonata per Violino e Pianoforte Op. 80 n.1 interpretata da Nicola Benedetti nel 2014

     

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    Grande interpretazione ma di musica molto indigesta, sebbene "bellissima". Secondo me da prendere sempre a dosi ridotte :)

    Mentre il concerto - imho - sta ai livelli delle massime interpretazioni con il vantaggio che si può ascoltare sempre, ad ogni ora del giorno ;)

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