Jump to content
  • Florestan
    Florestan

    Mahler: Sinfonia n. 6 - Currentzis

    cover.jpg

    Gustav Mahler, Sinfonia n. 6
    MusicAeterna
    Teodor Currentzis
    Sony Classical 2018, formato 96/24

    ***

    Si pone nel mezzo della tradizione per durata, questa interpretazione di Currentzis della 6a di Mahler.
    E se vogliamo molto meno provocatoria o affatto, rispetto ad altre scelte della stessa formazione nel recente passato (ho sempre in mente "l'assurdo" concerto per violino di Chaikovsky con l'istrionica Kopatchinskaja).
    Questa edizione è viva, palpitante, viscerale fin dalla prima nota. I bassi giungono cavernosi con un senso di urgenza, più che di immanenza.
    Ma senza che questo influenzi sui tempi di esecuzioni che restano "normali".
    In fondo però non c'è sensazionalismo, solo musica nel senso pieno del termine.

    Forse - ma questo sarà un male - Currentzis screma questa finestra sulla musica di Mahler da buona parte di quella sovrastruttura decadente da finis-Germaniae che spesso nel passato ha condito più del necessario un sinfonismo troppo biografico.

    Vista sul piano del segno e senza troppo indugiare sugli aneddoti personali di Gustav (e famiglia) o sulle vicende degli imperi centrali a cavallo della Grande Guerra - che Mahler non vedrà e che forse nemmeno immaginava - la 6a è un affresco formale, pieno di dinamiche interne, a volte difficili da seguire e discernere per l'ascoltatore se il direttore indugia sulla spettacolarità delle pagine più che sul filo del discorso.

    Currentzis ne fa più una questione di nitore, affidandosi per il ritmo e il suono alla sua compagine, perfettamente affiatata ed allineata con le sue visioni, e ai tecnici del suono per la ripresa del fragore della matassa sonora.

    Non sarebbe piaciuta anche a Brahms questo modo di porgere questa musica che solo ai giorni nostri è diventata così ... nazional-popolare ?
    Forse no ma è piaciuta a me che pure non vivo di Mahler e metto questo disco tra le migliori proposte del 2018, per spessore musicale e per qualità del suono.

    Insomma, non è Bernstein, non è Kondrashin, non è nemmeno Scherchen, (e chi potrebbe esserlo ?), forse è un pò Boulez ma non troppo : è Currentzis ! E ci va bene così.

    Edited by Mauro Maratta



    User Feedback

    Recommended Comments

    There are no comments to display.



    Join the conversation

    You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

    Guest
    Add a comment...

    ×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

      Only 75 emoji are allowed.

    ×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

    ×   Your previous content has been restored.   Clear editor

    ×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Create New...