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    Florestan

    Bach : Partite su Corale BWV 766-768 e 770, Stephen Farr

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    Bach : Partite su Corale BWV 766-768 e 770, Stephen Farr, organo
    Resonus Limited 2019, formato 96/24

    ***

    Organo moderno (2015) dal suono chiaro che si presta perfettamente al tocco molto cristallino di di Stephen Farr, inglese cresciuto e formatosi alla scuola organistica britannica nelle stesse zone servite da questo bellissimo organo.

    orgue-Saessolsheim-2005.jpg

    modello simile del 2005

    qui ripreso dal basso

    lorgue-de-Saessolsheim3.jpg

    forse meno spettacolare di altre realizzazioni moderne ma certamente molto ricco di sfumature nel suono.

    Ne fa tesoro l'organista di fronte alle famose partite sopra Corale di Bach, composizioni certamente non prettamente nate per il servizio liturgico.

    Sono infatti sostanzialmente "partite diverse", ovvero variazioni sopra il corale iniziale, secondo la tradizione della musica organistica settentrionale cui Bach si affacciò in visita da ragazzo.

    Sono infatti tante le citazioni, non testuali ma certamente i richiami dei maestri dell'eredità bachiana (Pachelbel, Bohm, Sweelinck)

    Farr non eccede in spettacolarismi e in questo non si distacca dalla tradizione musicale del servizio domenicale anche se in alcuni momenti interviene a volumi importanti.
    Il suono resta chiaro e non troppo denso.

    Molto diverso da differenti - e molto meno recenti - edizioni, come quelle della Alain o di Chapuis. Altra scuola, e vero ma soprattutto altri organi.
    Nè tantomeno la solennità monolitica del Walcha dell'integrale Archiv (segnatamente BWV 768) o dell'equivalnete di Karl Richter.
    L'opposto, chiaramente dello spettacolare organo della Tonhalle di Zurigo suonata da Guillou(ed. Dorian) che ha una applicazione dei registrazioni estremamente liberale, come di costume di quell'organista.

    Insomma, senza voler gridare a tutti i costi al nuovo riferimento, è una bella integrale, interessante e dal suono ricco ma non troppo spesso, di un organo moderno molto personale.
    La visione della scuola brittannica anche se io tendo a preferire nei giorni pari Guillou e il suo suono secco e vibrante, in quelli dispari Farr e il suo organo Aubertin dal suono chiaro e pastoso.

    Edited by Mauro Maratta



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