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    Florestan

    il giardino dei sospiri : il ritorno di Magdalena al barocco nostrano

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    Il giardino dei sospiri
    musiche di Benedetto Marcello, Leonardo Vinci, Francesco Gasparini, Domenico Sarri, Leonardo Leo e Friedrich Handel
    Magdalena Kozena, mezzosoprano
    Collegium 170 diretto da Vaclav Luks
    Pentatone 2019, formato 96/24

    ***

    Certamente molto gradito il ritorno all'originario barocco da parte della superstar Magdalena Kozena, terreno ben conosciuto da cui è partita la sua carriera venti e più anni fa.
    Ma se allora la sua dolce voce d'angelo incantava per levità e candore nella bellissima aria "Kommt, ihr angefochtnen Sünder" dalla cantata BWV 30 di Bach, tanto da essere una credibilissima Magdalena Bach nello spassoso video che la vede prestare la voce al discolo figlio che si finge malato

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    oggi ad oltre 20 anni di distanza la Signora Rattle sembra un'altra cantante.

    E' sparito il timbro chiaro e angelico, pulito che mi ha fatto innamorare della sua parte nelle cantate pre-ciclo del pellegrinaggio di Gardiner e che ancora mi fanno lacrimare e rizzare i pori della nuca, sostituito purtroppo da un tono monocorde e a tratti isterico.

    Non me ne voglia Magdalena, le porto grandissimo rispetto, quasi amore, ma non può bastare la scelta del più ricercato repertorio barocco (e in questo nuovo disco abbiamo delle perle che meritano un ascolto ben più che causale) : servirebbe un sano riesame autocritico.

    Beninteso, la voce ancora ci sarebbe, anzi, è, se vogliamo, più potente. Ma è il tono che è tardo-ottocentesco ed impostato del tutto inadatto alla nostra musica a cavallo tra '600-'700. Tanto che si stenta a capire le parole.

    L'Arianna Abbandonata del grande Benedetto Marcello è una gemma spettacolare. L'aria "Come mai puoi" sembrava messa li apposta per riportare a casa Magdalena, e all'inizio sembrava pure.
    Ma ... Come mai puoi lasciarmi piangere ... solo perchè il tuo canto non mi commuove più ?
    Alla ripresa infatti, il tono si alza e si perde subito l'effetto. Diventa quasi un inno di battaglia, anzichè una supplica.
    Peccato perchè la musica è degna del miglior Handel. Già, è Bendetto Marcello.

    Nelle Ombre di Francesco Gasparini, purtroppo è impietoso il confronto con la recente registrazione della nostra Roberta Invernizzi.
    Che non solo si fa capire ma che modula la voce come purtroppo la Kozena non può o non sa più fare.
    Ma perfino Blandine Staskiewicz che di certo madrelingua non è, nello stesso brano è perfettamente chiara oltre che dinamica, frizzante, drammatica senza essere greve, nel disco del 2018 che con il titolo meno sognante di Oratorio concentra altrettanta buona musica italiana di inizio '700 e con un gusto di grande levatura che è però passato piuttosto inosservato dalla critica. Ve lo segnalo in luogo di quello oggetto di questa recensione :

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    La nostra si riscatta con Leonardo Leo e il suo più leggero "or che da sol difesa", dove la sua articolazione diventa più flessibile e senza forzature.
    Forse ci voleva più tempo per riappropriarsi dello stile settecentesco ?

    Purtroppo invece non va meglio con l'Handel finale. Dopo l'Ouverture dell'Agrippina c'è la cantata dell'Handel "romano", "Qual ti riveggio, oh Dio"

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    e. ahime, anche qui il confronto con la Milanesi è impietosto (ma anche la leggerezza e ricchezza armonica de La Risonanza di Bonizzoni se è per questo).

    Ci restano i fiori secchi. Incauto tributo ...

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    qui con una Kozena invero un pò perplessa.

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    comprendo le parole della Kozena nel libretto che si dice entusiasta di questo ritorno "come aprire la porta della casa dei nonni e risentire tutte le fragranze di un tempo". Ma avremmo gradito che si fosse sforzata di più di rendere anche noi partecipi di queste sue sensazioni.
    Perchè i fiori secchi non bastano.

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    Per carità la parte strumentale sarebbe anche di buon livello. La scelta del repertorio intonata. Il disco non è da buttare.
    Ma non è una questione di rughe. E' proprio aver perso in larga parte le proprie radici originarie, una cosa che critico molto spesso anche al marito, che oggi è un personaggio del jet-set e non è più l'istrionico e spontaneo direttore di Birmingham con le bretelle e i riccioloni.

    Ma noi che abbiamo amato la giovane Magdalena restiamo in fedele attesa.

    In estrema sintesi, in catalogo c'è tanto altro ... di meglio, questo disco è da riservare ai fans della Kozena.

    Registrazione chiara e limpida come da costume Pentatone. La voce non è in evidenza e ciò probabilmente non aiuta gli equilibri complessivi, anche se la formazione strumentale è abbastanza ridotta numericamente.

    PS. forse sono stato un pò cattivo, lo ammetto. Ma non c'è critico più severo di un amante deluso ... eh qui sono più sospiri che giardini ...
    Segnalo comunque la presenza di note in italiano originali. Grazie Pentatone !

    Edited by Florestan



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