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  1. Today
  2. Abrahamsen, Pesson, Straosnoy, musiche per pianoforte e orchestra Alexandre Tharaud, piano Rotterdam Philarmonic Orchestra, Yannick Nezet-Seguin direttore Erato 2020, formato CD *** Per me è musica totalmente indigesta. Credo che Tharaud l'abbia comunque registrata perchè è stata scritta per lui. Sinceramente non è un disco che resterà in casa.
  3. Yesterday
  4. Altro disco assolutamente magico, senza usare parafrasi è quello che vede Geza Anda alla direzione della camerata del Mozarteum di Salisburgo nei due concerti n. 17 e 21 di Mozart. La delicatezza del tocco e la dolcezza del fraseggio sono assolutamente inarrivabili. Oggi probabilmente criticheremmo un pianista che sceglie tempi così comodi ma non da un artista come Geza Anda. Ascoltatelo e ditemi ...
  5. Brahms, concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Grieg, concerto per pianoforte e orchestra Géza Anda, pianoforte Berliner Philarmoniker diretti da Herberth von Karajan e Rafael Kubelik Deutsche Grammophon 1968 (Brahms) 1963 (Grieg), rimasterizzazione in formato 96/24 *** Geza Anda e Herberth von Karajan, due degli eroi della mia gioventù l'LP originale con il concerto n. 2 di Brahms. Raphael Kubelik, decano dei direttori cechi e uno dei più grandi artisti del XX secolo. l'LP originale con il concerto di Robert Schumann. Acquistato con la paghetta mensile circa quarant'anni fa. *** DG ha ripubblicato in versione rimasterizzata, ripulità e ad alta risoluzione due dei grandi successi degli anni '60. All'epoca non sarebbe stato possibile unirli per la lunga durata del concerto di Brahms che richiedeva un intero disco solo per lui. Ovviamente esistono ancora gli originali ma questa nuova edizione è particolarmente pulita. E seppure non è possibile aumentare oltre certi limiti la dinamica per cause di ripresa, comunque il suono è purissimo. Abbiamo la stessa visione gloriosa ed eroica, direi addirittura sontuosa di un pianismo che fu (nelle note nel libretto si parla di "grandeur" termine che sottoscrivo in pieno). Geza Anda non era solo un virtuoso era un grand'uomo, estremamente elegante sia come persona che nel suono. Ed ogni anche più piccolo tocco della tastiera in questi due concerti lo testimonia ancora oggi. Tanto che due titani della direzione d'orchestra come Karajan e Kubelik, con la stessa compagine orchestrale, gli rendono omaggio senza forzarlo. In Brahms certamente l'indole riflessiva e seria di Anda si accorda perfettamente con il Karajan edonista che pretendeva che ogni nota si sentisse perfettamente in un perfetto impasto di colori. Probabilmente il baldanzoso Kubelik avrebbe visto un altro Grieg, ma come aggiungere una parola ascoltando il lirismo perfettamente tornito del secondo movimento del concerto del norvegese ? I quasi cinquanta minuti del concerto n. 2 di Brahms rendono giustizia al termine "imperatore dei concerti per pianoforte". Il piano entra in sincrono con i corni e i fiati riprendono la melodia iniziale chiedendo agli archi di non forzare. Anda ferma il loro dialogo prendendosi tutta la scena con un gesto eloquente ma senza autoindulgenza. E' come lo avrebbe pensato Brahms, mi viene da crede. Anche se i tempi complessivi sono lenti, la potenza del suono che ne esce, la nobiltà dei temi è tanto potente che sembra frutto di decenni di intesa. E' invece pare che bastarono solo 4 sessioni di ripresa diretta, senza altre ripetizioni per raggiungere la perfezione e senza nemmeno lunghi rimaneggiamenti in fase di missaggio. Il pianoforte è li, sul palco (ma la ripresa è stata fatta nella Jesus-Kirche di Berlino), solo, nel buio. L'orchestra entra aumentando solo la luminosità della scena. Nessuno ha la necessità di alzare la voce, perchè tutti sono concordi del momento magico. Esistono decine di edizione di questo concerto che possono essere singolarmente scelte come riferimento. Questo vi chiede di aumentare il volume per apprezzare il canto dei contrabbassi che fa da sfondo al dialogo tra piano e legni. Il duetto con il violoncello nel terzo movimento, il finale che è perfettamente "grazioso" come vuole il titolo. Realmente una gemma di magia che siamo fortunati ad avere a disposizione per potercela ascoltare oggi, domani e sempre. Ricordando quanto ricco è stata - musicalmente e umanamente parlando - quel decennio fantastico, anche per la musica colta. Grazie !
  6. Schumann (Robert e Clara) e Brahms : sonatas and songs Christian Poltéra Kathryn Stott, piano Bis 2020, formato HD *** Questo disco è bellissimo. E' una raccolta di trascrizioni per cello e pianoforte di sonate per violino e pianoforte di Schumann e Brahms, insieme ai due movimenti della sonata FAE, anche questi trascritti per questi strumenti e per finire due lieder, uno di Brahms e uno di Clara. Poltéra suona con grandissimo trasporto tanto da far sembrare composizioni originali per cello, specialmente la terza sonata per violino e pianoforte di Brahms. Struggente il lieder finale di Clara. Suono nitido ma caldissimo. Bello, bello, bello.
  7. Widor : Sinfonie per organo Vol. 1. Sinfonie n.1 e n. 2 Op. 13 Wolfgang Rubsam, organo Naxos 2020, formato HD *** Ci sono già svariate edizione delle sinfonie di Widor ma devo ammettere che una in più non può che far piacere, specie quando eseguita ad un organo fantastico come quello del Rockenfeller Memoria dell'Università di Chicago, uno dei più importanti di tutti gli Stati Uniti. Le due sinfonie sono un omaggio a Bach e sono state composte ad inizio '900. Se volete sentire come suona un grande organo moderno, andate direttamente al magnifico finale della 2a sinfonia ed alzate il volume. Registrazione di grande dinamica e respiro (nel senso letterale del termine).
  8. Beethoven : le sonate per pianoforte Fazil Say Warner Classics 2020, formato HD *** Premessa : sono un grande fan di Fazil, compositore originale ed estremamente coraggioso ma anche un concertista che mette tutto se stesso in ogni nota che suona. Ho potuto ascoltare i primi dischi della sua integrale beethoven che viene pubblicata in queste settimane per il 250° anniversario del Sommo. Dico subito che chi si aspetta fuochi d'artificio e istrionerie può cambiare canale. Qui Say è estremamente rispettoso del testo e si rifà al tempo originale, con un tocco quasi-mozartiano nelle prime e appena più romantico nelle sonate di mezzo. Quasi compassato, con più scuri che chiari. Insomma poco Jazz ma grande ritmo, intelligenza, garbo, piacere di fare musica. Ci ritorneremo ma ... mi piace
  9. Liszt : Dante Synphony, Tasso Lamento e Trionfo, etc. Staatskapelle Weimar diretta da Kirill Karabits Audite 2020, registrazione in HD *** Purtroppo io detesto Liszt e in particolare trovo assolutamente indigeste le sue composizioni sinfoniche, specialmente i poemi sinfoniche. Riconosco che qui la qualità sia sensazionale e sia un disco riuscitissimo. Purtroppo non per me.
  10. Shschedrin : Carmen-Suite Respighi : Pini di Roma Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Mariss Jansons BR Klassik 2020, formato HD *** E' vero che la Carme è tra le poche opere in francese che io riesca a tollerare (o l'unica ?) e che già la Suite originale di Bizet sia una composizione che apprezzo moltissimo. Ma la Carmen-Suite di Rodiòn Shschedrin aggiunge spirito e forza ad un amalgama già convincente. Grazie alle percussioni e alla volontà di farne una composizione da balletto. Insomma l'ho sempre adorata ed è forse l'unica composizione che digerisco di questo autore. Non la ascoltavo da decenni e questa bella registrazione - probabilmente tra le ultime fatte - di Mariss Jansons con la sua orchestra di Monaco è stata una grande sorpresa. Come molte delle ultime uscite del Maestro il ritmo è un pò più compassato di quanto ci piacerebbe ma la coerenza complessiva esemplare. E alla fine il risultato è molto convincente anche se non così effervescente come potrebbe. Anche nei Pini di Roma di Respighi, altra composizione dove la tavolozza sonora di una grande orchestra come questa non può che distinguersi, il gioco è tra piani sonori anzichè per effetti speciali. Ci piace così. E il giudizio finale non può che essere positivo. Grazie ancora Mariss. Bel suono, terso, potente, chiaro.
  11. Beethoven : gli ultimi quartetti Brodsky Quartet Chandos 2020, formato HD *** Perdonatemi ma io ho trovato veramente poco interessante questo cofanetto. Purtroppo per il Brodsky Quartet ci sono tante di quelle proposte dei fondamentali ultimi quartetti di Beethoven che di questi - temo - si perderanno le tracce presto. Buona registrazione, come di consueto da Chandos.
  12. Haydn 2032, Vol. 8 Il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini Alpha 2020, formato HD *** Continua spedito il progetto di integrale - con alcune contaminazioni - haydniano di Giovanni Antonini che forse resterà nella storia come il più articolato e al tempo stesso più convincete e originale mai registrato. In questo caso c'è persino una escursione al 900 con le Danze Popolari Rumene di Bartòk (?), peraltro magistrali ed estremamente convincenti. Bella registrazione con un bel basso possente anche se nella maggior parte del programma abbiamo solo gli archi. Gran bel disco, accidenti !
  13. Handel Concerti Grossi Op. 6 (7-12) Akademie fur Alte Musik Berlin, Konzertmeister Bernhard Forck Pentatone 2020, registrazione HD *** Altra proposta della orchestra barocca di Berlino, in questo caso dedicata ad Handel. Impostazione opposta della Pentatone in quanto a registrazione. E' vero che manca lo strumento solista, ma qui l'immagine è più ampia e più energetica, anche più piacevole nel complesso. L'interpretazione resta leggera come da costume per questa compagine. Ci sta con Handel, meno con Bach. Disco comunque interessante.
  14. Carl Philipp Emanuel Bach : concerti per oboe e sinfonie Xenia Loffler, oboe Akademie fur alte Musik Berlin, diretta da Georg Kallweit Harmonia Mundi, 2020 - formato 96/24 *** I concerti di Emanuel Bach sono celebrrimi, qui nella brillante ed ispirata interpretazione di Xenia Loffler insieme a meno note sinfonie per fiati e archi. Stile galante, brillante, un tripudio di tono maggiore, senza un attimo di tristezza. Suono chiarissimo, registrazione magistrale.
  15. Earlier
  16. Brahms, gli ultimi pezzi per pianoforte Stephen Hough, pianoforte Hyperìon 2020, formato HD *** Acclamato da Grammophon come disco del mese di gennaio 2020, offre una visione molto raffinata dell'ultimo Brahms. Scevro dalla baldanzosità di altre interpretazioni di giovani pianisti e anche di quel languore senili di certi altri maturi pianisti, sembra piuttosto celebrare la autoaccettazione di se che non sempre arriva in tarda età. Devo riascoltarlo per poterne parlare approfonditamente. E' il Brahms più sublime, ci sono già grandi interpretazioni, dire la proprio non è una cosa banale e ci vuole molto carattere per farlo senza sbagliare.
  17. Stanford, quartetti n.1, 2 e 6 Dante Quartet SOMM Recordings 2020, formato HD *** Si conclude - credo - l'integrale dei quartetti di Stanford per il quartetto Dante. Si tratta, in questo caso, di composizioni che ricordano alla lontana i ritmi dei quartetti centrali di Beethoven, mentre quelli del disco edito nel 2018 sono più tardo-brahmsiani. Stanford era una maestro della musica cameristica e giustamente gli inglesi lo stanno valorizzando. Un gran bel disco (per chi gradisce questa musica).
  18. La dedica originale ("scritta per il sovvenire di un grand'uomo") della Sinfonia n. 3 "L'eroica" è lo spunto per questa piccola Guida all'ascolto. Naturalmente Beethoven bisognerebbe conoscerlo a fondo tutto ma la sua musica ha avuto uno stile in continua evoluzione, tanto che la si può separare in più fasi. Quella ... di mezzo, la più immediata all'ascolto ma anche quella che più coinvolge. Non ci sono ancora le sonorità aspre degli ultimi quartetti, della grande fuga, e nemmeno le forme arcaiche di contrappunto intricato delle ultime sonate. Della nona sinfonia, solo il tema ma non lo spirito allucutorio. E' il Beethoven della Quinta e della Terza Sinfonia. Della sonata a Kreutzer, del concerto per violino. E' il Beethoven praticamente coetaneo dell'astro europeo, quel Napoleone che da Primo Console diventa Imperatore e poi padrone d'Europa, scorrazzando con le sue armate dalla Baviera alla Polonia, passando per l'Italia e Vienna. Questo periodo "Eroico" coincide per i due titani. E' vero, anche Napoleone raggiunge la piena maturità "strategica" negli anni che vanno dal 1800 al 1809 (da Marengo a Wagram, dove si cominciano a vedere i primi segni di appesantimento del suo "metodo"). Il Napoleone che libera le genti europee per poi dominarle come Imperatore, arrivando ad essere da liberatore atteso, allo straniero che bombarda Vienna per costringerla alla resa (con Beethoven rintanato in cantina) per poi sposare la figlia dell'Imperatore Asburgico (cui prima aveva fatto decadere la corona del Sacro Romano Impero). Del Beethoven il cui ultimo concerto per pianoforte che qui chiude idealmente la lista del periodo "Eroico" viene poi attribuito l'epiteto de "L'imperatore", pur senza un reale riferimento ... all'Imperatore E' il Beethoven degli Eroi, Coriolano e Prometeo tra tutti. Ma anche Leonora, eroina ideale come molte delle dedicatarie della musica del Maestro. Naturalmente come da nostra abitudine, qui si è fatta una selezione, con le opere più rappresentative, senza voler escludere necessariamente le altre se non per il numero. Non abbiamo nulla contro la 4a e la 6a sinfonia, ne con i quartetti e le altre sonate del periodo. Mentre è esclusa sia per il periodo di composizione che per il significato, quella Wellington Sieg che celebra la sconfitta delle armate francesi ad opera del Duca inglese ma che ancora deve incontrare quello che è divenuto "l'orco corso". Più avanti Beethoven diventerà più cupo come la sua musica, più introverso, più socialmente disturbato. Morirà qualche anno dopo, rispetto all'Imperatore componendo i suoi più grandi capolavori che però, tolta la 9a sinfonia, al pari delle più brillanti manovre napoleoniche della fine della carriera, non sono mai le opere più celebrate del maestro ma più rivolte ad un uditorio erudito e preparato. Ma stiamo andando oltre, ecco qua, il catalogo è questo ! Concerto per pianoforte n. 3 in do minore Op. 37 - 1800/1802 Sonata per violino e pianoforte n. 9 in la maggiore "Kreutzer" Op. 47 - 1802/1803 Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore "Eroica" Op. 55 - 1803 Sonata per pianoforte n. 21 in do maggiore "Waldstein" Op. 53 - 1803/1804 Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore "Appassionata" Op. 57 - 1804 Concerto per pianoforte n. 4 in sol maggiore Op. 58 - 1805/1806 Concerto per violino in re maggiore Op. 61 - 1806 Trentadue variazioni per pianoforte su un tema originale in do minore WoO 80 - 1806 Ouverture "Coriolano" in do minore Op. 62 - 1807 Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67 - 1807-1808 Fantasia corale "Schmeichelnd hold" Op. 80 - 1808 Concerto per pianoforte n. 5 in mi bemolle maggiore "Imperatore" Op. 73 - 1809 Ho inserito un paio di scelte per alcune delle composizioni ma in generale ho voluto premiare interpretazioni classiche, degli anni d'oro della stereofonia, con solo una manciate di edizioni moderne, digitali o ad alta risoluzione. Ovviamente è una scelta personale, ognuno si farà la sua compilation ideale. Iniziando questo anno Beethovenian che anche noi cercheremo di celebrare degnamente, mi premeva principalmente tagliare esattamente in termini di repertorio e di epoca storica questo Beethoven Eroico, il mio preferito in assoluto (senza disdegnare assolutamente tutto il resto di cui avremo ampiamente tempo di dibattere di qui a dicembre). Ma se qui c'è qualcuno in ascolto o in visione che vuole aggiungere la sua gradita opinione, ci leveremo il cappello
  19. Beethoven, sonate per pianoforte n. 12, 17 e 23 Svitaslova Richter, pianoforte Legends 2020, formato 48/24 *** Operazione di recupero che però a prima vista non aggiunge nulla a quanto già in nostro possesso. Interpretazione d'epoca ma coerente con quel titano che è stato Richter, suono datato, pur se "ricondizionato".
  20. Complices Jeans-Guihen Queyras, violoncello Alexandre Tharaud, pianoforte Autori Vari Harmonia Mundi 2020, HD *** I due compari, sorridenti nella copertina, mettono insieme una incredibile serie di duetti che si spingono fino a John Coltrane passando da Poulenc e Shschedrin. A tratti gustosissimi e irresistibili, in altri ... non del tutto aiutati dalla musica scelta in altri. Devo riascoltarlo qualche altra volta per dare un giudizio più definitivo ma un disco certamente originale dalla testa ai piedi.
  21. Romance Musiche di Mozart, Chaikovsky, Dvorak ed Eugen Doga Valentina Nafornita, soprano Munchener Rundfunkorchester diretta da Keri Wilson BR Klassik 2020, formato HD *** Lo ammetto, sono stato attratto dalla copertina perché il titolo "a tema" mi avrebbe tenuto a distanza. Ho scoperto una giovane soprano con una bella tonalità di voce, ben impostata e senza eccessi. Che sembra eccellere nel repertorio russo-slavo, come si vede in questo disco, più che in quello italiano di Mozart. Nel finale alcuni brani di "musica leggera" delle sue parti, una sorta di regalo di compleanno, a quanto si legge nelle note di copertina. Un disco tutto sommato interessante (per Chaikovsky e Dvorak)
  22. Beethoven : le nove sinfonie Danish Chamber Orchestra Adam Fischer Naxos 2019, formato 96/24 *** Ci si chiedeva dove è stato negli ultimi 50 anni l'allegro Adam Fischer, fratello del più noto Ivàn ? Ha registrato l'integrale delle sinfonie di Haydn e di Mozart, prima di dedicarsi, come il fratello, in una delle più convincenti integrali di Mahler. E adesso Beethoven ? E adesso Beethoven. Ma è un Beethoven completamente libero da incrostazioni tardo-romantiche, o peggio, wagneriane. Pulito. A tratti cameristico, sfruttando le qualità di duttilità e leggerezza della compagine danese. Che sarebbe orchestra da camera ... non a caso. Leggero, veloce, frizzante, onestamente visto alle radici con tutto il materiale da "ballo" da cui trae origine la musica di Beethoven. Forte quando serve ma senza esagerati raddoppi. E sempre con gusto, anche quando i timpani si fanno sentire sulla tessitura di archi o legni. Sinceramente questa edizione è diventata rapidamente il mio riferimento. L'avrò ascoltata, tra casa e auto, decine e decine di volte in questi mesi. Ciò di cui non mi capacito è come non si legga il mio stesso entusiasmo in altre recensioni. Eretica rispetto alla prassi corrente ? E sia. Priva della retorica che comunemente si attribuisce al Beethoven idealizzato alla Goethe ? Assolutamente si. A tratti scarna e povera, con intrecci praticamente quartettistici ? Concesso. E che altro sono le sinfonie di Beethoven una volta tolta la cappa ideologica in cui siamo cresciuti ? La musica di Beethoven. Ma quando già al primo ascolto si riescono a trovare momenti di musica apparentemente "mai ascoltati" in composizioni che tu pensavi di conoscere a memoria, vuol dire che qualche cosa di magico si è depositato in queste registrazioni. Ecco, non vedo migliore occasione per celebrare l'anno 2020 dei 250 anni dalla nascita dell'astro di Bonn. Se devo scegliere tra tutte, la mia preferenza va in ordine a 3a, 7a, 5a, 9a, 8a. Ma nessuna delle altre è meno che eccellente. Per me disco dell'anno 2019 e riferimento moderno per l'integrale di Beethoven. E 10 a 0 per Adam rispetto al fratello Ivàn Registrazione di eccellente livello che rende giustizia a tale sforzo con pieni e dinamica per tutti i gusti.
  23. Jan Antonin Losy, note d'oro Jakob Lindberg, liuto Bis 2020 *** Sinceramente non avevo mai sentito nominare il boemo seicentesco Losy, compositore legato alla corte imperiale. Sono danze di lunghezza contenuta, scritte con gusto ed interpretate con altrettanto gusto su uno strumento ancora più antico delle pagine riprodotte. Registrazione ben definita, con lo strumento in evidenza e senza troppa ambienza come è corretto per ascolti necessariamente ravvicinati. Un disco particolare, per momenti particolari.
  24. CPE Bach, vol. 39 dell'integrale della musica per tastiera Miklos Spanyi Bis 2020 *** Disco per soli specialisti, sinceramente non contiene pagine memorabili ma una raccolta di studi che però è una sbiadita fotocopia di quelli scritti per Emanuel dal padre Sebastian.
  25. Saint-Saens concerti per pianoforte n.3 e n. 5 Allegro appassionato Rapsodie d'Auvergne Louis Lortie, pianoforte BBC Philarmonic diretta da Edward Gardner Chandos 2020, formato HD *** Inizio con il botto del 2020. Adoro questi concerti e in questa interpretazione spumeggiante, appassionata, a tratti salottieri e a tratti brahmsiana di Lortie non trovo nulla di meglio in questo momento. Un ascolto che si rallenta solamente nelle due pagine, definirei minori, che completano il programma. Nella realtà si tratta del completamento dell'integrale, iniziata nel 2018 (concerti 1,2 e 4) che per la verità non mi avevano impressionato così tanto. Qui invece "l'amico" Lortie se la gioca con il connazionale Chamayou cui abbiamo dato il disco dell'anno nel 2018. Sopra tutto il movimento iniziale del 5° concerto a livelli difficilmente ascoltabili. Registrazione brillante e sontuosa come da tradizione Chandos e ottima prova del sempre autorevole Edward Gardner che accompagna magistralmente i grandi solisti con sensibilità e buon gusto.
  26. ... Di Oslo, poco più che trentenne. L'opposto della superstar classica promossa dalle major discografiche. Eppure ha debuttato più di venti anni fa chiamata da Mariss Jansons come solista di un suo concerto a soli 12 anni. Ha in repertorio musiche essenzialmente romantiche ma oltre al ruolo di solista con l'orchestra si presta spesso alla parte del primo o del secondo violino di rinforzo in quello cameristico insieme agli amici. Per nostra fortuna ha un buon contratto discografico e trova il tempo - a differenza di altre colleghe impegnate 4 volte a settimana in esibizioni in ogni angolo della terra - per registrare "record". Così possiamo già vederne lo sviluppo negli anni che sta prendendo con gli ultimi dischi pubblicati una piega estremamente interessante. Emi 2009 Concerti di Sibelius e n.1 di Prokofiev Emi 2010 Chopin, musica da camera Emi 2011 Musica da camera di Bartòk, Grieg, Strauss Emi 2012 Concerti di NIelsen e Chaikovsky Warner Classics 2015 Mozart concerti per violino, sinfonia concertante Warner Classics 2016 Concerti per violino di Britten e Korngold Warner Classics 2017 Homage, raccolta di musica per violino e pianoforte e violino solo Warner Classics 2018 Concerto n.1 di Bartòk, Enescu, ottetto Alpha Classics 2019 Bartòk, quintetto con pianoforte Warner Classics 2019 Paganini e Schubert, musiche per violino e violino e pianoforte *** Vilde non si atteggia ed ha sempre un sorriso disarmante finchè entra in scena. Dopo di che diventa serissima e concentrata. Ma senza rendersi eccessivamente protagonista. Non ruba la scena ai colleghi. Ma il suo violino francese del 1864 canta con la sua voce calda e melodiosa. Mostra grandissima personalità in ogni pagina. La sua calma olimpica non è affatto fredda come la terra da cui proviene. E' sicurezza, e se il suo modo di suonare non è proprio appassionato e viscerale come potrebbe essere, anche esagerando, Patricia Kopatchinskaja nelle stesse pagine, non è certamente algida e distaccata, come sono sovente Hilary Hanh o Lisa Batiashvili. Anzi, c'è un tratto personale, una firma ricorrente che sta diventando più incisiva con la maturità. Prendete l'ultimo brano di Schubert dell'ultimo, personalissimo recital con Michail Lifits (ne parliamo in una recensione dedicata), Der Erlkönig è coinvolgente come poche interpretazioni degli ultimi tempi. Degli altri dischi che ho segnalato, in particolare trovo il Concerto di Nielsen tra le migliori prove disponibili su disco di recente. E lo stesso si può dire per quello di Korngold. Britten e Bartòk non sono al livello di quelli inarrivabili di Janine Jansens, ma a quelle vette oggi non ci arriva nessuno. Eppure quel Britten è di un raffinato ed ammaliante che non si può smettere di ascoltarlo. E' ironico, raffinato, sensualissimo, il disco del 2017 con José Gallardo. Ma è molto intenso e coinvolgente quello - del 2011 - ancora con Michail Lifits dedicato a Grieg, Bartòk e a Strauss. Insomma, una grande violinista a tutto tondo che diventa migliore anno dopo anno e che per fortuna anno dopo anno sta anche aumentando le presenze in dischi. In repertorio ha altri concerti che non ha ancora registrato e sono sicuro che in futuro saprà proporci altre pagine ricercate come nell'ultimo personalissimo disco. Una violinista di spicco che merita la dovuta attenzione e in questo senso ve la segnalo e raccomando.
  27. Il giorno di Natale 2019 è morto a Dresda, Peter Schreier, tra i più celebrati tenori del secolo scorso. Interprete raffinato di tutto il repertorio dal barocco al tardo romanticismo, passò in età matura alla direzione distinguendosi altrettanto bene. Voce tenorile aperta e chiara con un registro intonato e potente, lo vogliamo ricordare nelle nostre modeste pagine in una delle più intense ma moderate edizioni del Requiem di Mozart (l'unica, secondo chi scrive degna di ascolto), registrata già in era digitale per la Philips alla guida di un cast eccezionale. e per la interpretazione personale e lineare delle pagine di Schubert insieme ad un ispirato Andràs Schiff riposa in pace caro amico.
  28. Per la scelta del DAC dipende dalla prospettiva. Il nostro consiglio è a tendere andare verso un sistema basato su diffusori amplificati di tipo professionale (tipo Adam Audio). La qual cosa permette di fare a meno del finale, avendone già di integrati ad-hoc. Ma sarà sempre necessario un preamplificatore. Quindi meglio un DAC che integri un preamplificatore e un amplificatore per cuffie (se si usano le cuffie). Altrimenti, se a tendere si vorrà tenere l'impianto audio così come è, aggiungendo solamente il DAC, allora certo si risparmierà comprando un semplice DAC. Però tu hai proprio roba del secolo scorso ... non inadatta ma insomma nemmeno allineata con la purezza della musica digitale ad alta risoluzione. Per la periferica audio, si intende esattamente il DAC che tramite un driver software (generalmente fornito dal produttore del DAC stesso) viene visto dal notebook (senza, in generale sotto Windows il DAC non viene proprio visto). Il notebook più pulito possibile, significa senza programmi che girano inutilmente insieme a JRiver. Per esempio firewall, antivirus e tutti quegli inutili programmi che si installano automaticamente e si attivano solo in caso di evento. L'ideale sarebbe procurarsi un notebook utilizzabile solo per la musica in cui installare una versione fresca di Windows 10 senza null'altro in aggiunta.
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