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  1. Oggi
  2. Camille Saint-Saens : sonata per violino pianoforte Op. 75, sonata per violoncello e pianoforte Op. 32, trio per pianoforte, violino e violoncello, op. 92 Ranaud Capucon, violino Edgar Moreau, violoncello Bertrand Chamayou, pianoforte Erato 2020, formato 96/24, via Qobuz Unlimited. Registrazione del settembre 2020 a Soissons *** Che sia un progetto in atto di riqualificazione di Saint-Saens o meno, appaiono sempre più spesso splendide registrazione dell'incompreso Camille per le etichette francesi e con grandi interpreti come questi. Apprezzo peraltro lo sguardo dis
  3. Ieri
  4. Benvenuto nel sito e grazie per il commento! Ascolta la Connely con Jurowski e mi dirai se la preferisci alla Romberger. Mi stupisce che produzioni di questo livello non abbiano saputo trovare interpreti femminili di maggiore spessore.
  5. Ho ascoltato l'interpretazione di FIsher. L'anello debole (assai) è la Romberger e non solo per mancanza di partecipazione emotiva. Ho ascoltato anche alcuni numeri della versione De Leeuw. A mio avviso, il primo (Das Trinklied..) soffre abbastanza la mancanza di una compagine archi completa, mentre il secondo (Der Einsame...) appare valorizzato dalla riduzione cameristica dell'accompagnamento.
  6. Ultima settimana
  7. Mahler: das Lied von der Erde Robert Dean Smith, tenore. Gerhild Romberger, contralto. Budapest Festival Orchestra, Direttore Ivan Fischer. Channel Classics 2020 *** Mahler: das Lied von der Erde Robert Dean Smith, tenore. Sarah Connolly, contralto. Rundfunk-Sinphonieorchester Berlin, Direttore Vladimir Jurowski. Pentatone 2020 *** Mahler: das Lied von der Erde Yves Saelens, tenore, Lucile Richardot, contralto. Het Collectief, Direttore Reinbert De Leeuw. Alpha 2020 *** Il Canto della Terra, composto negli ultimi anni di vita di Mahler,
  8. Jonathan Leshnoff Sinfonia n. 3, ispirata dalle lettere a casa dei soldati della Ia Guerra Mondiale Stephen Powell, baritono Concerto per pianoforte e orchestra Joyce Yang, pianoforte Kansas City Symphony diretta da Michaerl Stern Reference Recordings 2020, formanto 192/24 *** Jonathan Leshnoff è un compositore americano di origini ebraiche di Baltimora, classe 1973. Ha già all'attivo una notevole quantità di musica, spesso commissionata come d'uso negli USA, altre volte ispirata da fatti e casualità. E' il caso di questo disco, registrato di fresco dalla sol
  9. Prima
  10. Grazie del commento. Nome e cognome sono evidentemente di derivazione svedese, ma dalla sua biografia, la formazione musicale pare sia del tutto finnica per la prima parte degli studi, con perfezionamento tra Salisburgo e la grande tradizione operistica tedesca.
  11. Il cognome tradisce una chiara origine svedese. Erede di una tradizione che va da Astrid Varnay a Birgit Nilsson a Nina Stemme.
  12. Mariss Jansons : his last concert Live at Carnegie Hall Strauss : 4 interludi sinfonici da Intermezzo Brahms : 4a sinfonia e Danza Ungherese n. 5 Symphonierchester Des Bayerischen Rundfunks diretta da Mariss Jansons BR Classik 2020, formato 48/24 *** L'ultimo concerto dal vivo alla Carnegie Hall di New York alla testa della sua orchestra, con la musica della sua vita. Idealmente il disco si chiude con la brillante volata della quinta danza ungherese di Brahms ma comincia con i voli orchestrali del più brillante ed edonista Richard Strauss che qui Jansons avvicina a
  13. Mozart : Concerti per pianoforte e orchestra Vol. 11 Cyprien Katsaris, pianoforte, Salzburger Kammerphilarmonie diretta da Yoon Kuk Lee Piano 21 2020, via Qobuz Unl. *** Siamo arrivati in poco tempo al vol. 11 della nuova integrale di Katsaris. Che continua a suonare in modo molto brillante e sanguigno. In questi concerti spiccano le cadenze originali scritte da Katsaris, molto jazzistiche, che Beethoven credo avrebbe detestato (e anche io ... insomma). Ma un segno lo si deve lasciare altrimenti saremmo tutti sempre con Brendel/Marriner, no ? Registrazione di buon l
  14. Brahms : Integrale della musica da camera Vol.8 - Trii per pianoforte e archi Pierre Fouchenneret, violino, Francois Salque, Violoncello, Eric Le Sage, Pianoforte La Belle Saison Live, B Records 2020, via Qobuz Unlimited, formato 96/24 *** Non me ne vorranno i ragazzi protagonisti di questa serie ma questo è il primo volume che veramente mi piace (l'ho ascoltato 3 o 4 volte di seguito). Gli altri un pò troppo ... francesi per il Brahms dei mie gusti. Registrazione dal vivo con qualche rumoretto e dinamica non pienissima, ma ci sta.
  15. Sono convinto al di la delle tue note delle qualità di queste cuffie che nella realtà non ho mai ascoltato. Conosco i prodotti Focal - ho la casa piena di loro altoparlanti e il mio sistema principale oggi è impostato su woofer in W serie Utopia - e certamente il livello di questo si vede già dalla confezione. I produttori orientali dovrebbero prendere esempio. Personalmente però resto vincolato alle cuffie planari per l'ascolto senza compromessi. Non sono disposto a spendere più di 120 euro per un paio di cuffie dinamiche "da battaglia".
  16. Già che ci sei, se non li conoscessi, ti consiglio i trii e le sonate per violino con Katchen, Suk e Starker.
  17. Eusebius

    Focal Clear: la recensione

    Come promesso QUI, dopo un abbondante rodaggio eccomi qui a parlarvi delle Clear. In realtà queste cuffie suonano abbastanza bene fin da subito, ma il suono è andato comunque modificandosi e assestandosi anche dopo diverse decine di ore di ascolto. Uscite nel 2018 non sono il top di gamma del catalogo Clear, ma con i loro 1.499€ a listino possiamo collocarle a metà strada tra le mirabolanti Utopia da 3.999€ e le più accessibili, ma non economiche, Elear (999€). Si tratta di cuffie dinamiche aperte: ciò vuol dire che chi le indossa sentirà i rumori dell’ambiente che lo circonda, quasi
  18. bene, è qualche giorno che quando posso mi sento Katchen suonare Brahms. Devo ammettere che avevate proprio ragione voi. E' una vera delizia, agilissimo, pensoso, potente quando serve, profondo, grande dinamica. Davvero grandi interpretazioni. Anche le registrazioni sono sorprendentemente buone per avere oltre 50 anni. Del resto non è da oggi che penso che gli anni 60 siano stati l'epoca d'oro della stereofonia nella musica classica
  19. La tua è una osservazione giustissima e non banale. Non sarà un caso se sappiamo fare tante cuffie, altoparlanti, strumenti musicali ma nulla che somigli ad un paio di orecchie umane, nemmeno lontanamente ... Di qui lo sforzo di metterle almeno in grado di riuscire ad ascoltare al meglio, di volta in volta, quello che ci piace ascoltare
  20. The Messenger Musiche di Mozart e Silvestrov Hélène Grimaud e Camerata Salzburg DG 2020, formato HD *** In mezzo alla pandemia con la gente impaurita, ferita, terrorizzata dal virus, come porgere il messaggio musicale ? Non saprei dire se questo sia il modo giusto. Può essere un modo. Di successo ? Nelle classifiche di Qobuz nonostante la promozione DG sui social media è al 12° per i dischi scaricati. Non rientra nei più venduti, dove in testa c'è il fantastico disco di Vassily Petrenko con Stravinsky e Rossini/Respighi. Qui abbiamo un Mozart di routine (le due
  21. Una competizione difficile quella provata. Gli strumenti a disposizione non sono certo “ordinari”, ognuno però con una sua resa e timbro, tanto da "dover" usare usati preferibilmente a seconda di ciò che si ascolta. Mi viene una considerazione banale: le orecchie che abbiamo sono solo due e sempre quelle: ma quanto bene sono fatte se vanno bene in circostanze assolutamente diverse… Quanto alla prova, esauriente e convincente (grazie), non saprei proprio cosa scegliere, se l’obiettivo fosse quello di avere il migliore compromesso possibile. Lo stadio successivo per me potrebbe essere la
  22. Si, non volevo dirlo così in modo tranchant ma ... gasp !
  23. Grazie si, però ... perchè di queste cose non hai commentato in quell'articolo ? Qui vorrei risponderti ma non ci azzeccherebbe troppo con gli ultimi pezzi per pianoforte. Riguardo l'allegro Radu Lupu che certo apprezzo, lui suona tutto così. Può andare bene alle volte, in altre .... inzomma. Per esempio : qui per me è un benchmark di lunghezza-ammazza-passione
  24. quante emozioni e che gran bei dischi tra questi...vogliamo parlare di Reiner e Heifetz? E di Gilels? quanto mi piaceva Gilels, il miglior Beethoven che abbia mai sentito e pure qui in Brahms, con la forza che serve in questi due concerti, è stupefacente. Poi qui c'è gran parte della musica che ho amato di più in vita mia, i Quintetti per Clarinetto e quasi tutta la sua musica da camera, i due concerti per Pianoforte e quello per Violino, la 4° Sinfonia (di Kleiber certamente, ma sono uno di quelli che apprezza molto anche la versione di Chailly che hai giustamente ricordato), le opere pe
  25. No, per niente 😁 Non so, Lupu fa parte della mia "educazione sentimentale" nella musica di Brahms, per cui vi rimango emozionalmente legato. Ho navigato qui e là tra le interpretazioni di Katchen. Effettivamente sono spettacolari e capisco anche quando parlate di riferimento assoluto. Sono più varie e dinamiche di quelle di Lupu, interpretano con una gamma più ampia di toni le diverse sfumature e i temi delle composizioni e riesce a conferire quando necessario una grande profondità, non sono "tirate via", gran bei dischi davvero. Lupu continua a piacermi, ha fatto una scelta "f
  26. Il confronto è impietoso. Garanča è un pezzo di ghiaccio!
  27. Volete emozionarvi ? Lasciate fare a Bernarda Fink :
  28. Schumann e Brahms, lieder Elina Garanca, soprano Malcolm Martineau, pianoforte DG 2020, formato HD *** Confesso che a parte l'impatto scenico della protagonista di questo disco, avevo curiosità di ascoltarla, vista la sovraesposizione che DG dedica alla sua diva. il disco propone una selezione di lieder di Schumann ma, per lo più, di Brahms. Elina Garanca ha una lunga frequentazione con il suo accompagnatore, il garbato Martineau e di recente si sono esibiti in un repertorio simile a questo nella nativa Lettonia. Lei non ha invece una grande dimestichezza v
  29. Bach : trios pour clavier et violon Odile Edouard, violino Freddy Eichelberger, organo Encelade 2020, formato HD 96/24 *** Le sonate per "strumento a tastiere" e violino fanno parte delle composizioni per strumenti solisti del felice periodo di Kothen. Ma nella realtà sono impostate per un trio, con lo strumento a tasti che sfrutta le due mani per fare due delle voci di basso, mentre il violino (o l'oboe o la viola) fa la parte alta. Noi siamo abituati ad ascoltare queste composizioni col cembalo o - purtroppo - con il pianoforte. Le due voci ci sono sempre ma sono più
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