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Showing content with the highest reputation on 06/14/2019 in all areas

  1. 1 point
    The Fellini Album La musica da film di Nino Rota Filarmonica della Scala RIccardo Chailly Decca 2019, 96/24 *** Può piacere o meno, sono musiche che fanno parte della nostra quotidianità e della nostra storia. Qui interpretate in modo impeccabile e registrate magistralmente.
  2. 1 point
    Schumann, Saint-Saens, Gliere, musica per corno e orchestra Markus Maskuniitty Philarmonic Orchestra diretta da Sakari Oramo Ondine 2019, 96/24 *** Disco strepitoso che presenta al meglio il corno e la grande orchestra per un arco di circa 100 anni. Intanto ve lo consiglio - se amate il corno e la musica romantica - ma meriterà una recensione più approfondita.
  3. 1 point
    Mozart, sonate per pianoforte K.280, K.281, K.310, K.333. Lars Vogt, pianoforte. Ondine, 2019. *** Le sonate per pianoforte di Mozart non sono probabilmente quanto di meglio il genio di Salisburgo abbia composto, ciò nonostante alcune di esse sono dei veri e propri gioielli e, nella loro apparente semplicità, rappresentano comunque una sfida per chi li esegue, che si trova costretto a scegliere delle linee interpretative ben precise. C’è chi le suona mettendo in evidenza l’aspetto rococò, elegante e lezioso, chi invece accosta all'equilibrio neoclassico delle raffinatezze timbriche che forse sarebbero più appropriate per Debussy. Il pianista Tedesco Lars Vogt, che qui esegue le sonate K.280, K.281, K.310 e K.333, segue un approccio più diretto e vivo, grazie anche a qualche libertà espressiva, e riesce a caratterizzare molto bene il diverso carattere di ognuna di queste sonate. Nella K.280, che risente ancora dell’influenza di Haydn nei movimenti veloci, ci stupisce il lungo Adagio per l’intensità emotiva e il senso di profonda tristezza che Vogt riesce a imprimere al brano. Se la K.281 scorre più spensierata, è la K.310 il cardine del disco. Vogt ne fa emergere con grande immediatezza l’elemento tragico, come poche altre volte ho sentito, pur mantenendo quell'equilibrio delle emozioni così tipico della musica di Mozart. Questa è la prima tra le sonate di Mozart in tonalità minore e deve il suo carattere così insolitamente concitato sia alle difficoltà del suo soggiorno parigino nel 1778, segnato anche dalla morte della madre, sia anche al desiderio di adattarsi, alla sua maniera, a uno stile musicale più drammatico in voga in quegli anni a Parigi. La K.333 è gioiello di grazia, eleganza e fantasia, con l’allegretto finale che prende a modello lo stile del concerto per pianoforte e orchestra. E' un disco che ho trovato molto convincente, con Vogt bravissimo nel far parlare in maniera diversa ciascuna della quattro sonate, ma sempre in modo vario e molto naturale, senza mai essere eccessivamente cerebrale o sofisticato. Difficilmente ascolto più di due sonate di Mozart di fila senza avvertire un po’ di noia, ma qui le cose sono andate molto diversamente e arrivato alla fine del disco l’ho riascoltato dall'inizio con molto piacere! Buona la qualità dell’incisione, disponibile anche in formato liquido a 48/24, e interessante anche il libretto, che contiene un’intervista a Lars Vogt su queste quattro sonate.
  4. 1 point
    Mozart : i concerti per pianoforte vol. 4 N. 20 e 21 Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte Manchester Camerata diretta da Gabor Takacs-Nagy Chandos 2019, 96/24 *** Giunge al 4° volume l'impresa di Bavouzet (dopo quella di Debussy, di Haynd, di Beethoven) dell'integrale dei concerti per pianoforte di Mozart. Qui ci sono due caposaldi come i n. 20 e 21, pluricelebrati. Il tocco è il suo, solito, delicato, sensibile. L'insieme ben disposto. E' musica bella, non stanca mai anche se ne esistono centinaia di decine di altre edizioni. Bel piano, con un bel basso.
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