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Florestan

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  1. Abrahamsen, Pesson, Straosnoy, musiche per pianoforte e orchestra Alexandre Tharaud, piano Rotterdam Philarmonic Orchestra, Yannick Nezet-Seguin direttore Erato 2020, formato CD *** Per me è musica totalmente indigesta. Credo che Tharaud l'abbia comunque registrata perchè è stata scritta per lui. Sinceramente non è un disco che resterà in casa.
  2. Altro disco assolutamente magico, senza usare parafrasi è quello che vede Geza Anda alla direzione della camerata del Mozarteum di Salisburgo nei due concerti n. 17 e 21 di Mozart. La delicatezza del tocco e la dolcezza del fraseggio sono assolutamente inarrivabili. Oggi probabilmente criticheremmo un pianista che sceglie tempi così comodi ma non da un artista come Geza Anda. Ascoltatelo e ditemi ...
  3. Brahms, concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Grieg, concerto per pianoforte e orchestra Géza Anda, pianoforte Berliner Philarmoniker diretti da Herberth von Karajan e Rafael Kubelik Deutsche Grammophon 1968 (Brahms) 1963 (Grieg), rimasterizzazione in formato 96/24 *** Geza Anda e Herberth von Karajan, due degli eroi della mia gioventù l'LP originale con il concerto n. 2 di Brahms. Raphael Kubelik, decano dei direttori cechi e uno dei più grandi artisti del XX secolo. l'LP originale con il concerto di Robert Schumann. Acquistato con la paghetta mensile circa quarant'anni fa. *** DG ha ripubblicato in versione rimasterizzata, ripulità e ad alta risoluzione due dei grandi successi degli anni '60. All'epoca non sarebbe stato possibile unirli per la lunga durata del concerto di Brahms che richiedeva un intero disco solo per lui. Ovviamente esistono ancora gli originali ma questa nuova edizione è particolarmente pulita. E seppure non è possibile aumentare oltre certi limiti la dinamica per cause di ripresa, comunque il suono è purissimo. Abbiamo la stessa visione gloriosa ed eroica, direi addirittura sontuosa di un pianismo che fu (nelle note nel libretto si parla di "grandeur" termine che sottoscrivo in pieno). Geza Anda non era solo un virtuoso era un grand'uomo, estremamente elegante sia come persona che nel suono. Ed ogni anche più piccolo tocco della tastiera in questi due concerti lo testimonia ancora oggi. Tanto che due titani della direzione d'orchestra come Karajan e Kubelik, con la stessa compagine orchestrale, gli rendono omaggio senza forzarlo. In Brahms certamente l'indole riflessiva e seria di Anda si accorda perfettamente con il Karajan edonista che pretendeva che ogni nota si sentisse perfettamente in un perfetto impasto di colori. Probabilmente il baldanzoso Kubelik avrebbe visto un altro Grieg, ma come aggiungere una parola ascoltando il lirismo perfettamente tornito del secondo movimento del concerto del norvegese ? I quasi cinquanta minuti del concerto n. 2 di Brahms rendono giustizia al termine "imperatore dei concerti per pianoforte". Il piano entra in sincrono con i corni e i fiati riprendono la melodia iniziale chiedendo agli archi di non forzare. Anda ferma il loro dialogo prendendosi tutta la scena con un gesto eloquente ma senza autoindulgenza. E' come lo avrebbe pensato Brahms, mi viene da crede. Anche se i tempi complessivi sono lenti, la potenza del suono che ne esce, la nobiltà dei temi è tanto potente che sembra frutto di decenni di intesa. E' invece pare che bastarono solo 4 sessioni di ripresa diretta, senza altre ripetizioni per raggiungere la perfezione e senza nemmeno lunghi rimaneggiamenti in fase di missaggio. Il pianoforte è li, sul palco (ma la ripresa è stata fatta nella Jesus-Kirche di Berlino), solo, nel buio. L'orchestra entra aumentando solo la luminosità della scena. Nessuno ha la necessità di alzare la voce, perchè tutti sono concordi del momento magico. Esistono decine di edizione di questo concerto che possono essere singolarmente scelte come riferimento. Questo vi chiede di aumentare il volume per apprezzare il canto dei contrabbassi che fa da sfondo al dialogo tra piano e legni. Il duetto con il violoncello nel terzo movimento, il finale che è perfettamente "grazioso" come vuole il titolo. Realmente una gemma di magia che siamo fortunati ad avere a disposizione per potercela ascoltare oggi, domani e sempre. Ricordando quanto ricco è stata - musicalmente e umanamente parlando - quel decennio fantastico, anche per la musica colta. Grazie !
  4. Schumann (Robert e Clara) e Brahms : sonatas and songs Christian Poltéra Kathryn Stott, piano Bis 2020, formato HD *** Questo disco è bellissimo. E' una raccolta di trascrizioni per cello e pianoforte di sonate per violino e pianoforte di Schumann e Brahms, insieme ai due movimenti della sonata FAE, anche questi trascritti per questi strumenti e per finire due lieder, uno di Brahms e uno di Clara. Poltéra suona con grandissimo trasporto tanto da far sembrare composizioni originali per cello, specialmente la terza sonata per violino e pianoforte di Brahms. Struggente il lieder finale di Clara. Suono nitido ma caldissimo. Bello, bello, bello.
  5. Widor : Sinfonie per organo Vol. 1. Sinfonie n.1 e n. 2 Op. 13 Wolfgang Rubsam, organo Naxos 2020, formato HD *** Ci sono già svariate edizione delle sinfonie di Widor ma devo ammettere che una in più non può che far piacere, specie quando eseguita ad un organo fantastico come quello del Rockenfeller Memoria dell'Università di Chicago, uno dei più importanti di tutti gli Stati Uniti. Le due sinfonie sono un omaggio a Bach e sono state composte ad inizio '900. Se volete sentire come suona un grande organo moderno, andate direttamente al magnifico finale della 2a sinfonia ed alzate il volume. Registrazione di grande dinamica e respiro (nel senso letterale del termine).
  6. Beethoven : le sonate per pianoforte Fazil Say Warner Classics 2020, formato HD *** Premessa : sono un grande fan di Fazil, compositore originale ed estremamente coraggioso ma anche un concertista che mette tutto se stesso in ogni nota che suona. Ho potuto ascoltare i primi dischi della sua integrale beethoven che viene pubblicata in queste settimane per il 250° anniversario del Sommo. Dico subito che chi si aspetta fuochi d'artificio e istrionerie può cambiare canale. Qui Say è estremamente rispettoso del testo e si rifà al tempo originale, con un tocco quasi-mozartiano nelle prime e appena più romantico nelle sonate di mezzo. Quasi compassato, con più scuri che chiari. Insomma poco Jazz ma grande ritmo, intelligenza, garbo, piacere di fare musica. Ci ritorneremo ma ... mi piace
  7. Liszt : Dante Synphony, Tasso Lamento e Trionfo, etc. Staatskapelle Weimar diretta da Kirill Karabits Audite 2020, registrazione in HD *** Purtroppo io detesto Liszt e in particolare trovo assolutamente indigeste le sue composizioni sinfoniche, specialmente i poemi sinfoniche. Riconosco che qui la qualità sia sensazionale e sia un disco riuscitissimo. Purtroppo non per me.
  8. Shschedrin : Carmen-Suite Respighi : Pini di Roma Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Mariss Jansons BR Klassik 2020, formato HD *** E' vero che la Carme è tra le poche opere in francese che io riesca a tollerare (o l'unica ?) e che già la Suite originale di Bizet sia una composizione che apprezzo moltissimo. Ma la Carmen-Suite di Rodiòn Shschedrin aggiunge spirito e forza ad un amalgama già convincente. Grazie alle percussioni e alla volontà di farne una composizione da balletto. Insomma l'ho sempre adorata ed è forse l'unica composizione che digerisco di questo autore. Non la ascoltavo da decenni e questa bella registrazione - probabilmente tra le ultime fatte - di Mariss Jansons con la sua orchestra di Monaco è stata una grande sorpresa. Come molte delle ultime uscite del Maestro il ritmo è un pò più compassato di quanto ci piacerebbe ma la coerenza complessiva esemplare. E alla fine il risultato è molto convincente anche se non così effervescente come potrebbe. Anche nei Pini di Roma di Respighi, altra composizione dove la tavolozza sonora di una grande orchestra come questa non può che distinguersi, il gioco è tra piani sonori anzichè per effetti speciali. Ci piace così. E il giudizio finale non può che essere positivo. Grazie ancora Mariss. Bel suono, terso, potente, chiaro.
  9. Beethoven : gli ultimi quartetti Brodsky Quartet Chandos 2020, formato HD *** Perdonatemi ma io ho trovato veramente poco interessante questo cofanetto. Purtroppo per il Brodsky Quartet ci sono tante di quelle proposte dei fondamentali ultimi quartetti di Beethoven che di questi - temo - si perderanno le tracce presto. Buona registrazione, come di consueto da Chandos.
  10. Haydn 2032, Vol. 8 Il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini Alpha 2020, formato HD *** Continua spedito il progetto di integrale - con alcune contaminazioni - haydniano di Giovanni Antonini che forse resterà nella storia come il più articolato e al tempo stesso più convincete e originale mai registrato. In questo caso c'è persino una escursione al 900 con le Danze Popolari Rumene di Bartòk (?), peraltro magistrali ed estremamente convincenti. Bella registrazione con un bel basso possente anche se nella maggior parte del programma abbiamo solo gli archi. Gran bel disco, accidenti !
  11. Handel Concerti Grossi Op. 6 (7-12) Akademie fur Alte Musik Berlin, Konzertmeister Bernhard Forck Pentatone 2020, registrazione HD *** Altra proposta della orchestra barocca di Berlino, in questo caso dedicata ad Handel. Impostazione opposta della Pentatone in quanto a registrazione. E' vero che manca lo strumento solista, ma qui l'immagine è più ampia e più energetica, anche più piacevole nel complesso. L'interpretazione resta leggera come da costume per questa compagine. Ci sta con Handel, meno con Bach. Disco comunque interessante.
  12. Carl Philipp Emanuel Bach : concerti per oboe e sinfonie Xenia Loffler, oboe Akademie fur alte Musik Berlin, diretta da Georg Kallweit Harmonia Mundi, 2020 - formato 96/24 *** I concerti di Emanuel Bach sono celebrrimi, qui nella brillante ed ispirata interpretazione di Xenia Loffler insieme a meno note sinfonie per fiati e archi. Stile galante, brillante, un tripudio di tono maggiore, senza un attimo di tristezza. Suono chiarissimo, registrazione magistrale.
  13. Brahms, gli ultimi pezzi per pianoforte Stephen Hough, pianoforte Hyperìon 2020, formato HD *** Acclamato da Grammophon come disco del mese di gennaio 2020, offre una visione molto raffinata dell'ultimo Brahms. Scevro dalla baldanzosità di altre interpretazioni di giovani pianisti e anche di quel languore senili di certi altri maturi pianisti, sembra piuttosto celebrare la autoaccettazione di se che non sempre arriva in tarda età. Devo riascoltarlo per poterne parlare approfonditamente. E' il Brahms più sublime, ci sono già grandi interpretazioni, dire la proprio non è una cosa banale e ci vuole molto carattere per farlo senza sbagliare.
  14. Stanford, quartetti n.1, 2 e 6 Dante Quartet SOMM Recordings 2020, formato HD *** Si conclude - credo - l'integrale dei quartetti di Stanford per il quartetto Dante. Si tratta, in questo caso, di composizioni che ricordano alla lontana i ritmi dei quartetti centrali di Beethoven, mentre quelli del disco edito nel 2018 sono più tardo-brahmsiani. Stanford era una maestro della musica cameristica e giustamente gli inglesi lo stanno valorizzando. Un gran bel disco (per chi gradisce questa musica).
  15. La dedica originale ("scritta per il sovvenire di un grand'uomo") della Sinfonia n. 3 "L'eroica" è lo spunto per questa piccola Guida all'ascolto. Naturalmente Beethoven bisognerebbe conoscerlo a fondo tutto ma la sua musica ha avuto uno stile in continua evoluzione, tanto che la si può separare in più fasi. Quella ... di mezzo, la più immediata all'ascolto ma anche quella che più coinvolge. Non ci sono ancora le sonorità aspre degli ultimi quartetti, della grande fuga, e nemmeno le forme arcaiche di contrappunto intricato delle ultime sonate. Della nona sinfonia, solo il tema ma non lo spirito allucutorio. E' il Beethoven della Quinta e della Terza Sinfonia. Della sonata a Kreutzer, del concerto per violino. E' il Beethoven praticamente coetaneo dell'astro europeo, quel Napoleone che da Primo Console diventa Imperatore e poi padrone d'Europa, scorrazzando con le sue armate dalla Baviera alla Polonia, passando per l'Italia e Vienna. Questo periodo "Eroico" coincide per i due titani. E' vero, anche Napoleone raggiunge la piena maturità "strategica" negli anni che vanno dal 1800 al 1809 (da Marengo a Wagram, dove si cominciano a vedere i primi segni di appesantimento del suo "metodo"). Il Napoleone che libera le genti europee per poi dominarle come Imperatore, arrivando ad essere da liberatore atteso, allo straniero che bombarda Vienna per costringerla alla resa (con Beethoven rintanato in cantina) per poi sposare la figlia dell'Imperatore Asburgico (cui prima aveva fatto decadere la corona del Sacro Romano Impero). Del Beethoven il cui ultimo concerto per pianoforte che qui chiude idealmente la lista del periodo "Eroico" viene poi attribuito l'epiteto de "L'imperatore", pur senza un reale riferimento ... all'Imperatore E' il Beethoven degli Eroi, Coriolano e Prometeo tra tutti. Ma anche Leonora, eroina ideale come molte delle dedicatarie della musica del Maestro. Naturalmente come da nostra abitudine, qui si è fatta una selezione, con le opere più rappresentative, senza voler escludere necessariamente le altre se non per il numero. Non abbiamo nulla contro la 4a e la 6a sinfonia, ne con i quartetti e le altre sonate del periodo. Mentre è esclusa sia per il periodo di composizione che per il significato, quella Wellington Sieg che celebra la sconfitta delle armate francesi ad opera del Duca inglese ma che ancora deve incontrare quello che è divenuto "l'orco corso". Più avanti Beethoven diventerà più cupo come la sua musica, più introverso, più socialmente disturbato. Morirà qualche anno dopo, rispetto all'Imperatore componendo i suoi più grandi capolavori che però, tolta la 9a sinfonia, al pari delle più brillanti manovre napoleoniche della fine della carriera, non sono mai le opere più celebrate del maestro ma più rivolte ad un uditorio erudito e preparato. Ma stiamo andando oltre, ecco qua, il catalogo è questo ! Concerto per pianoforte n. 3 in do minore Op. 37 - 1800/1802 Sonata per violino e pianoforte n. 9 in la maggiore "Kreutzer" Op. 47 - 1802/1803 Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore "Eroica" Op. 55 - 1803 Sonata per pianoforte n. 21 in do maggiore "Waldstein" Op. 53 - 1803/1804 Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore "Appassionata" Op. 57 - 1804 Concerto per pianoforte n. 4 in sol maggiore Op. 58 - 1805/1806 Concerto per violino in re maggiore Op. 61 - 1806 Trentadue variazioni per pianoforte su un tema originale in do minore WoO 80 - 1806 Ouverture "Coriolano" in do minore Op. 62 - 1807 Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67 - 1807-1808 Fantasia corale "Schmeichelnd hold" Op. 80 - 1808 Concerto per pianoforte n. 5 in mi bemolle maggiore "Imperatore" Op. 73 - 1809 Ho inserito un paio di scelte per alcune delle composizioni ma in generale ho voluto premiare interpretazioni classiche, degli anni d'oro della stereofonia, con solo una manciate di edizioni moderne, digitali o ad alta risoluzione. Ovviamente è una scelta personale, ognuno si farà la sua compilation ideale. Iniziando questo anno Beethovenian che anche noi cercheremo di celebrare degnamente, mi premeva principalmente tagliare esattamente in termini di repertorio e di epoca storica questo Beethoven Eroico, il mio preferito in assoluto (senza disdegnare assolutamente tutto il resto di cui avremo ampiamente tempo di dibattere di qui a dicembre). Ma se qui c'è qualcuno in ascolto o in visione che vuole aggiungere la sua gradita opinione, ci leveremo il cappello
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