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Florestan

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  1. Korngold, concerto per violino e orchestra, sestetto per archi Andrew Haveron, Sinfonia Of London, John Wilson Chandos 2020, formato HD *** Discreto ma non memorabile il concerto. Il sestetto, con tutto il rispetto per Korngold che reputo uno dei musicisti più autorevoli del '900, non una composizione di grande livello. Suono Chandos, inappuntabile. Un disco che appassionerà solo gli inglesi.
  2. Brahms : Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Royal Northern Sinfonia , Lars Vogt Ondine 2020, formato HD *** Comprendo che è un momento in cui il mondo va alla rovescia. Doveva capitare, era troppo tempo che le cose andavano nel buon vecchio modo. E in fondo questa registrazione è del febbraio 2019. Ma esce oggi, aprile 2020, nel mezzo del merdone del Coronavirus. Ebbene tutta la foga che mi sarei aspettato dal grande Lars Vogt nel primo concerto di Hannes, l'ho trovata invece nel secondo. L'opposto della mia concezione di queste opere. Vedo un Hannes incazzato nero nel periodo del primo concerto (per i motivi che sappiamo) e uno Johannes maturo che oramai ha capito che le sue occasioni sono trapassate e che tutte le fortune le ha avute Robert, quando scrive il secondo concerto. Insomma, per quanto era moscio e bolso nel primo concerto pubblicato l'anno scorso, è virile, forte, addirittura eccessivo nel secondo che esce adesso. Ne viene fuori un secondo concerto di Brahms - il principe dei concerti per pianoforte - da macho, quando doveva essere olimpico. E mentre è moscio il primo. Va bene uguale, bravo Lars, meglko così. Che purtroppo, nelle variazioni Handel si riscatta solo nella fuga finale perchè, in barba a tutti i ragionamenti del libretto (il basso, Handel, Bach, le Goldberg) a parte la fuga, sono una palla micidiale. Registrazione in linea con la prima, un pò confusa, con il pianoforte un pò opaco e tutta la scena in mezzo. Ma meno male che si è riscattato perchè con l'altro disco non credevo alle mie orecchie ! bello dirigersi la propria interpretazione, vero ? Per un solista in un concerto così complesso deve essere impegnativo, però sarà anche il massimo ! Johannes Brahms nel 1876, quarantatreanni, eppure ancora un bambino a tutti gli effetti non anagrafici
  3. Debussy - Rameau Vìkingur Olafsson, pianoforte Deutsche Grammophon 2020, formato 192/24 *** Due premesse. Io non arrivo a capire del tutto il Debussy pianistico (per inciso amo la Suite Bergamasque, meno, molto meno le composizioni più evanescenti) mentre adoro il Debussy cameristico. Ovviamente ci sta il legame con Rameau, anzi, è Debussy stesso che si rifà agli antichi maestri francesi, se non nello stile, nel senso descrittivo e destrutturato della musica, in contrasto con i tedeschi o gli italiani, insomma, i non francesi, successivi. L'Hommage a Rameuo, il richiamo a Couperin non sono del tutto di facciata. Ma Rameau con le sue parodie a volte comiche a volte allegoriche, cosa avrebbe fatto con un pianoforte potente come quello di Rekjavick che ha usato Olafsson in questo disco ? Insomma, un disco personale di un pianista già estremamente maturo che sa cosa suona, lo suona in un una maniera tutta sua, senza alcun timore reverenziale. Il suo Rameau è libero ma non troppo estroverso. Pieno di ornamenti e di fioriture ma tutt'altro che ridondante. Quando è giusto accelerare si accelera. Ma l'atmosfera è concentrata, pensosa. Giocata sul chiaroscuro. Molto convincente e che secondo me stacca ogni altra proposta articolata disponibile per non parlare della stessa musica al clavicembalo che viene relegata in una dimensione monotonica ed estremamente povera di sfumature, sebbene grandemente ricca di suono. Olafsson è agile, non agile e macchiettistico come il miglior Sokolov (che però non ha mica registrato un disco dedicato a Rameau, si concede nei bis, al massimo, quando ha voglia di concederli) ma è più interessante dell'ultimo Tharaud e molto più fantasioso anche del miglior Rousset che essendo nipoti di Rameau dovrebbero renderlo al meglio. E Debussy ? Dipende. Non è quello che siamo abituati a sentire. Quindi quando c'è ritmo e velocità, non ci sorprende che il risultato ci sia ("Jardins sous la pluie") Ma quando c'è più da indugiare non lo so, la musica resta come sospesa ("La fille au cheveaux de lin"). E "Ondine" è francamente un pò noiosa ... Mentre l'Hommage al vecchio maestro è un minuto più lungo del corrente, e addiruttura due minuti e mezzo più lungo di quello storico di Gilels (recital di Seattle). Un pò troppo metafisico secondo me e veramente troppo personale. Resta il fatto che questo pianista non si preoccupa di smuovere il cuore delle persone é di tutta evidenza (ma non l'ho mai visto né mai lo vedrò dal vivo se non nei video che posto qui di seguito) che suoni per lo più per se stesso. Il mio pensiero resta quello scritto a proposito del "suo" Bach. E' un genio alla Glenn Gould e va preso così, senza criticarlo o prenderlo come esempio. Credo che il suo Bach e il suo Rameau siano eccezionali. L'accostamento con Debussy l'avrei evitato (saranno stati gli editor ? Non credo, tutto sommato). Ma è tra i più interessanti musicisti di oggi. Registrazione molto ravvicinata ma precisa e senza alcuna asprezza. PS : ho ascoltato questo disco 12 volte prima di parlarne. Complessivamente mi piace molto nell'insieme ma alla fine Debussy tendo quasi sempre a saltarlo.
  4. Prelude, Rags and Cakewalks Musiche di Debussy, Joplin, Auric, Milhaud e Satie, trascritte per complesso di ottoni e percussioni The Symphonic Brass of London diretti da Eric Crees MPR 2020, formato HD *** Disco che cerca di unire il nuovo mondo tra le due coste dell'Atlantico per il tramite della statua della libertà, del transatlantico France e della torre Eiffel. Ma se la musica della costa USA si presta all'esperimento ... di quest inglesi, le trascrizioni dei francesi mi spiazzano completamente. Sembra musica sperimentale. Boh, riascolterò con più propensione.
  5. Beethoven : Quartetti Op. 132 e 130, Grosse Fugue Op. 133 Tetzlaff Quartett Ondine 2020, formato HD *** Christian e Tanja con due loro amiche. Christian in generale è freddo come il ghiaccio del Baltico in febbraio ma Tanja no, è più amabile. Qui in queste pagine celeberrime che francamente oramai mi sono stancato di affrontare nelle decine di tante proposte che arrivano, ci sono momenti di puro abbandono di autentica poesia e di sentimento. BRAVI !
  6. Guido Cantelli era l'erede designato dell'Arturo. Catturato anzitempo dal Dio Odino per godere della sua musica. E' un mito. E in quanto mito, non si può commentare come non ci si può opporre al martello di Thor quando scatena la sua ira con le nuvole. La 4a di Schumann (1954) e la 5a di Chaikovsky (1951) di Cantelli sono leggenda. La registrazione originale era accettabile. Qui hanno fatto lavorone di rimasterizzazione. GRAZIE WARNER !
  7. Betthoven : Le nove sinfonie André Cluytens alla guida dei Berliner Philarmoniker Erato, rimasterizzazione 2020 in formato HD *** André Cluytens è tra i più raffinati direttori della sua generazione. Sarebbe stato eclissato dai Cantelli se questo non fosse morto come il Torino Calcio. Ma così va la storia. Ho ascoltato solo la 3a che per me è la cartina di tornasole per Beethoven. Se uno non rende nella terza, non è buono nemmeno nella nona. La sostanza c'è e ne raccomando l'ascolto. Ma resta il dubbio che stiamo ascoltando l'Orchestra di Herbert Von Karajan durante la ricreazione con un direttore ospite (francese, belga ?) che si sente un pò in soggezione di fronte a questi dei dell'Olimpo. I tempi sono veloci ma non troppo. I ritmi sono audaci ma ... non troppo. Bello ... ma non troppo.
  8. Tanto di cappello a Pascal Rogé e al suo brillante e solare Saint-Saens, ma dei "sinistri sei" continuo a fare a meno
  9. BAch, concerti per clavicembalo Francesco Corti e il pomo d'oro Pentatone 2020, formato HD *** Bel disco, fresco, brillante, libero. Un bel modo di togliere eventuali patine a musica senza tempo. E chi l'ha detto che gli italiani non se la cavano bene nella musica barocca tedesca ? Anche quelli con l'orecchino Registrazione magistrale.
  10. Schoenberg e Brahms, concerto per violino e orchestra Jack Liebeck, violino (Guadagnini 1785) BBC Symphony Orchestra Andrew Gourlay Orchid Classics 2020 *** Ok, è tutto inglese questo disco e gli inglesi ne parlano bene per convenzione. Ma non voglio essere politicamente corretto : è una palla ! Schoenberg e Brahms si legano insieme per il libro del Professor Schoenberg "Brahms il progressista" e poi ? Per le vicende biografiche della famiglia Liebeck. Bene. Ma se ascoltiamo Brahms, cadiamo nel sonno. Mentre questo Schoenberg non si avvicina nemmeno di lontano a quello di Hillary Hahn o di Isabelle Faust. Per cortesia ...
  11. Canadian Organ Music on the organ of the Coventry Cathedral Rachel Mahon, organo Delphian 2020 *** La ragazza che tenta di scrivere con una canna d'organo in copertina del disco è la titolare dell'organo della cattedrale di Coventry. Non una cosa da poco - come è giustamente rimarcato nelle note di copertina. Anche perchè non è solo la prima donna ad esserlo, è pure canadese. Come lo è la musica registrata, piuttosto impegnativa, sin dal principio che Healy Villan voleva dimostrare : non è solo cosa da tedeschi scrivere una Passacaglia e Fuda (stile Reger) per organo. E il brano è veramente notevole. Ma anche il resto è interessante. Consigliato, però, ai soli amanti dell'organo.
  12. Kapsberger : che fai tù ? Libri di villanelle a 1,2 e 3 voci Les Kapsber'girls Muso 2020, formato HD *** Che Kapsberger, italianissimo nonostante il cognome germanico potesse avere una compagine di fans così sfegatate da darsi come nome Kapsber-girls non l'avrei mai creduto possibile. Ma se ci sono ancora le fans dei Finley che oramai sono vecchi come Girolamo, perchè no ? Il disco è divertente, il repertorio, così così. Ci mettono loro tutta la passione e la cura interpretativa che ci vuole
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