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Florestan

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  1. Bach Praise : cantate BWV 26, 41,95,115,137,140 Chorus Musicus Koln Das Neue Orchester Christoph Spering Deutsche Harmonia Mundi 2020, formato HD *** DATOGLIEREILFIATO!
  2. Beethoven : le ultime tre sonate Maurizio Pollini, pianoforte DG 2020, formato HD *** Pollini Strike Back ? Il confronto con il 1976 è complicato. Qui abbiamo tempi molto più veloci, minore cura nel suono - ma registrazione di gran lunga migliore - e del tocco, di musica metabolizzata per una vita. L'edizione precedente era e resta il riferimento assoluto. E questa nuova non è un testamento. Ci si dovrà ragionare su. Ma intanto mi tolgo il cappello.
  3. Chopin : concerti per pianoforte e orchestra Benjamin Grosvenor, pianoforte Royal Scottish National Orchestra diretta da Elim Chan Decca 2020, formato HD *** E cazzo Benj, dovresti suonare sempre musica così banale e superficiale per dimostrare il grande pianista che sei. Troppi pensieri alle volte finiscono per dare alla testa e si rischia di dare una delusione all'ascoltatore. Prossimamente i concerti giovanili di Mozart, ok ?
  4. Howard Skempton : Preludi e fughe, notturni, Reflections, Images William Howard, pianoforte Orchid Classics 2020, formato HD *** Skempton è un contemporaneo vivente (classe 1947) con tutto sommato poche composizioni all'attivo. Britannico, si posiziona dalle parti di John Cage ma questi Preludi e Fughe stanno da qualche parte tra il contrappunto formale di Bach visto da Shostakovich alla luce del minimalismo del 20° secolo. "ognuno può stare in un foglio A4" dice l'autore. Musica interessante che non nuoce all'ascolto come molta musica corrente.
  5. Franz Joseph Clement : concerti per violino e orchestra n. 1 e n. 2 Mirijam Contzen, violino WDR Sinfonieorchester diretta da Reinhard Goebel Sony 2020, formato HD *** Clement è noto oggi sostanzialmente per essere il dedicatario del concerto per violino di Beethoven. Ma all'epoca era piuttosto famoso per i suoi virtuosismi. Questi due concerti non sono all'altezza di quello che avrebbe dovuto portare al successo, sono diciamo, una via di mezzo tra Mozart e Paganini. Nel complesso brillanti e piacevoli. Esecuzione di buon livello, registrazione molto aperta ma ancora equilibrata.
  6. Bartòk e Korngold, quintetti per pianoforte e archi Goldner String Quartet e PIers Lane Hyperìon 2020, formato HD *** Il quintetto di Korngold non è un capolavoro e non sta a quello di Bartòk che è brahmsiano dall'inizio alla fine. Ma il disco è ottimo, merita un ascolto approfondito. Suono all'altezza della fama di Hyperìon
  7. Sibelius : sinfonia n.2, Suite Re Cristiano II Op. 27 Gothenburg Symphony Orchestra diretta da Santtu-Matias Rouvali Alpha 2020, formato HD *** Possente è l'aggettivo che mi viene in mente per definire questa edizione. Non brillantissima ma comunque autorevole. Gran suono su tutte le gamme.
  8. Beethoven : Piano Pieces and Fragments Sergio Gallo, pianoforte Naxos 2020, formato 2020 *** Nel 2020 faremo scorpacciate di Beethoven per l'anniversario. Ma adesso che ci penso, nel 2027 - cioé dopodomani - ci sarà il 200° dalla morte .... A parte queste facezie, il disco proposto da Sergio Gallo per Naxos è molto interessante perchè propone un compendio del materiale fuori catalogo ufficiale di brevi brani, abbozzi, frammenti, cadenze ma anche composizioni complete, per pianoforte di Beethoven. L'impegno è notevole e si sente in ogni nota. Secondo me è un disco molto interessante e non così banale.
  9. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    E' una curva lineare, decrescente, che elimina ogni picco, contro una risposta caratterizzata come in origine da alti ed altissimi molto brillanti. Credo che molto dipenda dall'orecchio, dalla propria educazione musicale, dai generi ascoltati (e certamente molto anche dall'amplificazione). Ma alla fine nell'ascolto contano i gusti. Cosa posso consigliarti ? Gioca con l'equalizzatore grafico, anziché con quello parametrico, finchè il suono che ascolti non è quello che piace a te. Non sarà un processo scientifico ma è il risultato che deve appagare, mica il procedimento.
  10. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Mi pare di averlo scritto che io ho trovato le Sundara asciutte e troppo secche, complessivamente deludenti come escono dalla scatola. Probabilmente un modo di differenziarle dalle altre, tutte simili di aspetto, alle orecchie degli acquirenti. Per questo le ho equalizzate : in JRiver vai in Strumenti, DSP studio e poi abiliti uno dei due Equalizzatori Parametrici. Devi inserire dei filtri con i tre parametri per ogni singola frequenza da correggere. Tipo la finestra che vedi qui sopra. Ma a parte questo, le Sundara come tutte le Hifiman migliorano con una equalizzazione potente, anche abbondante, perchè in realtà sono poco sensibili, specie sui bassi, e ancora di più, con un collegamento in bilanciato. Buon ascolto !
  11. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    questa è una curva target simil Harman equalizzata automaticamente con questi parametri, fissando 10 correzioni complessive : per ogni frequenza (per esempio 121 Hz) c'è un guadagno (in questo caso -7.9 db) e una ampiezza Q (17). Bisogna costruire un filtro con queste 10 correzioni, attivarlo e il gioco è fatto. Naturalmente questa equalizzazione è individuale, ovvero specificatamente per il modello di Sundara che ho misurato io. Le altre saranno simili ma non necessariamente identiche. Il picco a 120-130 Hz secondo me è trascurabile mentre sulle alte frequenze le correzioni singole saranno più importanti. Il target è impostato per essre calante da 1000 Hz in su.
  12. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Quello è un equalizzatore grafico. Un equalizzatore parametrico è caratterizzato da 3 valori, oltre alla frequenza e alla attenuazione o accentuazione, l'ampiezza della stessa.
  13. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Se VLC ha un modulo/plug in che funge da equalizzatore parametrico é possibile. Altrimenti ci vuole un lettore che lo abbia. Io uso Jriver.
  14. La mia frequentazione con Mendelssohn è un affare abbastanza recente. Da ragazzo lo avevo sommariamente assimilato a Mozart per le doti di precocità e virtuosismo ma altrettanto vagamente superficiale. Avevo in mente le sinfonie giovanili, i concerti per pianoforte, le varie celebratissime Ouverture tematiche, la sinfonia "Italiana", la più nota tra noi probabilmente per la supposta "italianità" e per l'orecchiabilità del materiale tematico. E naturalmente il lamentoso concerto per violino. L'ho riscoperto ascoltando le Variazioni "Seriose" interpretate da grandi pianisti e i due oratori Elias e Paulus, tutte composizioni più tardi, se così possiamo dire di un autore morto nemmeno quarantenne. Così mi sono deciso ad approfondire ed ho scoperto che non ci sono pasti gratis, anche per Mendelssohn il manico (inteso come il "bastone" se parliamo di orchestra, l'interpretazione se parliamo di cameristica) conta tantissimo. E che per cento vivacissime e superficialissime sinfonie italiane , per 50 grotte di Fingal dove smarrire la strada, c'è anche un 2a Sinfonia che può anticipare echi mahleriani se letta da Abbado. O una quinta Sinfonia che anticipa l'ultimo Brahms se proposta da un direttore colto, sensibile e attento, che è cresciuto nello stesso humus in cui ha sviluppato la sua arte Felix Mendelssohn come John Eliot Gardiner. Per questo saluto come una delle grandi sorprese e benemerite imprese della discografia di questi anni il ciclo ripreso dalla London Symphony Orchestra, tramite la sua etichetta (che emette spesso, non sempre, ottimi SACD di grandi concerti offerti al suo fortunato pubblico) dedicato all'amburghese amico di Schumann e grande intellettuale, oltre che profondo conoscitore della musica antica e barocca tedesca. Non so se il ciclo sia da considerare concluso, in realtà non è un vero e proprio ciclo ma si è arricchito in questi mesi delle due ultime emissioni - la seconda sinfonia e il Sogno di una notte di mezza estate - e quindi ne parlo già. Segnalo che Gardiner ha registrato qualche anno fa anche il concerto per violino ed orchestra, accompagnando Viktoria Mullova. Mentre anni fa aveva già registrato Mendelssohn per la DG. Io sono un estimatore di Gardiner che considero il più luminoso degli "abati" dell'interpretazione filologica dopo Harnoncourt, so che non sono tutte dello stesso eccezionale livello le sue proposte, ma devo anche sottolineare come stia sistematicamente ritornando sui suoi passi per ridefinire e centrare in un contesto più concreto, più inciso, più terso e più umano, molti dei capolavori già a suo tempo registrati. Penso all'ultimo Magnificat di Bach, a tutto il corpus delle Cantate, alla Passione Secondo San Matteo, giusto per fare qualche esempio. In queste prove di Mendelssohn, oltre al collaudato rapporto con la London Symphony, partecipa il suo Monteverdi Choir e noti solisti (cito ad esempio Lucy Crowe, soprano esperta nel repertorio barocco, soprattutto handeliano). Guest star di eccezione, Schumann, con il concerto per pianoforte, interpretato da Maria Joao Pires. Ma sappiamo del legame fraterno che univa Robert a Felix. La qualità di queste registrazioni - per lo più live - è eccellente, con bassi profondi e archi setosi. Forse non in primissimo piano le voci nella seconda sinfonia, ma è una composizione complessa da registrare. Bellissimi invece quelle del Sogno shakesperiano.
  15. Il precedente recital, francese con un pò di Schubert anche qui, Bevan-Middleton, del 2017, per Signum Classics
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