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Florestan

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  1. Grande cosa lo streaming oggigiorno ! Dal festival di Rheingau il 15 agosto 2019 Janine Jansen nel Concerto di Mendelssohn con un redivivo Simon Rattle alla testa della sua LSO ! Trasmesso in diretta e in differita dalla Deutsche Telekom su piattaforma Magenta Musik 360. https://www.magenta-musik-360.de/rheingau-klassik-festival-jansen-rattle-9208205928595192135
  2. Bach : sonate per viola e cembalo Tamestit : Viola Masato Suzuki : cembalo Harmonia Mundi 2019, formato 96/24 *** Normalmente sono eseguite al violoncello ma sono state composte per viola da gamba. Tamestit le riprende qui con la sua strepitosa viola Stradivari "Mahler" del 1672 che ha una musicalità che asseconda perfettamente l'indole di quello che è a mio avviso il più grande violista in circolazione. Lo accompagna Masato Suzuki con la stessa dolcezza, mostrando una sensibilità probabilmente più ricca anche di quella del grande padre Masaaki. Disco bellissimo con musica celestiale, consigliatissimo a tutti i barocchisti. Bach ne sarebbe orgoglioso.
  3. Rosanne Philippens : Insight Composizioni di Biber, Bach, Enescu, Isaye e Improvvisazioni della violinista Channel Classics 2019 *** Non é originalissima ma in questo caso è molto personale, l'idea del "viaggio musicale" adattando il repertorio alle terre che ospitano i singoli concerti. Evitando i luoghi della musica per suonare in mezzo alla gente dove generalmente si ascolta o si fa altro (un club alla moda, una biblioteca) e interloquire con un pubblico spesso non molto vicino alla musica classica, accettandone i feedback per modulare così l'esecuzione. Si spiega così un programma piuttosto eterogeneo che ha solo nel violino e nella violinista il punto di unione, influenzato - per l'appunto - dai luoghi visitati. Con improvvisazioni al violino che facciano da collante ad ogni ... salto temporale. L'interpretazione è complessivamente di buon livello, molto inclinata verso la danza, certamente partendo da Biber e Bach. Ma se il tono tziganeggiante della sarabanda e delle arie rumene di Enescu - a mio parere, peraltro, le cose più pregevoli del disco - è corretto, lo è forse meno la stessa intonazione nella "ballata" di Ysaye. E che dire della scelta di spezzare in due la meravigliosa Passacaglia di Biber ? Una delle poche composizione che realmente possono stare vicine alla ciaccona di Bach. Stesso discorso per la selezione dalla partita n.2 di Bach, inframmezzata da Enescu e farcita da due intermezzi della Philippens. Perchè ? insomma, probabilmente l'approccio ha avuto successo dal vivo (il progetto è attivo, molto più vasto del percorso esibito in questo disco, leggendo le note di copertina) ma in disco la cosa mi lascia del tutto freddo. Lei suona bene, purtroppo gli altri dischi disponibili della stessa interprete non me la fanno apprezzare a pieno perchè non è un repertorio che a me è molto familiare e per lo più i programmi sono anche la piuttosto fantasiosi. La registrazione di quelli però é del livello proprio di Chandos, cosa che non posso dire di questo che a volte appare chiaramente compresso da ambienti realmente inadatti alla musica per violino. Giudizio abbastanza negativo nel complesso, non me ne voglia Rosanne ...
  4. Pachelbel : integrale delle composizioni per tastiere Simone Stella, cembalo e organo Brilliant 2019 *** Opera ciclopica (13 dischi per 15 ore di ascolto) e meritoria. Non so se esistono altre integrali di Pachelbel, autore ingiustamente sacrificato con il solito canone da intervallo televisivo che fu grande amico di Ambrosius Bach e precettore dei suoi figli (tra cui Sebastian). Ovviamente consigliato agli amanti del barocco come si deve. Simone Stella è una ... stella del firmamento tastieristico italiano.
  5. Bach : Sei partite per clavicembalo BWV 825-830 Robert Levin, piano Le Palais des Degustateurs 2019 *** Robert Levin è prima di tutto un erudito ed uno studioso di musica, prima che un interprete ed ogni sua emissione vale la pena di un ascolto approfondito. Questa sua lettura delle sei partite per cembalo solo di Bach merita un posto nella discografia di riferimento delle stesse.
  6. Bach : opere per organo Vol. 3 Masaaki Suzuki BIS 2019 *** Suzuki sta completando l'integrale di Bach più completa che ci sia e fioccano le registrazioni. Qui è in un momento di grazia particolare. Da assaporare assolutamente per chi ama Bach all'organo.
  7. Kapsberger : intavolatore di chitarrone Jonas Nordberg BIS 2019 *** Accipicchia, dirà qualcuno, il chitarrone no ! Eppure c'è grande musica e una interpretazione convincente in questo bel disco che testimonia se ancora ce n'è bisogno, dell'attenzione per il repertorio poco frequentato da parte della BIS.
  8. Love ? Homage to Clara Schumann Yaara Tal Sony 2019 *** E' l'anno del bicentenario di Clara Schumann e fioccano le celebrazioni. Ma questo é un disco particolare, un disco che va ben oltre la superficie, studiando relazioni, alcune del tutto sconosciute. E lo fa con due brani in prima assoluta e con la trascrizione della Alto Rapsodie di Brahms ... per tenore. Un bel disco, intimo, da studiare prima di ascoltare.
  9. Singin' Rhythm Vivi Vassileva, percussioni Alpha 2019, 96/24 *** Sinceramente non saprei se considerare questo programma di "musica classica". Poco importa, a me piacciono molto le percussioni. E questo è un bel disco ! Lei è bravissima, e la musica piacevole. Non sarà il disco dell'anno, ma anche solo per cambiare minestra tra un Brahms e un Bach, ascoltatelo ...
  10. Mozart Quartetto n.1 per pianoforte e archi K478 Mahler : Quartetto in la per pianoforte e archi Brahms : Quartetto n.1 per pianoforte e archi Op. 25 Skride Piano Quartet Orfe 2019, 96/24 *** La formazione guidata da Baiba Skride (con la sorella) si cimenta in tre composizioni per archi con pianoforte. Mi ha incuriosito la presenza del desueto quartetto di Mahler, probabilmente l'unica composizione non orchestrale che mi viene in mente di questo autore. Il disco è scorrevole ma manca di verve romantica, e se questo ci può stare in Mozart (ovviamente !), non va bene per niente né nel giovanile ed ardito Brahms dell'Op. 25 e specialmente nel polisinfonico Mahler. E riascoltandolo, anche Mozart in fondo manca un pò di ritmo. Insomma, sembrano le prove, più che la registrazione. Non mi ha convinto ...
  11. Respighi : Sonata per violino e pianoforte Busoni : Sonata per violino e pianoforte n. 2 Gian Paolo Peloso, violino Bruno Canino, pianoforte Sony 2019, 96/24 *** Due pezzi forti del camerismo italiano tardoromantico, una solida prova di Respighi e la più "brahmsiana" composizione di Busoni. Due interpreti italiani di primo rango. Eppure si può avere più nerbo, più impeto, più forza in questa musica. Da rivedere a confronto con altre edizioni ma il primo ascolto non convince ...
  12. Brahms : trio con clarinetto, sonate per clarinetto Joseph Shiner, Somi Kim, Yoanna Pradanova Orchid Classics 2019, formato 96/24 *** Un trio di musicisti giovanissimi alle prese con l'ultima crepuscolare produzione per contralto del vecchio Brahms. Eppure una prova solida e matura che merita attenzione. Bravi !
  13. Florestan

    HIFIMAN HE400i V2

    HIFIMAN HE400i V2 Sono a lungo stato attratto da queste cuffie, sin dalla prima edizione del 2014 se non ricordo male. L'arrivo delle Sundara che idealmente le sostituiscono ha fatto calare i prezzi ad un livello tale che non potuto cedere alla tentazione. Per 175 dollari ho comprato direttamente dallo store HIFIMAN un modello aggiornato (la i sta per improved) e nella versione 2. Gli aggiornamenti rispetto alla prima versione sono tanti e tali che rendono del tutto insensato l'acquisto della precedente. Innanzitutto è stata migliorata del tutto la meccanica, con il nuovo archetto molto più robusto e ci sono i nuovi pad. Sono anche stati cambiati i connettori del cavo di collegamento che non hanno più la vite ma dei normali spinotti. Ho atteso di rodarle per oltre sei mesi, ascoltandole in parallelo alle mie HIFIMAN Arya - le mie cuffie di riferimento attuali - e per un breve periodo di tempo, alle HIFIMAN Sundare (due modelli di cui ho parlato già). Confermo l'impressione di fondo, tolte le elettrostatiche (sono un estimatore delle cuffie Stax da quando ... ascolto musica ... una quarantina di anni, insomma) non c'è storia tra le cuffie magnetoplanari e la gran parte di quelle tradizionali. Almeno per quanto riguarda la musica classica o in generale quella acustica. il nuovo archetto, molto più robusto, è simile a quello delle Sundara il cavo stock è di ottima qualità, probabilmente le cuffie si gioverebbero di un cavo bilanciato, ma vista la proporzione di spesa non ho ancora pensato di fare l'upgrade il connettore di collegamento sulla presa sbilanciata del mio Audio-GD R28 anche i padiglioni sono stati migliorati e pure le protezioni metalliche esterne, molto robuste. Dovrebbe essere passato definitivamente il tempo in cui molti utenti lamentavano rotture meccaniche delle prime HE500 ed HE560 delle prime serie. ASCOLTO Cominciamo come di consueto dalla misura della risposta in frequenza (un canale solo) misurata tramite i microfoni Minidsp Ears e il programma REW risposta in frequenza distorsione noterete una notevole risposta lato basse frequenze, il classico avvallamento intorno ai 1800 Hz e l'aumento di sensibilità alle alte frequenze. Alla prova di ascolto ho avuto conferma di questa misura, ottenendo un suono piuttosto pieno sulle basse, appena indietro sulle voci, con altissime frequenze in evidenza (almeno quando nel programma musicale c'é musica così in alto). Nel complesso non ho avuto un reale bisogno di equalizzarle (sebbene abbia preparato una classica compensazione della risposta secondo lo standard Harman), salvo alle volte rialzare i 1500 Hz ed attenuare un pò le altissime. A differenza delle Sundara che ho trovato sin da subito piuttosto secche, magre ed aspre, queste cuffie sono molto gradevoli all'ascolto e prediligono la musica sinfonica, il pianoforte e il jazz acustico. Non sono il massimo per la voce femminile e per la musica cameristica, ma la tonalità scura e tendenzialmente grassa della risposta me le fanno ampiamente preferire alle più recenti Sundara, migliori sul piano della costruzione, più stancanti (senza equalizzazione) su quello dell'ascolto. Come sospettavo, con le Arya non c'è confronto, e naturalmente non c'è nemmeno con le mie Stax SR404S, almeno sulle voci e sugli archi nella cameristica. Ai prezzi attuali le ritengo comunque un affarone, dato che è ancora possibile trovare almeno oltreoceano degli esempali nuovi di magazzino a prezzi eccezionali (al lancio erano sui 400 euro e anche di più, in linea con il prezzo attuale delle Sundara). CONCLUSIONI PRO suono abbastanza ben bilanciato, importante, sostenuto da un basso ben esteso e potente, non troppo aggressive sulle alte, voci indietro costruzione migliorata rispetto alle prime versioni prezzo/qualità imbattibile l'estetica è degna di cuffie di fascia superiore e più importante CONTRO il padiglione è piccolo, quello delle Sundara è più comodo. Io non ho orecchie grandi ma dopo un pò mi danno fastidio perchè mi sento "costretto" ed afflito e corro a rimettermi le mie Arya la sensiblità è bassa e sebbene l'impedenza sia da considerare facile da pilotare, richiedono una amplificazione capace e importate (non risparmiate MAI sull'amplificatore per le cuffie e prendete sempre uno che possa pilotare anche cuffie ben più complicate delle vostre) non sono cuffie da effetto wow e come - imho - tutte le magnetostatiche, non sono adatte ai generi elettronici e più moderni che si gioveranno sempre di monitor dinamici molto sensibili
  14. I 12 preludi di Alwyn per l'esecuzione del grande John Ogdon pubblicati dalla Chandos nel 2013 (registrazione del 1984).
  15. Colour and light : Musica per pianoforte britannica del 20° secolo Delius, Lutyens, Dickinson, Hill Nathan Williamson, pianoforte SOMM RECORDINGS 2019, formato liquido 88.2KHz/24bit *** Confesso di provare grande interesse per la musica inglese del XX secolo. Dopo due secoli di silenzio - sostanzialmente dalla morte di Handel - il risveglio britannico di epoca vittoriana corrisponde alla fine dell'età classica europea, sostanzialmente con la Grande Guerra da cui l'Inghilterra e l'intera Europa non torneranno mai più indietro. Apprezzo però che salvo contaminazioni dell'ultimo periodo, i compositori inglesi manterranno per lo più un'anima originale - come i contemporanei russi - senza il timore di essere considerati antichi per non aver abbracciato, come il resto del continente, la dodecafonia viennese o la musica seriale. Questo disco rende onore una volta tanto al titolo programmatico di "colore e luce" ed interpretato dal bravo pianista Nathan Williamson su un grande Fazioli F278. Abbiamo musica che parte da Delius di inizio secolo, fino a Anthony Herschel Hill di cui sono presentate due opere del 1992 e del 1999. In mezzo composizioni di William Alwyn e Peter Dickinson degli anni '50 e '60. Un arco di tempo vasto con grandi mutazioni, conflitti, scenari differenti. William Alwyn (1905-1985) ha composto musiche per oltre 70 film anglo-americani, alcuni di grandissimo successo. La raccolta di 12 preludi (1958) che introduce questo disco è giocata nel suo stile tipico, che alterna melodico a dissonante. Di grande intensità con momenti veramente lirici e coinvolgenti, sono probabilmente il pezzo forte della raccolta. Non è un caso che siano stati un cavallo di battaglia del grande John Ogdon. All'estremo opposto, in chiusura di disco, la Litany e la Toccata di Hill (nato nel 1939), si tratta di musica attuale ma ben ancorata nella tradizione pianistica che va da Liszt a Prokofiev, in particolare la Toccata che non stenterei ad avvicinare a quella ... inavvicinabile di Prokofiev e che chiude in modo mirabile il disco (prima registrazione mondiale). Molto vicino allo stile di Ives, le cui influenze sono chiarissime, le variazioni Paraphase II di Peter Diskinson, del 1968 che si permette anche un omaggio a Erik Satie con una sorta di walzer della mattonella che porta alla toccata finale, percussiva e declamante. Più che variazioni, sono permutazioni, certamente per la felicità dei teorici della musica computazionale. Nathan Williamson è esemplare in tutto il disco e il suo è un sacro tributo alla musica che ha selezionato per questo ideale recital e alla tecnica pianistica che ha raggiunto oggi livelli per cui tutto sembra permesso. Timbro molto deciso della registrazione dove la potenza del Fazioli emerge con grande prepotenza. Richiede un sistema di riproduzione all'altezza per essere goduto. Nel complesso uno dei miei dischi di riferimento per questo 2019. Non per tutte le orecchie, naturalmente.
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