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Florestan

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  1. Johannes Brahms, opere complete per organo Robert Bates Pro Organo 2019, formato cd *** Bel disco che fornisce la chiave completa delle composizioni organistiche dell'ateo (?) Brahms, intrise di citazioni bachiane e di testi luterani (qui cantati da una voce sopranile).
  2. Ben arrivato Giovanni, ti apro le porte del regno così puoi entrare in redazione
  3. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Hanno una impostazione secca e neutrale, con bassi (molto) magri e alti frizzanti ma voci un pò indietro e generalmente parlando, bassa sensibilità. Se identifichi un genere musicale che richiede queste caratteristiche troverai la loro giusta collocazione. Ma secondo me non sono le cuffie per te. Vai sul dinamico, semiaperto o chiuso (se le reggi). Magari prova anche le Grado, oltre alle Beyerdynamic. Ti ricordo che questo è un sito che si occupa prevalentemente di musica classica, di quella registrata al meglio.
  4. Beethoven : Le nove sinfonie Danish Chamber Orschestra, Danish National Concert Choir Adam Fischer Naxos 2019, 96/24 *** L'instancabile Adam Fischer stampa a sopresa una integrale delle sinfonie di Beethoven con tempi beethoveniani. Molto energica, ancora da ascoltare bene. Suono terso e chiaro, molto pulito. Orchestra di primordine. Ci torneremo su.
  5. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Ed hai mai provato delle Beyerdynamic (tipo le DT-880) o delle Audiotechica ? Perchè le HIFIMAN Sundara con la musica che ascolti tu non ci azzeccano nulla (e nemmeno le Sennheiser, in linea di massima ...) Magari le HE-560 o le HE-6 ma in geenerale meglio le dinamiche. Focal magari, o anche Denon.
  6. Albrecht Mayer, Longing for Paradise musiche di Strauss, Elgar, Ravel, Goosens DG 2019, 96/24 *** Albrech Mayer, oboe principale dei Berliner Philarmoniker non ha bisogno di presentazioni e sinceramente nemmeno di titoli a programma come questo (io questo paradiso non lo vedo proprio, nemmeno a sforzarmi). Per non parlare dell'abbigliamento stile Arciduca Rodolfo a Mayerling ... Per il resto bella musica (anche la trascrizione di Ravel) molto ben eseguita. Un bel disco, ben registrato.
  7. An English Coronation 1902-1953 Gabrieli Consort, McCreesch Signum Records 2019, 96/24 *** In 2:40'' tutte le musiche delle incoronazioni della corona britannica da Edordo VII nel 1902 a Elisabetta Seconda nel 1953. Un dispiego di forze musicali enorme e momenti di vera emozione musicale. Composizioni di tutte le epoche da Gibbons fino a Walton. Un disco magnifico ma non per tutti i palati.
  8. Ti piacerebbe scrivere di musica classica? Variazionigoldberg.it sta crescendo ed ha bisogno di nuovi collaboratori che contribuiscano con nuovi articoli alla vita del sito. Se ti piace la musica classica e ti interessa condividere questa tua passione, questa potrebbe essere l’occasione giusta. Cosa chiediamo: Buona conoscenza della storia della musica. Buona conoscenza della discografia esistente. Disponibilità a scrivere regolarmente articoli e recensioni (almeno in buon italiano ) Possibilmente una presenza attiva sui social media E’ previsto un compenso? No, questo non è un sito commerciale: non abbiamo contatti con le case discografiche. Quello che facciamo lo facciamo per pura passione e per la nostra soddisfazione personale. Abbiamo già qualche riscontro da parte di alcuni artisti recensiti. E questo spesso ci basta, insieme al piacere di offrire i nostri consigli a chi si voglia orientare sull'ampio panorama discografico prima di fare i suoi acquisti. Se sei interessato a collaborare con noi, puoi contattarci rispondendo qui di seguito oppure via messaggio privato Raccontaci la tua esperienza e le tue motivazioni, valuteremo con molta attenzione ogni proposta. Grazie in anticipo a chi vorrà soffermarsi su questo annuncio ! ________________________________________________ La redazione di Variazioni Goldberg
  9. Richard Strauss - Burleske per pianoforte e orchestra Michael Mchale, pianoforte - Duett-Concertino per clarinetto, fagotto arpa e orchestra d'archi Julie Price, fagotto, Michael Collins, clarinetto - Romanze in mi bemolle maggiore per clarinetto e orchestra Michael Collins, clarinetto - concerto per violino e orchestra in re minore Tasmin Little, violino BBC Symphony Orchestra diretta da Michael Collins Chandos 2019, disponibile in 48/24 *** Michael Collins, clarinetto e direttore d'orchestra in questo disco Chandos Julie Price protagonista del brillantissimo Duetto Concertante per clarinetto e fagotto insieme a Michael Collins Riichard Strauss è certamente famoso per le sue opere liriche che hanno segnato l'epoca post-wagneriana a cavallo tra '800 e '900. E chiaramente per i suoi poemi sinfonici celebrati dal cinema. Ci dimentichiamo spesso che è stato anche un brillante compositore di musica concertistica, forte della sua profonda conoscenza delle dinamiche d'orchestra e di tutti i possibili strumenti solistici. E anche nella musica solistica e cameristica ha lasciato il segno in un'epoca in profonda trasformazione. E' musica post-romantica che cerca di allontanarsi dal solco brahmsiano ma resta comunque musica tradizionale anche quando sperimenta. In questo bellissimo disco Chandos abbiamo ottimi solisti britannici che si mettono al servizio di pagine non notissime, se togliamo il celebre Burleske. Cominciando dal Duett-Concertino che è una delle ultime pagine composte da Strauss. Completato a fine 1947, nell'idea precedente era un concerto doppio tradizionale ma è diventata una fiaba di fate, dove il clarinetto idealmente rappresenta una principessa e il fagotto un orso che ovviamente si trasforma in principe come nelle più belle storie di Hans Christian Handersen. E' una composizione di grandissima grazia, con materiale melodico ricchissimo e dove le due tonalità di questi due meravigliosi strumenti si fondono insieme all'orchestra conducendoci per mano, mano nella mano. Dopo i primi due movimenti molto lirici, il rondò finale completa l'opera mantenendo atmosfere alpine e rupestri, molto suggestive. Bravissimi tutti gli interpreti ad assecondare il concetto del compositore, senza alcuna forzature. In fondo sia Julie Price che Michael Collins hanno una lunga carriera alle spalle e non hanno nulla da dimostrare. Quasi operistica la Romanza giovanile per clarinetto e orchestra, di toni e atmosfere dichiaratamente mozartiane. Già a 15 anni Strauss dimostra grande equilibrio nel miscelare suoni e dinamiche, già nello stile che consoliderà da grande. La composizione è brillante, veramente da concerto e non da sala, il che dimostra anche le velleità del giovane compositore (siamo nel 1879 con Brahms in pieno spolvero ...). Tasmin Little conduce il concerto per violino e orchestra composto due anni dopo e la cui prima esecuzione è del 1882. E' un concerto nella tradizione di Mendelssohn e di Brahms con un inizio molto veemente che poi prosegue con un primo tema molto coinvolgente, accompagnata da accordi ritmati. Tasmin Little ha una sensibilità straordinaria che ne fanno secondo me l'interprete ideale per tutto il repertorio di fine dei decenni a cavallo del cambio-secolo. E questo concerto sembra dipinto su di lui perchè mancano totalmente episodi che richiedano interventi ruvidi mentre sono ricchissimi quelli di pieno lirismo con cambi di scene sempre molto delicati. E' un concerto molto lontano da quello di Brahms ma ne ha i colori. Mancano i temi malinconi di Mendelssohn ma il materiale tematico è di una ricchezza e di una varietà straordinarie. Il secondo movimento in particolare. Mentre il finale è un rondò dove il solista suona in punta di dita, veloce ma senza forzare con l'orchestra che pizzica prima di entrare di forza. lei è sensazionale e approfittiamo anche per farle gli auguri per il compleanno appena passato Arriviamo al Burleske, la composizione più straordinaria di Strauss, a mio parere e forse tra le più originali della storia del concerto per pianoforte. Nasce nella testa di Strauss a Meiningen dove diventa assistente del celebre direttore Hans Von Bulow che gli presenta Johannes Brahms. La composizione è piena di Brahmsschwarmerei ovvero di Entusiasmo Brahmsiano, qualche cosa che non si può imitare e che si deve possedere. Ne aveva in abbondanza Strauss che costruisce in un solo movimento di 20 minuti una sorta di concerto per pianoforte, timpani e orchestra, una crasi tra i due concerti di Brahms, senza metterci i toni scuri del 1° (estranei all'indole olimpica di Richard) né quelli aulici del 2° (unici in tutta la storia della musica) ma iniettando la brillantezza di un carattere aperto nei suoi 22 anni. Prima esecuzione con Eugen d'Albert al piano - il più famoso concertista dell'epoca e non a caso grande amico di Johannes Brahms, perchè è in questo humus che questa composizione è nata. Bulow si rifiutò di dirigerlo perchè lo ritenevo un pezzo di una difficoltà impossibile ed inutile da studiare. Cosa che per Strauss apparve una sfida, prima di quelle più celebri con Mahler. E ovviamente diresse il suo pezzo da solo. Il lungo e fitto dialogo tra il piano e l'orchestra viene scandito dai colpi di timpano per tutta la composizione, quasi a dirgli qualche volta stai zitto, quando prende il sopravvento ed esclude l'orchestra dal fraseggio, senza che ci siano delle cadenze formali. In questo sta probabilmente il carattere di Burla, tipico di Strauss, comune con alcuni dei suoi poemi sinfonici. Il solista deve possedere il carattere necessario per interpretare con il giusto piglio una composizione realmente molto complessa ed impegnativa e che richiede tanti cambi di passo. Non a caso tra i pochi pianisti ad avere in repertorio il Burleske di Strauss c'è Martha Argerich oltre a Byron Jains e Sviatoslav Richter, pianisti cui certo non difetta il carattere. Questa edizione che è quella sonicamente migliore in mio possesso, dura 2 minuti pieni di più di quella storica, diretta dallo stesso Strauss a Londra nel 1947 (Testament), qualche secondo meno di quella di Byron Jani e Fritz Reiner del 1957, un minuto in più di quella - bellissima - di Marc-André Hamelin per l'Hyperion. Ma è anche quella più intonata al resto del programma e nel complesso in questo momento tendo a preferirla e a consigliarla (ne possiedo altre ma al momento non esagererei con i confronti). Concludendo un bellissimo disco, nella tradizione Chandos cui ogni proposta è sempre di grandissima qualità. Qui siamo lontani dalla tradizione britannica cui la casa è sempre legata ma i suoi musicisti mettono le loro migliori qualità al servizio di musica che non esito a definire meravigliosa, sebbene non contenga messaggi filosofici trascendentali ... Suono e ripresa perfetti. Disco consigliatissimo sotto tutti i punti di vista.
  10. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    1) con l'heavy metal, l'hard-rock o la techno non noterai mai alcuna differenza : sarebbe impossibile. Hai provato ad ascoltare una voce umana non amplificata o un violino, un liuto, un clarinetto ? Spesso, è più una questione di orecchie ... ma ribadisco le magnetoplanari HIFIMAN sono cuffie per musica acustica unplugged. 2) fai l'ordine con il configuratore, poi metti nelle note un messaggio per il tipo dicendo che ti serve per le Sundara e che non sei sicuro di aver scelto bene, vedrai che sarà lui a scriverti prima di costruirti il cavo (sono on-demand e ci vuole tipo 10-12 giorni prima che te lo spedisca). Ma prima assicurati che queste cuffie siano quello che fa per te. Se non ti piacciono è inutile spendere dei soldi in un cavo che dovresti rivendere con le cuffie stesse perchè inutilizzabili con altre cuffie.
  11. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Spinotto da 3.5mm, è specifico per Sundara, Ananda, Arya e ultima generazione. Comunque io al tuo posto contatterei il tipo per chiedere esattamente quello che ti serve.
  12. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Per esperienza ti consiglio di contattarli prima di perfezionare l'ordine. L'ultima volta mi hanno detto che avrebbero riordinato le tante opzioni per i connettori HIFIMAN ma poi non sono tornato a guardare. Le Sundara hanno il connettore di ultima generazione. Per quanto riguarda lato PRE, XLR singolo a 4 pin, quelli separati sul posteriore sono per i diffusori attivi o per l'amplificatore di potenza. Normalmente la circuiteria è differente (perchè è diversa l'impedenza di ingresso e la capacità di accettazione di corrente).
  13. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Boh, naturalmente ognuno ha le orecchie che si merita ! Io vedo le magnetoplanari come alternative democratiche alle elettrostatiche, tutte cuffie neutrali che trovano ragione d'essere nella musica unplugged. Detto questo, visto che sia tu che io abbiamo la possibilità di scegliere le cuffie adatte al genere che vogliamo ascoltare di volta in volta, niente di male. Intanto giochi con le Sundara, poi ti comprerai quache cosa d'altro, senza stare troppo a leggere il parere degli altri per valutare con le tue orecchie cosa rende al meglio la musica che più ti piace. E in base a quello che stai ascoltando, prenderai di volta in volta le cuffie più adatte Per quanto riguarda la sorgente, la cosa più compatta e al tempo stesso più flessibile che ci sia è un bel notebook con sopra JRiver (o Audirvana). Connesso via USB (schermato) al DAC/PRE. Il DAP solo in viaggio o in ufficio. A mio parere basta un modello decente ma non esagerato, con cuffie portatili senza troppe pretese, magari di quelle che si piegano.
  14. Grazie per la segnalazione e benvenuto. Purtroppo - almeno per i miei standard - l'ascolto da Youtube è in generale così poco qualitativo (e spesso ... temporaneo perchè sovente i filmati vengono poi rimossi) che non mi permetto di dare dei giudizi di esecuzione in una qualche maniera asseveranti. Mentre del disco di Mazzocchin (che vedo reperibile qui) non avevo notizia.
  15. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Intendevo dire che un DAP ha un senso solo come sorgente portatile e in questo senso ... non ha senso spendere migliaia di euri per un DAP. E questo vale sia che si utilizzi il suo amplificatore incorporato che uno dedicato (da 62 euro ? Va bene per auricolari ....). Se parliamo di sorgenti di livello adeguato a cuffie di fascia media e alta, allora dobbiamo pensare ad altro. E lo stesso vale per l'amplificatore. Desktop, intendo. E' inutile fare nomi, ognuno ha sempre i propri figli prediletti ma basta intenderci per classi omogenee. Per cuffie da 500-1000 euro, ci vorrà una sorgente da ... tendenzialmente 1000 euro. Ma non per una questione di snobismo, semplicemente, come hai notato tu, per estrarre quelle sottili "nuance" che strumenti di qualità superiore consentono solo se accoppiati a loro pari classe. Sul metal perdonami ma non ti seguo. Sceglierei delle cuffie PRO, tipo AKG 240 MK II. E forse sarebbe già troppo (meglio un paio di casse vintage a reflex+tromba ...).
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