Jump to content

Florestan

Administrators
  • Content Count

    1,025
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    20

Everything posted by Florestan

  1. Io non avrei altra soluzione che provare con un'altra scheda. Fino a ieri (cioé prima di questa scheda) come andava ? La qualità dei file, il fatto che siano mp3 etc. etc., non può avere alcuna influenza. Nè la quantità di file : un lettore software interpreta e cataloga decine di migliaia di file oppure una manciata, indifferentemente.
  2. Rachmaninov : Sonata per violoncello e pianoforte Op. 19 - Lynn Harrell/Yuja Wang Deutsche Grammophone 2020, registrata live al Verbier Festival del 2008, formato CD *** Benemerita questa edizione molto gradita, sinora disponibile solo in video via Youtube. E' vecchiotta ma vede il "vecchio" Lynn Harrell in grandissimo spolvero e l'intesa con la giovanissima (allora) Yuja è sensazionale. Ne esce forse l'interpretazione più "lavich" di una sonata bellissima che però alcuni musicisti addormentano oltre modo. I momenti di lirismo vedono il canto del violoncello di Harrell levarsi altissimo, c'è una passione difficile da ritrovare nelle più giovani leve. Mentre nella foga degli allegri i due si muovono all'unisono con forza equivalente. Yuja Wang è la mia preferita, lo era e lo è adesso, anche per la sensibilità con cui si adatta agli altri musicisti con cui suona. Può essere Misha Mayski, Capucon, Kavakos o Harrell, tutte personalità ben diverse ma lei mantiene umile e controllato il suo tocco, assecondando il partner quando tocca a lui mostrare la sua musica, per prendere con dolcezza - inusitata in quelle mani potentissime e ultraveloci - sorprendente. Finale che tocca tutte le corde dell'animo umano fino alla commozione. E' uscito stamattina questo disco breve (34 minuti) e l'ho già ascoltato 19 volte ! Registrazione chiara, ravvicinata ma con i due strumenti perfettamente definiti. Equilibrio tra le gamme più che adeguato. Speriamo che DG abbia in serbo tanti altri di questi tesori.
  3. Mozart : Complete Piano Concertos Vol. 4 K242 n.7 (tre pianoforti), K365, K242 (due pianoforti) Cyprien Katsaris, Yoon Kuk Lee (direttore), Mari Ota e Eung Ku-Kim, pianoforte Piano 21 2020, via Qobuz *** Puntuale esce il quarto volume che porta due versioni del Lodron (io conoscevo solo quella con due pianoforti) e il K365 a tre pianoforti. La classe non è acqua e mi sembra che non sia sullo stesso piano degli altri dischi. Ma ci sta, già in origine Mozart ha pensato questi concerti per pianisti di diverso livello tra loro con una certa magnanima indulgenza Cionondimeno come sempre per i concerti di Mozart, l'ascolto è una bellissima pausa.
  4. Shostakovich : Piano Trio n. 1 Op. 8 - Jansen/Maisky/Debargue Registrato Live al Festival di Verbier del 2017 DG 2020, formato 48/24 *** Composizione giovanile (2023, Dmtri ha 16 anni scarsi) scritta durante gli studi ed eseguita con gli amici. Dura circa 13 minuti e in origine portava il titolo di Poeme. Spesso è registrata in un unico movimento, questa registrazione DG ha il pregio di separare i tre momenti. Non che serva assolutamente, non ci sono vere e proprie distinzioni di tempo e di espressione perché i tre movimenti stessi vivono di fasi di continua modulazione e la coda finale è un frammento di un minuto o poco più (peraltro finito da un allievo di Shostakovich per la pubblicazione effettiva). Generalmente è snobbato dagli esecutori che gli preferiscono il ben più maturo n. 2 Op. 67 ma deve piacere molto a Janine perchè ce l'ha sempre in repertorio (esiste già una registrazione di una decina di anni fa). Questo ha il pregio di mostrarci il mutare dell'impostazione dell'autore da una modulazione romantica a quella più graffiante che si perfezionerà con le composizioni successive. In effetti la chiave interpretativa deve comprendere i due tagli, perché a momento lirici intensi fanno seguito concitati crescendo. I tre protagonisti di questo brano, pubblicato adesso da DG, probabilmente in concomitanza con l'edizione "virtuale" del festival 2020, hanno qualità omogenee, pur se questa fortunata formazione dal 2018 ha visto Martha Argerich unirsi all'amico Maisky. E il risultato è che le tre parti hanno eguale dignità e importanza. Rispetto ad altre edizioni che ho in mente, il movimento centrale mi sembra il momento di maggior intensità emotiva e dove si raggiunge l'apice dell'interpretazione. Che nel complesso forse manca di un pizzichino di follia nei momenti più rapidi. La Jansen è sui suoi consueti standard e devo ammettere che mi attirato subito per lei. Maisky mostra ancora una voce molto sensuale anche se dobbiamo ammettere che negli ultimi anni sta perdendo un pò di smalto. Complessivamente un'ottima prova che vi sento di consigliarvi, pur nella breve durata. Virtù ... del nostro mondo virtuale, un CD da 13 minuti sarebbe impensabile ma tra streaming e acquisti online oggi è possibile sia avere un unico brano come questo sia l'integrale dei quartetti a prezzi paragonabili e fruibili con un semplice click. Registrazione eccellente che non fa nemmeno lontanamente immaginare sia stata ripresa dal vivo, sebbene in generale il pubblico coltissimo del Festival di Verbier non pecca mai di rumorosità in sala.
  5. Beethoven : Sinfonie 1-5 Le Concert des Nations diretto da Jord Savall AliaVox 2020, formato SACD, ascoltato via Qobuz in 88.2/24 *** Avevo già avuto modo di ascoltare bene la 3a nella precedente lettura di Savall, qui il discorso resta coerente tra le prime 5 sinfonie del periodo eroico di Beethoven. L'interpretazione è veloce, brillante, veemente, grandiosamente brunita nei toni con gli ottoni brillanti e i timpani in piena evidenza. Sono registrazioni riprese durante il 2019 a margine di un tour di concerti europei tra Berlino e Barcellona. E' un Beethoven marziale, pomposo, militaresco. Se vogliamo avere un "non riferimento", esattamente l'opposto di quello tornito e finemente cesellato di Karajan che tutti abbiamo in mente. La compagine ha un suono suo, molto differente da quello delle grandi orchestre tradizionali ma non si notano le asprezze esagerate di certe letture con strumenti d'epoca (ricordo quella recente di Suzuki della 9a con un certo fastidio, lo ammetto), e segue perfettamente la visione del Direttore. Savall non indulge mai in esagerati sentimentalismi come probabilmente avrebbe apprezzato Ludwig. Nel secondo movimento della seconda sinfonia, per esempio, dopo un roboante primo allegro, l'atmosfera è pacata ma da festa paesana, non da notte di stelle. L'adagio della 4a è melodico ma giocato sul ritmo, metronomo veloce. Tutte le parti si sentono alla perfezione, lavoro di cesello nella concertazione ma anche nella registrazione (come vediamo dalla fotografia qui sopra nella disposizione dei microfoni). L'andante con moto della 5a è brillante ma deciso, non indulge e non lascia lo spazio di annoiarsi prima dei due allegri finali. Che sono magistrali con l'ultimo tempo che è una esplosione di gioia e di vita. Lascio per ultima la 3a che per me è sempre il punto nodale di ogni interpretazione delle sinfonie beethoveniane. Ebbene, se lo volete sentire, è convincente dalla prima all'ultima nota. Si muove sulle onde del ritmo, con dinamiche estreme. In una parola bellissima. Non ho idea se il progetto continuerà con le successive ma, per quanto mi riguarda, potrebbe terminare qua. Credo sia la proposta di questo repertorio più convincente degli ultimi anni. Personale e appassionata molto più di tutte le altre che ho avuto modo di ascoltare. Bravi ! Registrazione di grande livello, come sempre per AliaVox, sullo stesso piano dell'interpretazione, anzi, parte integrante. Quei timpani ... !
  6. Sarah Willis : Mozart y Mambo Alpha 2020, via Qobuz, formato 96/24 *** Disco assolutamente folle e originale che usa il corno come grimaldello per avvicinare Mozart al Mambo (che non credo sia uno stile troppo vicino al corno). Piacevole, divertente, vivace, spensierato.
  7. Beethoven i concerti per pianoforte e orchestra Stephen Hough, pianoforte Finnish Radio Symphony Orchestra diretta da Hannu Lintu Hyperìon 2020, formato CD *** Sicuramente gli inglesi esulteranno per questa registrazione integrale (giugno 2019, pubblicata adesso) dell'ottimo Stephen Hough con il frizzante Hannu Lintu. E' una buona incisione. Ma dopo aver ascoltato Giovanni Bellucci ...
  8. Chopin : Ballata n. 4, Sonata n. 3 Liszt : sonata in Si minore Alexandra Mikulska, pianoforte Genuin 2020, registrazione dal vivo, via Qobuz *** Programma da concerto da far tremare le vene ai polsi di qualsiasi concertista. La Mikulska ha ridotto i capelli ma non la forza con cui affronta queste pagine di valore assoluto. Non resterà negli annali della registrazione discografica ma applausi meritati. Una pianista di valore eccezionale. Diamine : Chopin e Liszt ed io ho ascoltato questo disco già almeno 4 volte !
  9. Franck : quintetto con pianoforte in Fa minore Fauré : quintetto con pianoforte in Re minore op. 89 Wihan Quartet e Mami Shikimori Nimbus Alliance 2020, via Qobuz *** Due composizioni abbastanza complesse, specie Franck, secondo me non pienamente convincente. Più brillante Fauré, vale il disco.
  10. Elgar Concerto per violino e orchestra Stenhammar, due romanze sentimentali Triin Ruubel, violino Estonian National Symphony Orchestra diretta da Neeme Jarvi Sorel Classics 2020 via Qobyz *** Sappiamo quanto ami Stenhammar il vecchio Jarvi e in questo disco le due romanze sono la cosa più interessante, davvero, pur essendo chiamante composizioni minori. Il concerto di Elgar purtroppo è su un altro piano. Di buona volontà, certo, ma non mi ha convinto. E' un concerto che conosco molto bene e che ultimamente ha raggiunto la diffusione che si merita. Secondo me la Ruubel è brava ma non ha il temperamento adatto a questa musica iper-romantica. Non che sia una esecuzione disprezzabile. Da concerto più che valido. Ma la discografia è già ben rappresentata.
  11. Beethoven : Bagatellen opp. 33, 119 e 126 Paul Lewis, pianoforte Harmonia Mundi 2020, via Qobuz *** Disco piacevole ma .... Paul Lewis è un eccellente pianista ma queste "sono solo bagatelle" e anche una volontà sovrumana non può andare oltre le note. Insomma, alla lunga annoia senza aggiungere molto a musica ampiamente esplorata. Ve lo ricordate Ugorski ?
  12. Mozart : Concerti per pianoforte Vol. 3 - 6-8-13 Cyprien Katsaris, pianoforte Salzburger Kammerphilarmonie diretta da Yoon Kuk Lee Piano 21 2020, via Qobuz *** Continua l'integrale a cadenze quasi settimanali. Questo terzo volume è probabilmente il più bello sinora pubblicato anche se un pò meno spontaneo "e ruspante" dei precedenti. Notevole il concerto #13 mentre il Lutzow arriva con quattro cadenze addizionali.
  13. Handel : Saul FestpeilOrchester Gottingen diretta da Lurence Cummings Accent 2020, via Qobuz, formato CD *** Un altro bellissimo Saul, anche meglio dell'ultimo recensito le scorse settimane che si avvale di una compagine di grande livello e soprattutto delle due sorelle Bevan. Molto consigliato.
  14. Mozart : messa in do minore K 427 Les musiciens du Louvre, Marc Minkowski Pentatone 2020, ripresa del 2018 a Grenoble, via Qobuz *** Se fosse stata completata in vita Mozart, questa messa sarebbe stata monumentale quanto quella di Beethoven. Non riesco ad accomunarla a quella di Bach perchè siamo proprio in mondi differenti, ai tempi di Bach, a Lipsia questa musica non sarebbe stata accettata. E pure ai tempi di Mozart, il Principe Arcivescovo di Salisburgo avrebbe avuto qualche problema a digerire quello che nel Gloria sembra un Te Deum militare handeliano più che una messa. Di pugno di Mozart sono rimasti solo i primi tre brani e qualche schizzo del resto. La ricostruzione, attendibile e filologica è una prassi del XX secolo, come per il Requiem. Questa edizione di Minkowski è interessante e resta aderente all'epoca in cui è stata scritta (1782-1783, periodo galante e brillante di Mozart) mentre spesso viene esagerata in tono monumentale. Del resto il direttore è uso alla prassi esecutiva barocca, quindi non sorprende. Nel complesso un buon ascolto, gratificato da ottime voci ed un amalgama equilibrato, anche se, secondo me, qualche rinforzo alla parte corale, ci stava. Pentatone registra con la sua consueta classe. Non mi esprimo sulla aderenza della ricostruzione, non mi coinvolge più di tanto perchè io non sono affatto un filologo, ma secondo me il Cum Sancto Spirito avrebbe potuto scriverlo certamente Amadeus. E tanto mi basta.
  15. A son très-humble service Duetti per Sofia Carlotta d'Hanover di Agostino Steffani Musica Omnia 2020, via Qobuz *** Sofia Carlotta principessa d'Hanover, poi regina di Prussia e nonna di Federico il Grande, fu allieva di Leibniz e, come la madre - nipote di Giacomo I d'Inghilterra - tra le dame più sensibili ed illuminate d'Europa. Il tributo, veramente innamorato di Agostino Steffani con questa raccolta in due CD, di duetti per soprano, controtenore e strumenti da camera ne dipinge l'animo sensibile e raffinato. Ne abbiamo le prove - a detta del libretto - nella composizione tra il compositore - kapellmeister per oltre 20 anni di Hannover - e la principessa sul finire del '600. Carlotta accompagnava i complessi al clavicembalo e il suo gusto si era formato con i consigli di Steffani. Non è musica impegnata o impegnativa ma rappresenta comunque il meglio della cameristica italiana del tempo con ampio ricorso alla polifonia. Un disco che consiglio vivamente.
  16. Prokofiev : sonata n. 6, Visions fugitives Vadym Kholodenko Harmonia Mundi 2020, via Qobuz *** Debbo ammettere che il pur bravo Kholodenko non va oltre l'ordinario in questo disco. L'abusata 6a sonata è di routine mentre le Visions fugitives mancano del tutto l'obiettivo. Non c'è poesia e non c'è quell'atmosfera quasi debussyana che ci si aspetterebbe in questa meravigliosa composizione. In mezzo i due schizzi dell'Op. 45 che non ricordavo, forse la cosa più interessante del disco. Ben registrato ma non degno di memoria.
  17. Beethoven 32 : Vol. 1 Boris Giltburg, pianoforte Fazioli Naxos 2020, formato 96/24 *** Ammetto che il Beethoven di Giltburg non mi ha mai impressionato sinora, nemmeno nei concerti. Questa nuova fatica inizia umilmente dalle prime tre sonate. Una integrale ampiamente anticipata dallo stesso Boris sulla sua pagina Twitter fin dalle prima fasi di studio in cui ... altrettanto umilmente ha ammesso di aver studiato la gran parte della sonate per la prima volta. Il primo ascolto non mi sembra male. Nulla di rivoluzionario ma una solidità e consapevolezza superiore a prima. Il nuovo Boris che abbiamo già salutato con l'ultima sensazionale registrazione di Rachmaninov.
  18. Beethoven : i concerti per pianoforte e orchestra Giovanni Bellucci, pianoforte Sinfonie Orchester Biel Solothurn diretta da Kaspar Zehnder Calliope 2020 Registrazioni dal vivo del 2015-2018 a Bienne, Svizzera, diffusione in formato 44/16 Ascoltato via Qobuz e poi acquistato per la mia collezione *** Credo che Giovanni Bellucci sia un pianista di una statura tale che non ha rivali oggi, ovunque si guardi. Fa semplicemente classe a se, come Liszt e Busoni facevano ai loro tempi. Non ha la classe istrionica di Horowitz né l'ammaliante sensualità di Arthur Rubinstein. Nè le idiosincrasie di Glenn Gould.A parte una ritrosia per la registrazione classica. Ed è un peccato perchè ogni suo disco è un avvenimento, anche perchè le centellina a cadenze quinquennali. Ma se Liszt vivesse oggi e suonasse Beethoven, probabilmente non avrebbe spazio nemmeno lui dopo questa esibizione i cui fortunati presenti in sala da concerto (io non ho mai avuto modo di vedere Bellucci dal vivo) hanno avuto il privilegio di godere. Oltre ai cinque concerti qui abbiamo una scelta di cadenze e di code le più varie, riprese con l'orchestra nelle varie performance e in sessioni dedicate in studio (per le cadenze alternative). E ci sono cadenze che nemmeno conoscevo, a parte quelle di Beethoven e di Glenn Gould, di Reinecke, dello stesso Bellucci. Ma Berhard Stavenhagen per me è un assoluto sconosciuto,. E non ricordavo proprio cadenze di Brahms e di Fauré per questi concerti. Per non parlare di Busoni ... Giovanni Bellucci suona con una libertà di eloquio - non direi nemmeno tocco - che lascia senza parole. C'è lo stesso genio degli altri compositori nel suo modo di esprimersi. La facilità di cambio di passo, di tempo, di dinamica sono sconosciute. Ci sono, è vero, rare ottime interpretazioni di questi concerti, ne abbiamo ascoltate negli ultimi tempi. Ma sono interpretazioni ordinarie dopo questa ... lettura. Per taluni sarà spiazzante. Addirittura eretica. Ma siamo al monumentale, ad uno dei momenti più coinvolgenti del panorama discografico internazionale degli ultimi decenni. Non credo di parlare per iperboli. Chiunque ascolti queste pagine rilette da Bellucci capirà, anche se le troverà detestabili. Per me oltre che una illuminazione è stato trovare finalmente una alternativa alla mitica edizione di riferimento di Backhaus degli anni '60. Finalmente. L'orchestra è possente e Zehnder si pone sullo stesso piano del pianista con una visione assolutamente condivisa. Non c'è autoindulgenza e non è un semplice tributo. Beethoven stesso si sarebbe maravigliato di questa ... meraviglia. Disco dell'anno senza possibilità di confronto, secondo me. Registrazioni di ottimo livello con il pianoforte in evidenza ma l'orchestra mai in secondo piano. Un incontro, più che uno scontro, tra titani. Bellucci, il Busoni del 21° secolo che spero ci degni di ulteriori prove del suo immenso talento.
  19. Florestan

    HIFIMAN Deva

    Assolutamente si ! Suona sempre forte anche con un filo di corrente. Praticamente non si notano esagerate differenze tra un ottimo amplificatore per cuffie e la connessione USB o Bluetooth. La timbrica non è troppo differente da quella delle HE400 (in generale). Abbastanza diversa rispetto alle Sundara.
  20. Il secondo volume dell'integrale dei concerti per pianoforte di Mozart per Cyprine Katsaris con la Salzburger Kammerphilarmonie. Come il primo volume, molto frizzante, ruspante, genuino. Ma se continuano a cadenza settimanale, finiscono entro luglio !
  21. Bavouzet è un pianista intelligente. Quindi estende il campo d'azione, anzichè concentrarlo. L'anno beethoveniano dovrebbe servire ANCHE a far conoscere i contemporanei che con lo scomodo gigante hanno convissuto.
  22. Handel : Saul HMV 53 Philarmonia Baroque Orchestra & Chorale diretta da Nicholas McGegan Performance dal vivo 2019, pubblicata il 5 giugno 2020, formato 192/24, ascoltata via Qobuz *** Saul non è un'opera lirica, è un oratorio. Ma non è un oratorio come il Messiah, per nulla. Si, la rappresentazione è in forma di concerto, i cantanti leggono le parti, non ci sono scene. Ma se i temi sono biblici - Giudea, Re Saul, il futuro Re David, i filistei e la guerra con Israele - la vicenda è tutt'altro che religiosa, anzi. Ma all'epoca il pubblico londinese ne aveva le tasche piene dell'opera lirica drammatica all'italiana e soprattutto, delle star canore italiane e delle loro bizze. Di qui la serie di oratori di Handel che inseguiva il gusto del suo pubblico pagante da buon impresario e produttore. Vicende bibliche dense di dramma, spesso di morte, tradimento, intrighi, gelosie, amori felici e meno felici. Insomma tutti gli ingredienti dell'opera liriche, per cui io metto questo genere al confine, formalmente oratori (per la forma, la grande presenza del coro e delle corali, decisamente più invadenti che nelle opere liriche, più giocate su recitativi e arie) Qui i recitativi sono del tutto tagliati, sinceramente non so se ci fossero in origine, ma non credo. McGegan comunque ha contenuto in 2 ore e 20 il tutto, forse pensando al suo, di pubblico, quello americano del Walt Disney Concert Hall di Los Angeles dove è stata ripresa dal vivo quest'opera. La compagine è di primo livello anche se lontana dalla quotidianità di noi europei. E segna anche la fine del lungo sodalizio del britannico purosangue McGegan con la Philarmonia Baroque Orchestra che ha portato ad alti livelli nel repertorio di inizio settecento. L'organico strumentale è sontuoso, praticamente tutto su strumenti contemporanei con Handel. Abbiamo doppio accompagnamento con cembalo e organo (all'organo il cembalista Jory Vinikour, interprete a sua volta di dischi solistici barocchi). Nonostante la vicenda un pò pesante, il tono di McGegan è al solito resta leggero. Anche la celebre marcia funebre del terzo atto che accompagna Saul nel regno dell'aldilà e che ha fatto lo stesso con statisti nel corso della storia, inclusi George Washingon e Wiston Churchill, è resa con toni non troppo scuri. E nel complesso il direttore resta fedele a se stesso. Insomma se non seguiamo i testi, continua a non essere il Messiah, non ci sono i bambini, ma è quell'Handel. Edizione degna di essere tenuta in considerazione e che vi suggerisco di ascoltare se vi interessa questo repertorio. La registrazione è dal vivo, registrata con qualità adeguata ma ad un livello un filo troppo basso e con qualche strumento particolare (tipo il trombone) che si perde nel tutti. Applausi, finali, meritati, per questi americani impegnati a questo livello nel barocco inglese, a volte un pò acerbi e magari un pochino sguaiati ma genuini come sempre.
  23. Chi frequenta questo sito, ovviamente, conosce benissimo i Concerti Brandeburghesi di Bach. Rappresentano una sorta di sintesi della polifonia applicata al concerto con strumenti solisti dell'epoca bachiana. Prendono spunto dalla prassi compositiva italiana, francese, tedesca della prima metà del '700. Sono pensati all'origine per più strumenti differenti. Hanno stili diversi, strutture diverse, compagini strumentali diverse. Insomma sono quanto di meno omogeneo ci sia in qualsiasi altra raccolta bachiana. Sono innanzitutto polifonia pura, soli-e-tutti, ensemble, in alcuni parti solistiche esasperate. Anche musica consortile. Così ad orecchio, anche senza andare ad esaminare le partiture, quanto di più lontano ci sia dalla scrittura cameristica, da quella pianistica e da quella di un duetto pianistico in particolare. Eppure già nel 1905-1906 il grande "bachiano" Max Reger ne ha curato un arrangiamento ma forse riduzione sarebbe il termine più adatto, per due pianisti alla stessa tastiera, quindi per un duo a quattro mani. io ne conosco una versione edita da DG e pubblicata nel 1996 con il duo Trenkner-Speidel. La struttura dei sei concerti è mantenuta molto fedelmente. Ma in alcuni casi c'è uno sbilanciamento tra il primo e il secondo. Tanto che si resta in sospeso nell'ascolto, sebbene il risultato sia interessante. L'americana Eloenor Bindman che ha studiato per decenni questo maniscritto (oltre che tutta l'opera di Bach) ne ha tratto l'estro per un differente e più equilibrato (o ripartito) arrangiamento pubblicato l'anno scorso dall'etichetta Grand Piano. Il riequilibrio è più evidente nei concerti più cameristici come il 3° e specialmente il 6°. Ma lascia più libero il primo nella parte virtuosistica del 5°, un concerto in cui il cembalo arriva a livelli che per altri 50 anni (con Mozart) difficilmente verranno superati. E se nel concerto con tromba è facile staccare lo strumento che suona in una gamma sonora tutta a sinistra, è tutt'altro discorso farlo quando in origine ha a disposizione tutta la tastiera. L'ascolto è molto interessante e si impara ancora qualche cosa da pagine conosciute a memoria. Il valore dell'originale non ne risulta intaccato, anzi, se due musicisti di epoche così distanti (da Bach e tra loro) hanno impegnato le loro energie per rivederne una versione ridotta al pianoforte, il senso delle opere ne risulta piuttosto accresciuto. Non che fosse strettamente necessario ma certamente è un'aggiunta importante alla già vastissima letteratura di trascrizioni e arrangiamenti della grande cattedrale tramandataci dal tempo per mano di quel gran genio di Bach.
  24. Haydn Organ Concertos Iain Quinn, organo Sophie Gent, violino Arcangelo, Jonathan Cohen Chandos 2020, 96/24, via Qobuz *** Della raccolta di concerti per tastiere e orchestra lasciata da Haydn, pare che almeno 7 siano stati pensati per l'organo. Haydn suonava regolarmente l'organo della residenza Esterhazy dove ha trascorso buona parte della sua carriera, quindi è plausibile. La musica è di Haydn ma potrebbe anche essere di uno dei figli grandi di Bach se non fosse per tutti quei "moderati". Nel complesso un disco interessante.
  25. Beethoven : Concerti n. 3 e 4 Elizabeth Sombart, pianoforte Royal Philarmonic Orchestra diretta da Pierre Vallet Signum Classics 2020, formato 96/24, via Qobuz *** Non conoscevo la Signora Sombart, veterana francese con una benemerita carriera ricca anche di impegno sociale. Questa è una buona interpretazione, solida, con tempi solenni e un suono molto compatto. Ma non trascinante come dovrebbe. Non me ne voglia Madame ma mi pare che indugi troppo su ogni singola nota.
×
×
  • Create New...