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bergat

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  1. La tradizione dei Marshall, non si smentisce. Utilissimo per sposare appieno il proprio hobby di suonare qualche strumento musicale. Bella disamina, Mauro
  2. Si certo ... se serve.... vorrei anche poter rispondere a chi mi ha chiesto perchè ho scelto questo convertitore. Innanzitutto Matrix Audio fa il miglior convertitore del mondo secondo me a un prezzo inferiore ai 2000 euro di listino esattamente questo che monta sempre gli ESS come convertitori ma i sabre 9038 invece dei 9026 del mini-i pro2S, dovendo garantire un funzionamento anche con DSD 1024. In compenso manca dell'ingresso Bluetooth (24-48KHz), che a me serviva anche per trasmettere da un pc che si trova in altra stanza al convertitore. all'ascolto non ci sono differenze uditive tra i due convertitori tranne a livello strumentale, per una anticchia a favore del fratello maggiore. Comunque scordativi i teac anche dal prezzo doppio o i cambridge o altri che montano gli stessi convertitori., o convertitori esoterici: Il suono del matrix audio è differente, è migliore, non ha jitter di nessun tipo, è di una trasparenza disarmante.
  3. Vorrei parlarvi oggi dei convertitori. Con l’avvento della musica digitale, la naturale evoluzione è stato il passaggio dalla sorgente analogica preferita, ovvero il giradischi, al lettore di compact disc e questo è avvenuto nel lontano 1982. Man mano si è passati dalla sorgente analogica, giradischi lettore di cassette ecc, al digitale. Purtroppo per loro, rimangono ancora dei troglotidi attaccati alla sorgente giradischi. Di cuore mi dispiace per loro, perché il compact disc player dal lontano 1982 ne ha fatta di strada e ha superato qualitativamente di gran lunga qualsiasi giradischi, anche quelli dal costo stratosferico di 250.000 euro ( e si esistono anche oggetti meccanici chiamati giradischi, il cui costo è uguale ad un appartamento e costruiti e venduti a cavernicoli impallinati). Un CD player, come anche un DVD player è costituito da una unità di lettura che fa girare il dischetto argenteo e un laser che converte i pit e i land presenti nel CD in un flusso di bit, in cui è stata codificata la nostra musica preferita. Tale flusso di dati costituisce l’ingresso per la sezione costituita da un convertitore che trasforma il dato digitale in suono analogico. Il matematico Shannon ha dimostrato che per una larghezza di banda di 20 KHz, come quella musicale, è necessario che vengano presentati al convertitore perlomeno 40.000 campioni al secondo, affinchè si possa ricostruire il segnale originario. E così qualche anno prima dell’inizio della commercializzazione del CD Player e del supporto CD, la Sony e la Philips crearono le specifiche, e scelsero per la codifica del messaggio musicale, campioni di 16 bit in guisa da rappresentare 65.536 livelli differenti (2exp16= 65536) a una frequenza di 44.100 Htz. E’ questo infatti il formato del CD. Il primo cd player della philips fu il CD 100 Se le unità di lettura sono rimaste concettualmente e praticamente le medesime, in 37 anni i convertitori hanno migliorato la loro funzionalià e qualità. Del resto anche la musica si è evoluta e sono nati nuovi formati ad alta risoluzione, quali il superaudioCD, Il DVD-Audio ed altri, ma alla base tutti partono da una codifica non più però di 16/44.1 ma spostata in linea di massima a 24 bit e frequenza di multipli di 44.1 KHz o 48 KHz costituendo così frequenze di codifica di 48,88,96,176,192, 382 kHz. La musica così espressa costituisce la musica ad alta risoluzione occupando uno spazio dimensionale doppio quadruplo o otto volte tanto quello del CD. E chiaramente i convertitori esterni, quelli non inseriti in un cd o DVD player hanno caratteristiche per gestire l’alta risoluzione, che oggigiorno non è più su un supporto come il cd il SACD o il DVD-audio, ma su qualsiasi unità informatica, che sia una memoria USB o una schedina SD o SDHC, o su hard disk o trasmessa in wifi o bluetooth. Ecco quindi venir fuori la dizione di musica liquida. Man mano che il tempo procedeva e i convertitori miglioravano, si è scoperto che non tutti i convertitori suonavano allo stesso modo. Quello che diveniva basilare era la componentistica e il progetto. Si è quindi arrivati a vendere convertitori, qualitativamente ineccepibili , ma dal prezzo indecente: 20/30.000 euro per un convertitore è stato l’apice della sconsideratezza della Hifi, da taluni definita Hi-end, proprio per trovare una giustificazione inesistente alla follia dei prezzi dilaganti. E poi … poi ecco arrivare i cinesi con prezzi decisamente più bassi e qualità elevata. Voglio quindi parlarvi di un convertitore particolare, il secondo dall’alto del listino di una casa unanimemente ritenuta la migliore a livello mondiale. Voglio quindi parlarvi del convertitore I-Mini Pro 2S della Matrix Audio. Quali sono le caratteristiche di detto convertitore? La qualità del suono certamente, oltre alla duttilità, vista la vastità degli ingressi disponibili, e la parametrizzazione della scelta della curva di risposta. Bisogna poi considerare che puo' fungere da pre se collegato in uscita direttamente a un finale, oltre ad essere un amplificatore eccellente per cuffia. Parliamo innzitutto prima di descriverlo degli ingressi e delle uscite disponibili : Per quanto concerne gli ingressi: AES PCM 16-24 bit /44,1 kHz, 48 kHz, 88,2 kHz, 96 kHz, 176,4 kHz, 192 kHz DSD DSD64 (DoP) COASSIALE PCM 16-24 bit /44,1 kHz, 48 kHz, 88,2 kHz, 96 kHz, 176,4 kHz, 192 kHz DSD DSD64 (DoP) OTTICO PCM 16-24 bit /44,1 kHz, 48 kHz, 88,2 kHz, 96 kHz, 176,4 kHz, 192 kHz DSD DSD64 (DoP) USB PCM 16-32 Bit /44,1 kHz, 48 kHz, 88,2 kHz, 96 kHz, 176,4 kHz, 192 kHz, 352,8 kHz, 384 kHz DSD DSD64 / DSD128 (DoP) DSD64 / DSD128 / DSD256 (Nativo ASIO) Bluetooth PCM 16 bit / 48 kHz aptX / AAC / SBC Se questi sono gli ingressi vediamo ora le uscite: Uscita analogica XLR SNR > 123dB 20Hz-20kHz A-Ponderazione THD + N <0,0003% a 1kHz A-Ponderazione Risposta in frequenza 20Hz-20kHz (+ 0,01 dB / -0,02 dB) Crosstalk > -130 dB a 1 kHz Uscita XLR 4Vrms fissi a 0 dBFS DAC MODE 0-4Vrms regolabile a 0 dBFS PRE MODE RCA SNR > Pesa A 120dB 20Hz-20kHz THD +N <0,0005% a 1kHz A-Ponderazione Risposta in frequenza 20Hz-20kHz (+ 0,01 dB / -0,02 dB) Crosstalk > -126dB @ 1kHz Uscita RCA 2Vrms fissi a 0 dBFS DAC MODE 0-2Vrms regolabile a 0 dBFS PRE MODE Uscita Cuffie SNR > -116dB 20Hz-20kHz A-Ponderazione THD + N <0,0007% a 1kHz A-pesato a 300 ohms 25mW Risposta in frequenza 20Hz-20kHz (+ 0dB / -0.1dB) Crosstalk > -126dB @ 1kHz Impedenza di uscita 10 ohms Uscita cuffia 820mW a 33ohms a THD + N = 0,1% 210mW a 300ohms a THD + N = 0,1% 110mW a 600ohms a THD + N = 0,1% Parliamo ora dell'aspetto è costruito in alluminio pieno estruso con ricopertura satinata, con lavorazione CNC e processo superficiale di anodizzazione per conferire un'impressione tattile superiore, una maggiore resistenza e prestazioni di irradiazione eccellenti, di colore bianco o nero a scelta. Anteriormente c'è un visore grafico a led che riporta le impostazioni effettuate. C'è inoltre un ingressso per cuffia e una manopola multifunzione anteriore, che funge anche da regolatore dai volume, qualora non si usasse per questo scopo il telecomando. Nel Mini-ipro 2S, Matrix Audio ha aggiornato il chip XMOS all'interno e ora supporta fino a 32 bit / 384KHz PCM e fino a DSD 256 playback digitale. A differenza della versione non pro, il mini-i Pro è dotato di un ESS ES9026 Sabre32 Ultra DAC a 8 bit a 32 bit a 8-bit ad alte prestazioni equipaggiato con Time Domain Jitter Eliminator e un'architettura Hyperstream brevettata a 32 bit ESS in grado di gestire PCM fino a 32 bit dati tramite input I2S, così come dati DSD e SPDIF. Il Mini-I Pro 2S include anche l'amplificatore operazionale LME49720 a distorsione ultra bassa di Texas Instruments abbinato ad un amplificatore per cuffie TPA6120 ad alta fedeltà, assicurando che il dispositivo possa pilotare anche le cuffie più esigenti sul mercato. Dispone inoltre di un controllo digitale del volume di precisione con display OLED e una serie di connettori di ingresso come Optical, AES / EBU e Coassiale che supporta fino a 24 / bit 192KHz di riproduzione digitale. Per quanto riguarda le porte di uscita, è possibile collegare contemporaneamente sia l'uscita bilanciata XLR che l'uscita RCA sbilanciata. Tuttavia, a seconda della "Modalità di lavoro", la linea RCA o l'uscita cuffie possono disattivarsi o spegnersi automaticamente. Il convertitore è inoltre dotato di una antenna per la ricezione tramite Bluetooth del flusso secondo ,odalità APTX 24bit 48 kHz settabile tramite telecomando e da una distanza dalla sorgente fino 1 5 mt. Il mini-i pro 2S è dotato infatti di un telecomando di metallo che permette oltre all'accensione/spegnimento la selezione delle sorgenti, il muting e la regolazione del volume . Posteriormente sono presenti gli ingressi e le uscite, oltre all'interruttore di accensione e la vaschetta per il cavo di alimentazione. L'oggetto al di la della sua funzionalità è molto molto bello... potremmo definirlo Apple like vista la cura e la precisione in ogni dettaglio sia della costruzione che presentazione e imballaggio. Inoltre presenta varie curve di risposta d'uscita in modo da settarlo più confacente alla propria catena audio. Si va tutto bene ma come suona? Celestialmente direi con una parola sola. Tutto quello che non appare con altri dac o con lettori integrati anche di pregio, qui c'è in secondo piano ma senza attenuazioni in frequenza e solo in volume acustico determinando una tridimensionalità inaspettata. Il basso solido e corposo fa da contr'altare a degli alti scintillanti e mai aggressivi. Con questo dac è possibile riconoscere quando suona un Zildjian da 20 " della serie professionale. Si sta ore all'ascolto senza affaticarsi minimamente, sia quado c'è collegato un amplificatore oppure si ascolta con una cuffia di qualità elevata. Gli attacchi dei transitori sia che si tratti di una tromba di un oboe o di un rullante hanno qualcosa di miracoloso, netti e precis senza il minimo di sbavatura. Provate ad ascoltarlo con musica ad alta risoluzione come questa offerta dalla Reference Recording musica di John williams eseguita dalla Dallas Winds Simphony diretta da Jerry Junkin e vi cadrà la mascella per terra. Il prodotto audio di cui sono stato più contento di acquistare, e di convertitori in 35 anni ne ho avuti diversi, ma mai uno così valido. Il prezzo? mi vergogno a dirlo! 650 euro
  4. Oggi ho trovato un po 'di tempo e voglio parlarvi di un amplificatore di potenza che ha inteso nel panorama della riproduzione della musica ad alta fedeltà. Mi riferisco all'amplificatore di potenza ADCOM GFA 555. L'Adcom GFA 555 è stato l’archetipo di una nuova era di amplificatori ad alta potenza ed ad alta corrente, corso inaugurato dal suo progettista Nelson Pass. Tale amplificatore fa parte dei mostri sacri dell’alta fedeltà oramai da trentacinque anni e ha visto quasi contemporaneamente nel tempo affacciarsi alla ribalta altri costruttori, quali ad esempio Bryston e krell, giusto per citare due nomi noti. Cosa ha di particolare tale amplificatore così dimesso nell’aspetto? Innanzitutto chiariamo che è un amplificatore finale di potenza stereo e quindi necessita di un preamplificatore da frapporre tra lui e la sorgente sonora. Si ha un aspetto dimesso ma nasconde un rapporto qualità/prezzo elevatissimo. E dotato di un basso superbo con una gamma media e alta significativa ma quasi scevra da alcunché di colorazione. Nel 555 non c’è nessuna durezza o perdita di dettaglio, tipica di amplificatori a stato solido ad alta potenza, e può essere considerato un giusto concorrente del Krell, con la sua capacità di rendere le quattro ottave superiori brillanti e dettagliate. Dotato come i migliori valvolari di una resa realistica e stabile dell’immagine, è un amplificatore capace di restituire dolcezza e dettaglio anche quando è sollecitato per erogare potenze superiori ai 200 watt per canale, nominali a 8 ohm. Al superamento della potenza massima, allorché la distorsione supera il valore dell’1% si accendono i led di sovraccarico presenti sul pannello. I valori che caratterizzano quest’amplificatore sono i seguenti: Banda passante : 4-150.000 Hz damping factor: 150-200 Guadagno 27 dB Rumore: -106 dB Potenza al clipping: 242 watt a 8 Ohm, 352 a 4 Ohm, 465 a 2 Ohm (distor. < 0,25%) Potenza impulsiva: 352 watt a 8 Ohm, 630 a 4 Ohm, 1120 a 2 Ohm. Potenza per collegamento a ponte: 760 watt a 8 Ohm 900 a 4 Ohm. L’amplificatore è dotato di un commutatore per il passaggio da stereo al funzionamento mono a ponte. Lo stadio di uscita di ciascun canale ha 8 transistor capaci di erogare più di 20 ampere anche nelle condizioni di carico più gravose. Il suo costo nel 1985 era di appena un milione e mezzo di lire e vista la qualità e la disponibilità di essere pilotato a ponte, ha invogliato molti di noi audiofili, a dotarsi di una coppia di questi amplificatori in modo tale da poter usufruire di una potenza di oltre 700 watt per canale. Il funzionamento a sostenuta potenza può portare ad una temperatura sui dissipatori superiore a 75°. In tal caso un circuito termico d’interruzione spegne l’amplificatore, ripristinando il funzionamento al diminuire della temperatura. A onor del vero in 34 anni di funzionamento non sono mia riuscito a portare i miei due GFA 555 a sovraccarichi di potenza, neanche nei periodi estivi più caldi e i led indicanti l’incipit di una distorsione non si sono mai accesi Aprendo un GFA 555 si rimane meravigliati dal grosso toroidale al centro dello chassis e dai grossi elettrolitici di oltre 60.000 microfarad con 100 volt di isolamento. La qualità della componentistica è fatta per durare quasi in eterno e i cablaggi a vista fatti a mano da personale. Oggi chi ce l'ha lui tiene stretto, anche perché oggi un amplificatore con queste caratteristiche non costa meno di sei, settemila euro.
  5. Molto classica minuziosa la versione della giapponese (almeno credo) Susanna Yoko Enkel, considerando che parliamo di alta definizione 24/192
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