Vai al contenuto

Sdg

Members
  • Numero contenuti

    10
  • Iscritto

  • Ultima visita

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

Sdg's Achievements

Newbie

Newbie (1/14)

2

Reputazione Forum

  1. Uno dei primo parametri nel confronto di esecuzioni diverse del medesimo brano è sicuramente la durata. Bisogna però fare attenzione a che tutti suonino la medesima partitura, cosa non scontata, soprattutto per le esecuzioni storiche. Alcuni esmepi. Le interpretazioni più brevi sono in realtà le più lente, ma contengono dei tagli.
  2. La I sinfonia non sfigurerebbe affatto insieme alle più celebri ultime 3, e personalmente ritengo l'Onegin e lo Schiaccianoci due capolavori. Detto questo, a volte la musica di Tchaikovsky mi dà sui nervi.
  3. Così titolava un articolo della rivista “Musica” dedicato alla contralto inglese morta nel 1953 a soli 41 anni. Si trattava di un numero risalente agli anni ottanta e quel titolo, non so per quale motivo, mi è rimasto sempre in mente. Per questo sono contento di poter scrivere queste poche righe sulla grande cantante inglese. Nata nel 1912 nell’Inghilterra nord-occidentale, padre insegnante e madre casalinga con frustrate ambizioni musicali, intraprese inizialmente lo studio del pianoforte e solo intorno ai 20 anni si dedicò al canto, continuando comunque a suonare il piano. Guadagnò una certa notorietà in patria alla fine degli anni 30 come cantante di oratori e Lieder, ma divenne una gloria nazionale durante gli anni bui della guerra. A quel periodo risalgono le sue prime registrazioni con la Columbia/Emi, sotto la supervisione di Walter Legge con il quale però entrò subito in conflitto e conseguente passaggio alla Decca. I suoi primo mentori furono il direttore Malcom Sargent e Benjamin Britten che per lei scrisse la parte della protagonista nella sua opera “The rape of Lucretia” (Glyndebourne, 1946). In effetti quest’ultima, insieme all’Orfeo ed Euridice di Gluck sono le uniche opere liriche cantate dalla Ferrier; sentiva di non essere in grado di muoversi disinvoltamente sul palcoscenico. A proposito di Orfeo, una volta ascoltata la Ferrier, tutti gli altri Orfeo, sia donne che uomini, vi appariranno inappropriati. Kathleen Ferrier nel ruolo di Orfeo Nel 1948 l’incontro con Bruno Walter al Festival di Edimburgo fu un’autentica rivelazione per il maestro tedesco e la certificazione della statura eccezionale dell’artista. Cominciò così una serie di tournée in Europa e America fino a quando nel 1951 le venne diagnosticato un tumore al seno. Ebbe inizio così un calvario di operazioni, radioterapie e sofferenze che sarebbe terminata due anni dopo con la morte prematura di questa grandissima cantante. Nonostante la malattia riuscì anche negli ultimi 2 anni a compiere delle tournée e a registrare dischi come il celeberrimo Canto della terra coi Wiener Philharmoniker. Carriera fulminate e brevissima, ma fama duratura; perché? Cosa rende la Ferrier così unica da incantare il vecchio Walter, uno dei più grandi direttori e musicisti del 900 e considerarla ancora oggi il più grande contralto del novecento? È difficile ai giorni nostri parlare di contralto; da Rossini in poi quasi tutti i ruoli lirici femminile "gravi2 erano coperti dal mezzo-soprano (o dal contraltista). Già negli anni 60 cantanti come la Simionato o la Ludwig sono classificate come mezzo-soprano e non contralto. A quest'ultimo non rimaneva dunque che la musica barocca e l’interpretazione di Lieder. Non è un caso quindi che il repertorio della Ferrier fosse limitato alla musica sacra di Bach, a Handel e alla musica vocale del Romanticismo tedesco: Schubert, Schumann, Brahms e Mahler. Ecco, forse la Ferrier è stata l’ultimo grande contralto della storia della musica, caratterizzato da una naturalezza e facilità nello scendere in basso, una omogeneità e tenuta in ogni nota della sua incredibile estensione che non ricordo di avere più ascoltato; non ci saranno più esecuzioni dei Lieder di Mahler paragonabili a quelle della Ferrier. Un'altra caratteristica sorprendente era la sua facilità di canto, mai una forzatura, mai un'esitazione e con una partecipazione emotiva sempre altissima ma mai di effetto. Un paio di esempi particolarmente efficaci: Dai Ruckert Lieder, “Ich bin der Welt abhanden gekommen” e una canzone popolare del nord dell’Inghilterra in cui la Ferrier dimostra le impressionanti doti di estensione e tessitura vocale. Per chi vuole approfondire l’argomento, consiglio la visione di questo documentario. https://www.youtube.com/watch?v=wR0hm-nC3Uk Come scrisse Bruno Walter poco dopo la morte di questa grande artista: ”La mia più grande esperienza musicale è aver conosciuto Kathleen Ferrier e Gustav Mahler, in quest’ordine”. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
  4. Volentieri, preparo qualcosa nei prossimi giorni. Frattanto allego la foto di un quadro esposto alla National Portrait Gallery. Presi io questa foto rimanendo sorpreso di vederla inserita tra i tanti personaggi che avevavo fatto la storia della Gran Bretagna, da Elisabetta I ad Elisabetta II. Tanto per dare la misura dell'importanza di questa cantante.
  5. Ho ascoltato questo capolavoro per la prima volta oltre 40 anni fa, un disco CBS con Walter, la New York Philharmonic e la Miller. Uno dei primi CD da me acquistati fu il Das Lied con Walter e l'inarrivabile Ferrier. Possiedo annche una versione dove il baritono sostituisce il contralto, con Fisher-Dieskau e Bernstein. Questo per fissare i miei riferimenti da decenni. Detto questo, la Connolly ha la mia età, ha condotto una onorevole carriera nel repertorio barocco, ma qui mi sembra in grossa difficoltà; grande participazione emotiva ma i mezzi vocali pur non usurati come l'eta farebbe supporre, non sono adeguati. Concordo, vibraro esasperato in uno dei branii più commoventi della storia della musica (Der Abschied). Peccato, perchè la registrazione Pentatone è veramente buona. Quello della scelta dei cantanti nelle produzioni discografiche è un problema di vecchia data. Ricordo molte produzioni di Karajan rovinate dalla voci (soprattutto femminili): Tomowa-Sintow, Baltsa, Hendricks, Karin Ott, Helga Dernesch (Tristan), Ricciarelli (Turandot) tanto per fare alcuni nomi
  6. Ho ascoltato l'interpretazione di FIsher. L'anello debole (assai) è la Romberger e non solo per mancanza di partecipazione emotiva. Ho ascoltato anche alcuni numeri della versione De Leeuw. A mio avviso, il primo (Das Trinklied..) soffre abbastanza la mancanza di una compagine archi completa, mentre il secondo (Der Einsame...) appare valorizzato dalla riduzione cameristica dell'accompagnamento.
×
×
  • Crea Nuovo...