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  1. Tchaikovsky, sinfonia n.5 e Francesca da Rimini. Orchestra del Tonhalle di zurigo, dir.Paavo Järvi . Alpha, 2020 *** Paavo Järvi torna a dirigere la Tonhalle di Zurigo, questa volta con un programma interamente dedicato a Tchaikovsky, che di fatto inaugura un ciclo di registrazioni dedicato al compositore russo. In questo primo disco troviamo la quinta sinfonia e Francesca da Rimini. Nella sinfonia il direttore estone ci guida con mano sicura nel vortice di emozioni che la contraddistingue, dalla cupezza dell’incipit, fino alla trionfante apoteosi del movimento finale. L’ho trovata un’interpretazione viva e avvincente e al tempo stesso nobile e trattenuta, se vogliamo una via di mezzo tra gli slanci vibranti di Gergiev con i Wiener e gli abissi di Mravinsky o Fricsay. Il secondo movimento con lo straziante assolo di corno in apertura è semplicemente meraviglioso, mentre l’eleganza e la raffinatezza del terzo movimento è capace di trascinarci via. Il prorompente movimento finale, così difficile da rendere bene, poco apprezzato da Brahms e dallo stesso Tchaikovsky, suona qui convincente e pieno di ardore fino al finale assolutamente elettrizzante. Colpiscono in questa interpretazione l’attenzione al dettaglio e il grande equilibrio tra le varie parti orchestrali, ma anche una certa libertà ritmica. La seconda parte del disco con Francesca da Rimini, “fantasia sinfonica” tratta da Dante, non mi ha particolarmente impressionato: impeccabile sì, ma poco coinvolgente, per non dire anche un po’ piatta, cosa che in Tchaikovsky non va mai molto bene. Un disco che, se guardato nel complesso, ha luci e ombre, ma non posso non raccomandarne l’ascolto anche della sola quinta sinfonia.
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