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Found 3 results

  1. Florestan

    HIFIMAN HE400i V2

    WORK IN PROGRESS risposta in frequenza distorsione
  2. Florestan

    HIFIMAN Sundara

    Nel ricco catalogo di cuffie HIFIMAN questo modello si piazza sostanzialmente come punto di ingresso della sua fortunata gamma di cuffie magnetostatiche o planari. HIFIMAN Sundara rappresenta anche una ulteriore evoluzione in termini costruttivi. La prima generazione non ha proprio ricevuto consenso ampio in materia di qualità costruttiva e consistenza. Anzi, non sono poche le critiche per esemplari difettosi dall'origine o che meccanicamente hanno resistito poco ad un normale uso. Questo apparecchio invece é allineato verso l'alto alla V2 di HE400i e HE560, con il nuovo archetto in metallo, padiglioni nuovi, più grandi e in generale una cura costruttiva almeno allineata al prezzo di acquisto. Caratteristiche di targa - peso 372 grammi - sensibilità 94 db - impedenza 37 Ohm - cavo in dotazione da 1.5 metri, tipo "cristallino", connettori dorati da 3.5 mm a mini-jack separati per canale destro e sinistro Costruzione la griglia di protezione è di modello più grande e robusto rispetto ai modelli precedenti. Il padiglione stesso è più ampio ed avvolgente. resta la possibilità di ruotare singolarmente i due padiglioni in modo da adattarsi ad ogni morfologia del capo. il nuovo diaframma, più sottile e più veloce, è ben protetto nel suo alloggiamento. con la Sundara viene anche introdotto il nuovo connettore a mini-jack da 3.5mm, il terzo tipo d'attacco per HIFIMAN dopo quello iniziale - scomodissimo - a vite e quello successivo con mini-jack da 2.5mm, simile a quello delle Sennheiser HD700. Speriamo che sia quello definitivo, anche perchè adesso è comune anche a quello di Ananda, Arya ed HE400i V2/HE560 V2. ancora un dettaglio dell'esterno - bellissimo - dei grigliati di protezione dei padiglioni. Sono a prova di impatto di ogni genere, pur mantenendo totale apertura verso l'esterno. Se posso invece fare un appunto è all'interno del padiglione, quello a contatto con la testa. Morbido e vellutato ha anche un effetto "calamita" verso ogni pelucco di casa come si vede nella foto che segue. i due archetti recano all'interno la lettera che evidenzia il canale R- destro ed L-sinistro, per facilitare la presa Sulla costruzione quindi, siamo al di sopra di ogni sospetto, almeno in apparenza e salvo una verifica sul medio-lungo periodo. E' un modello recente - metà 2018 - quindi non abbiamo riscontri in tal senso. Ma all'apparenza consistenza e materiali sembrerebbero allineati al prezzo (lo street price attuale si aggira intorno ai 349 euro qui in Europa, era di 499 al lancio). Tecnologia HIFIMAN si è fatta un nome in questi anni per le sue cuffie planari. Si tratta di una tecnologia che non impiega normali diaframmi dinamici, quelli - per intenderci - dei normali altoparlanti hifi. In comune con le elettrostatiche hanno il fatto di impiegare sottilissimi diaframmi in materiale sintetico, molto, molto leggeri ma al contempo più grandi dei normali diaframmi dinamici metallici, ovviamente planari, non ricurvi. Sono immersi in campi elettromagnetici che fungono da motore, ma il funzionamento del sistema non richiede - a differenza delle elettrostatiche - di impiegare alte tensioni generate per mezzo di amplificatori/elevatori di tensione dedicati e separati. Queste invece hanno impedenze normali ed operano con le normali tensioni generate dai comuni amplificatori per cuffie, anche dei sistemi portatili. Una disamina tra le caratteristiche delle diverse tecnologie esula dagli scopi di questo articolo ma basti in questo ambito definire idealmente una risposta più aperta e trasparente come caratteristica di base comune per le cuffie elettrostatiche e planari, rispetto alle tradizionali dinamiche Indossate Per chi ha una testa "normale" l'uso delle Sundara non da origine ad alcuna controindicazione. Anche portate per lungo tempo non stancano. I padiglioni avvolgono le orecchie comodamente - meglio delle HE400/HE560 - e il peso è da considerarsi leggero. La pressione applicata sui lati del capo è adeguata ad assicurare una buona adessione, appena un filo superiore al necessario secondo me. Le ho trovate più comode della media, almeno per le cuffie con il padiglione circumaurale circolare. Queste cuffie sono aperte, manca del tutto l'isolamento con l'esterno. E' una scelta progettuale precisa, comune ai prodotti di questo genere e tipo e per questa casa. Il risultato è una grande qualità del suono unita ad una limitata fatica di ascolto. Io ho usato per lungo tempo cuffie chiuse e conosco bene la differenza in termini di fatica diretta e indotta dalla necessità di avere un isolamento dall'ambiente, per non essere disturbati dai suoni circostanti o per non disturbare chi ci sta vicini. Queste però non sono cuffie per lavoro ma da utilizzare per piacere. E' giusta e corretta la pretesa di poterle portare anche per ore senza incorrere in inconvenienti. Interfacciamento Apparentemente la bassa impedenza le renderebbe adatte anche ad impieghi portatili, complice anche una discreta sensibilità. Nella realtà tutte le cuffie magnetostatiche richiedo una amplificazione con una buona capacità di erogazione di corrente, spesso anche con la necessità di alzare parecchio il volume. Meglio indirizzarsi quindi su amplificatori dedicati di buona qualità e con caratteristiche adeguate. Io le ho usate con apparecchi Audio-GD, sia il mio preamplificatore NFB-1AMP alimentato da un DAC NFB 7.1 che con l'eccezionale all-in-one Master 11 Singularity. Entrambi in grado di erogare correnti capaci di pilotare anche le cuffie più dure della terra. Da valutare concretamente - potendo - la possibilità di sostituire il cavo in dotazione con uno di tipo bilanciato, in modo da avere una erogazione ancora più potente e lineare. Io ho usato un cavo artigianale della inglese OIDO, decisamente ben azzeccato e trasparente. Suono Arriviamo alla parte cruciale della recensione. Sarebbe inutile avere una tecnologia di tendenza come quella planare, una costruzione di buon livello, una buona predisposizione ad essere pilotate in scioltezza lato amplificazione se poi il suono non ci piace. In questo devo anticipare un mio giudizio complessivamente sufficiente ma misto. Ovvero, pur rodate adeguatamente - c'è chi crede al rodaggio delle cuffie, per me ha un senso propriamente compiuto con le cuffie dinamiche ad alta impedenza, elettrostatiche e magnetostatiche non beneficiano così tanto di un pò di "cottura" che comunque male non può fare - facendo girare per tre giorni la 3a di Mahler, fuori dalla scatola non mi hanno convinto del tutto. Ho trovato un basso molto, forse troppo contenuto, dei medi maledettamente indietro e, di contro, alti e altissimi estremamente tormentati. Il risultato é un suono asciutto nel suo complesso, un pò secco, fastidioso nel lungo, mai coinvolgente sulle voci - specie femminili - e con gli archi sempre troppo in evidenza. Naturalmente non sto parlando del suono di un trapano da dentista, ovviamente no, queste sono e restano cuffie di gran classe, pur essendo il modello di base di una marchio che oramai offre cuffie fino a 50.000 euro (!), ma non così naturali come l'amante di musica barocca che vive dentro di me vorrebbe. Per questo sono andato a misurarne la risposta in frequenza con il mio microfono Ears di Mini-DSP. Ed ho avuto la conferma alle mie impressioni d'uso : HIFIMAN SUNDARA : risposta in frequenza misurata con REW Dunque, io non appartengo alla ristretta schiatta dei puristi e operando in puro campo digitale, ritengo non solo un diritto ma un dovere, operare equalizzazioni non solo per attenuare i difetti dei nostri apparecchi audio ma anche per adattarli alle nostre aspettative. Se nelle cuffie è normale l'applicazione dell'equalizzazione Harman un motivo ci sarà, tanto che per qualche marchio in gran voga oggi é automatico introdurla a livello di DSP audio incorporato nell'amplificazione di controllo, suscitando poi grande considerazione tra gli utenti. Per chi di noi utilizza player digitali come JRiver o Foobar è anche più facile calcolare una serie di filtri digitali che compensino i picchi della risposta in frequenza ed imbriglino una impostazione forse di fabbrica non esattamente inclinata per le nostre esigenze. Io non so cosa ne possano pensare gli appassionati di musica elettronica o tecno, di rock o di musica sintetizzata ma certo per chi ascolta musica acustica, sia classica che jazz, una risposta naturale dovrebbe essere alla base di ogni trasduttore. In questo modo io ho fatto diventare godibili anche le Sennheiser HD700 che all'origine sono praticamente inascoltabili, figuriamoci le Sundara che partono da una base di altro genere. Attenuati i picchi tormentati di alti e altissimi, allineato il medio su un andamento appena discendente e, volendo, incrementando di due o tre decibel i bassi sotto ai 100 Hz anche il proprietario di queste cuffie ha finalmente potuto apprezzarne il valore. In sintesi, se mi sento di dare un voto 6 striminzito alle Sundara "di fabbrica", andiamo ad un bel 8 pieno una volta equalizzate e alimentate tramite un buon cavo di qualità con un connettore XLR Neutrik. Conclusioni Molto belle esteticamente e ben costruite, con la scelta di buoni materiali, ho trovato l'unico difetto in una certa propensione ad attirare tutti pelucchi di casa all'interno dei padiglioni. Per il prezzo richiesto all'origine (499 euro) un suono di fabbrica non troppo coinvolgente, tendente al secco e all'asciutto. Meglio, molto meglio le HE400i V2 "liscie" che ben conosco, e ancora meglio le venerabilie HE560 V2 che sono ancora insuperate nel catalogo HIFIMAN in quella che era la loro fascia di prezzo (era di 850 euro, adesso le si trovano a 400 euro, nuove). Lontane anni luce dai modelli superiori di oggi, Ananda ed Arya. Mancano di corpo, hanno i medi indietro e gli alti troppo tormentati. Il prezzo attuale le rende più appetibili ma meglio ancora se possiamo migliorarle senza nemmeno prendere in mano un cacciavite. Cambiato il cavo ed equalizzate in digitale, cambiano come dal giorno alla notte. Il suono diventa suadente, si apprezza finalmente il dettaglio e l'ariosità del nuovo diaframma (che è diverso, più sottile, più rapido e dinamico di quello dei vecchi modelli) e la fatica di ascolto diventa semplicemente assente. Resta in ogni caso una certa facilità di alimentazione anche se ad onor del vero mi sono sempre ritrovato ad alzare molto il volume rispetto al solito per avere una piena capacità di analisi sulle voci, con il risultato di ... rischiare di guastarmi ... i timpani. E' un "difetto" delle magnetostatiche ed elettrostatiche, avere un livello così basso di distorsioni da favorire l'ascolto a livelli "pericolosi". Ma queste mi sembrano un pelino più "dure" di altri modelli della stessa casa. Confrontati con modelli dinamici che conosco, mostrano un suono di una ricchezza e dettaglio estremamente più evoluto, rispetto - ad esempio - alle Sennheiser di fascia di prezzo equivalente (comprese le Sennheiser HD700 che stavano a 1000 euro, si trovano adesso a 450 euro). Ma sinceramente io ho sempre trovato stucchevole confrontare tecnologie differenti : semplicemente non sono sovrapponibili ed adatte a destinazioni, palati e aspettative differenti. Al prezzo attuale (349 euro su Playstereo) sono un affarone, un vero bargain, anche considerando che si trovano HE400i nuove a 175 euro (direttamente da HIFIMAN, almeno fino all'ultima volta che ho guardato). Da valutare con attenzione le HE560 V2 al confonto ma si dovrebbero poter ascoltare ed è un peccato che oramai pochissimi negozi offrano questa opportunità. Comunque secondo il mio giudizio, le HE400i mantengono un suono più caldo e pieno sui bassi, anche senza equalizzazione. Le HE560 sono invece più neutre e delicate ma il suono è abbastanza simile a quello della Sundara equalizzate. Con le Arya - non conosco le Ananda - mi spiace ma non c'è confronto (e non c'è confronto con nulla che io conosca, sinora, almeno sotto ai 2000 euro). Non parlo della riscotruzione spaziale perchè a mio giudizio, con le cuffie è un discorso in generale privo di senso. Provate un buon sistema di altoparlanti dipolari magnetostatici e poi ne riparliamo (!). Da provare, potendo ma in generale, le consiglio per chi ama la musica acustica e sia disposto ad accettare l'opportunità di manipolarne un pò la risposta in frequenza. Diversamente forse è ancora meglio cercare un paio di HE400i d'occasione, anche se per me le Sundara sono molto più confortevoli da indossare a lungo ... e anche questo è un fattore da tenere nel debito conto. Ah, quanto è difficile cercare il paradiso degli ascoltoni ! Ringrazio l'amico Giovanni per il prestito delle sue cuffie nuove e del suo meraviglioso preamplificatore Audio-GD Master 11.
  3. Florestan

    Pioneer Dj HDJ-X10

    Driver dinamici da 50mm Potenza di ingresso massima : 3.500 mW Impedenza : 32 Ohm Sensibilità : 106 dB Peso : 328 grammi Cuffie di tipo chiuso, sovraurali Sinceramente non avevo mai provato delle cuffie da Dj, proprio non è il mio genere di ascolto né di necessità. Ma sono curioso e con il rispetto che nutro nei confronti di Pioneer mi sono avvicinato con la massima curiosità a queste che sono le ammiraglie della nuova linea di cuffie Pioneer Dj. Questa casa ovviamente propone anche mixer e monitor audio per Dj. La linea delle cuffie, dicevo, è abbastanza articolata per prestazioni e prezzo : ma il family feeling è lo stesso. Design sobrio e molto robusto, dimensioni e peso contenute, massima flessibilità, disponibilità di ricambi per tutte le parti soggette ad usura in modo da allungarne la vita utile operativa. Nascono come prodotti professionali e quindi poter trovare ricambi anche a lungo nel tempo può essere un fattore discriminante nella scelta. Dicevo che il design è sobrio, tutto in nero con cromature appena appena accennate anche la confezione è nera, così come l'astuccio in nylon/cordura che le contiene Professional Headphones, giusto per non generare equivoci le cuffie con i padiglioni ripiegati su se stessi all'interno della confezione c'è una scatola, anche essa nera che riporta uno slogan impegnativo la custodia dentro la sua scatola, la sovrascatola esterna, le cuffie credo che la disponibilità di una custodia protettiva robusta sia anche essa un elemento discriminante nella scelta di un prodotto simile. In fondo il costo di questo accessorio non può essere elevato ma è comunque importante fornirlo nella confezione senza costringere l'utente a procurarsene uno come optional. La chiusura avviene con una zip apparentemente robusta. la struttura delle cuffie è interamente metallica con giunti e snodi anche essere metallici e sovradimensionati le parti di contatto sono in plastica dura ma non soggette a sforzo o tensione l'archetto è imbottito in similpelle nera molto morbida come i padiglioni ancora un dettaglio, impressionante in effetti per uno strumento "musicale" degli snodi che consento di ripiegare e manipolare la struttura e la forma delle cuffie a seconda delle necessità. E' qualche cosa che deve risultare naturale senza che l'utilizzatore debba in nessun caso preoccuparsi della tenuta di questi apparecchi l'interno dei padiglioni con la protezioni, anche essa solida, dei driver che si intravedono sotto al grigliato in tela (che ricopre a sua volta una struttura metallica) ripiegate ed estese un dettaglio del connettore di collegamento, di tipo proprietario con i quattro pin dorati. i pin sono incassati e protetti, lo spinotto è piccolo, entra senza incertezze nel connettore e viene bloccato da un piccolo bottone. Probabilmente avrei preferito una souzione a vite ma tutto sommato anche così non ho notato problemi di sgancio in nessun modo, anche tirando il cavo. dettaglio della presa di collegamento del cavo che è spiralato al centro e di lunghezza credo adeguata. E' terminanto con uno spinotto piccolo che può essere trasformato in spinotto grande con un'accessorio in dotazione che si avvita sopra a quello piccolo. La spina è a 90° ed è molto solida, dorata, ben fatta. Nel complesso il cavo mi sembra allineato alla classe di queste cuffie. Se non bastasse è in dotazione anche un secondo cavetto, non spiralato, più corto. *** Ma andiamo alla parte audio. Risposta in frequenza misurata con i microfoni miniDSP Ears e il programma REW, canale sinistro, calibrato é la prima volta che misuro cuffie da Dj quindi non posso dire se questa figura di risposta in frequenza sia normale. Qui vedo le frequenze medie - quelle più comuni in TUTTE le registrazioni e in particolare quelle con la voce solista - in grande evidenza, le alte un pò arretrate, le basse decisamente sacrificate fino ai 300 Hz che necessitano a mio avviso quasi sempre di una bella regolata in equalizzazione. Ma probabilmente il mixaggio dei programmi musicali tipicamente da Dj è tale da non essere particolarmente influenzato da questa curva di risposta, anzi. Premetto che ovviamente la mia prova non è stata effettuata nel tipico ambiente del Dj che non saprei né potrei riprodurre in casa. Il mio punto di vista è quello dell'ascoltatore di musica, avido di buone prestazioni in riproduzione. L'ascolto Jazz danese con una spolverata di Italia, con la Madsen che canta standards su un tappeto caldo di percussioni e accompagnata da Stefano Bollani. Qui forse preferirei delle cuffie aperte perchè il suono resta un pò compresso. Passo alle Arya per confronto e devo aumentare di parecchio il volume per tornare allo stesso livello. Qui la voce è meno in evidenza e l'ambiente meno caldo. Questione di gusti. decisamente sull'easy listening, musica tipo club. La Madsen non ha una voce chiarissima ma la prestazione sembra dal vivo. questo disco ha una figura vista all'analizzatore praticamente a 45° dai bassi pirà profondi (ci sono i 40 Hz) fino già a 18 KHz (meno 30 dB). Il boost digitale sui bassi non è necessario. Le voci sono chiarissime. Probabilmente il miglior repertorio per queste cuffie. Tutto sommato è molto ben registrato e con ampia dinamica. Piacevole (se vi piace il genere). Questo disco è sontuoso e di grandissima dinamica, tra le cose migliori di DG degli ultimi 30 anni. Ma mancano le voci, dove probabilmente queste cuffie danno il meglio di se. L'estensione c'è ma la scena è un pò compressa. Ma tutto sommato mi sarei aspettato di peggio da queste cuffie. Il Walzer con Cenerentola e il Principale è ben reso con un bel silenzio tra gli strumenti. Ma non sono cuffie da Dj ? E' un Paul Simon intimista che da l'addio con questo disco alla sua attività. "Rene e Georgette Magritte with their Dog after the war" guadagna flauti ed archi, la voce ha un pò di alone e non mi piace molto. Preferirei una resa più naturale. E' registrato molto forte, abbasso un pò il volume. Ascolto "Love". mi piace di più. Ma decisamente meglio "Can't run but" dove la voce è più chiara sull'accompagnamento di fiati e archi, senza ritmi bassi. Indiscipline comincia con un assolo di batteria sconvolgente, il disco per il resto è per lo più elettronico come si conviene alla musica di Robert Fripp. La separazione dei due canali gioca a favore della chiarezza di riproduzione. E' un disco rimasterizzato dall'originale del 1981 e riproposto in 96/24. Anche le percussioni di The Sheltering Sky sono chiare ed in evidenza con chitarra e basso su due piani perfettamente diversi. In verità questo disco sembra rimixato su cuffie simili a queste Pioneer. Bellissimo ora come allora. la straordinaria voce di Tori Amos è perfettamente chiara sulle percussioni. Anche il piano é ben reso. Questo disco si giova particolarmente di una robusta correzione delle ottave più basse per non compromettere troppo l'equilibrio sulle alte. Come è sulla voce che si gioca tutta la buona performance delle Pioneer su questo disco. posizione invertita per finire, primo piano italiano e accompagnamento danese per una delle versioni più fresche di "Si dolce é il tormento" di Monteverdi finisco con il jaz tedesco, ancora musica da club, con una voce bellissima e chiara quando c'è al posto della tromba o del flicorno suonati alla maniera di Chet Baker da Till Bronner, mucista famoso a Berlino ma non troppo dalle nostre parti, qui in una incursione a Los Angeles. Disco bellissimo e caldo, reso ancora più caldo e coinvolgente dalle Pioneer. *** In sintesi PRO costruzione a tutta prova, in metallo con le parti di contatto gommate. Padiglioni in vinile similpelle. Tutta l'articolazione in metallo pieno. Un oggetto costruito per durare, venduto ad un prezzo molto competitivo per un marchio che ha in catalogo cuffie high-end da 2500 euro ma queste che sono le ammiraglie della linea Dj si trovano al Mediaworld per circa 350 euro Secondo il produttore la costruzione è di "grado militare" e non stento a crederlo dopo aver giocato a lungo con le articolazioni dell'archetto e dei padiglioni. Per ogni parte usurabile sono possibili i ricambi. C'è una bella custodia in dotazione e due cavi di collegamento. gamma della voce in piena evidenza, rende coinvolgente ogni ascolto di brani vocali. Nel mio ascolto ha reso al meglio con tutti i generi musicali più moderni, sia acustici che elettronici alta sensibilità e bassa impedenza = carico facilissimo che richiede pochissima corrente di pilotaggio. Basta uno smartphone per farle suonare forte ma i driver da 50mm assicurano anche una tenuta in potenza elevata (dato di targa di 3500 mW, sufficiente a spaccarti i timpani) bello il cavo per cuffie di questo genere, ovviamente intercambiabile, con tutti i contatti dorati. La lunghezza è ok e la parte centrale spiralata. La spina è doppia (piccolo formato che si inserisce dentro a quella standard), a 90°, dorata. Connessione di tutta sicurezza piuttosto analitica nell'ascolto, mette in evidenza anche i difetti di compressione delle registrazioni; grande separazione tra i canali in dotazione una bella custodia in nylon che può tranquillamente proteggerle durante il trasporto magari a contatto con altre attrezzature professionali pesanti. CONTRO per le mie abitudini (e la mia testona) sono scomode come una pressa attorno alla testa, i padiglioni sono minuscoli e poggiano proprio sulle cartilagini delle orecchie con una discreta pressione. Per un pò va bene ma io non so come si possa lavorare per ore con questa pressione sulla testa probabilmente è l'equilibrio necessario per le condizioni di utilizzo da Dj ma l'estensione sul basso è veramente modesta, strano visto che queste cuffie hanno driver da 50mm. Probabilmente è standard l'equalizzazione generosa sia delle cuffie che dei service di riproduzione ma soprattutto i generi musicali riprodotti in ambito "disco" la scena è molto concentrata tra le orecchie, al centro, non il massimo per la musica acustica con grandi formazioni ma siamo probabilmente ben al di fuori degli scopi di queste cuffie che all'opposto, offrono una separazione tra i canali eccellente, in grado di evidenziare ogni minuzia del mixaggio Morale, avevo grande curiosità. Conosco il marchio Pioneer (non quello dedicato ai Dj ma la casa madre audio) da decenni e ne ho sempre avuto grande rispetto. Per questo motivo ho provato con curiosità queste cuffie che sono il modello più costoso della linea Dj. L'ho trovato molto godibile (anche se a volte è proprio necessaria una pompata sui bassi) e credo che possano essere anche utilizzate come delle cuffie da ascolto oltre che da mix o da controllo. L'unico motivo per cui non le utilizzerei è per la scomodità con cui mi stanno sulle orecchie. Ma questo può essere un aspetto molto soggettivo. Consiglio a chi sia interessato ad utilizzarle - per lavoro o in casa - di provarle prima di acquistarle, le ho viste nel mio negozio di strumenti musicali preferito e non credo sia un problema almeno provare a metterle in testa. Sinceramente la qualità complessiva è esuberante per un prodotto che noi "musicofili" bolleremmo in via pregiudiziale. Il prezzo non è bassissimo - c'è anche una special edition con finitura fibra di carbonio - ma la linea contiene modelli più accessibili che ritengo abbiano una impostazione assimilabile e comunque prestazioni e costruzione sono perfettamente allineate al prezzo. Insomma, direi un bel paio di cuffie. Grazie al distributore nazionale Mtrading Srl che ci ha concesso in visione queste belle Pioneer Dj HDJ-X10 per qualche ora di divertimento musicale.
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