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  1. Florestan

    HIFIMAN Arya

    le mie HIFIMAN Arya sulla loro base in legno, cavo custom terminato XLR Neutrik Susvara, Ananda, Sundara, Arya. Non indago sull'etimologia sanscrito di questi termini che per me sono solo bellissimi nomi di altrettante bellissime donne. In fondo, mi andava benissimo anche la tradizionale denominazione numerica, HE400, HE500, HE5, HE1000. Senza esotismi alla Trono di Spade. Ma Arya a me ricorda l'aria, in italiano, l'elemento in cui viviamo, che respiriamo. E trasparente come l'aria é il suono che producono queste cuffie. Nel catalogo delle cuffie magnetoplanari HIFIMAN, questo modello si piazza oltre le Sundara e le Ananda, e al di sotto delle HE1000 e delle Susvara. Probabilmente per fascia di prezzo, vanno a sostituire le Edition X. Ed è questo che mi ha incuriosito alla loro presentazione lo scorso autunno. Per la forma dei padiglioni che riproducono la sagoma delle orecchie ricordano i modelli di mezzo - da Ananda ad HE1000 - mentre i modelli agli estremi hanno il normale padiglione circolare. la forma ovoidale del padiglione delle Arya é asimmetrica e segue il profilo delle orecchie umane, senza mai toccarle che segue in modo asimmetrico la sagoma delle orecchie anche all'interno. In effetti, ero alla ricerca di un trasduttore che potesse affiancare e poi sostituire le mie venerande Stax Lambda SR404 Sn che cominciano a mostrare i loro anni. Anche quelle - pur con la loro forma rettangolare - assecondano la forma delle orecchie senza mai toccarle. E sono gli oggetti più comodi da indossare a lungo che io abbia potuto provare. Non che le cuffie con il padiglione tradizionale non possano esserlo. Potrei tenere in testa le AKG 712 per tutto il giorno senza provare alcun fastidio. Ma il suono ... non sarebbe di questo livello. Mentre scrivo sto ascoltando la nuovissima registrazione della 7 sinfonia di Shostakovich con Andris Nelsons alla testa della sua Boston Symphony e il suono mi avvolge. dalla letteratura HIFIMAN, l'uso di circuiti asimmetrici e di diaframmi ancora più sottili contribuisce ad una riproduzione più lineare e naturale. Non ne ho le prove scientifiche ma le mie orecchie mi danno la stessa testimonianza. Ma torniamo all'oggetto : Confezione la classica scatola nera con l'indicazione del contenuto, uno scatto ravvicinato che rivela il nome del modello, la scritta bianca su fondo nero a destra foam di protezione, tessuto "setoso", manuali. ho acquistato il mio modello online da Playstereo senza nemmeno prima ascoltarle, lo scorso Natale 2018 eccole qui, appena uscite dalla scatola, poggiate sulla "seta" che le avvolge nella scatola. Il cavo però è già il mio specifico, costruito apposta per loro in Inghilterra. Costruzione Salta subito all'occhio che l'archetto è analogo a quello degli altri modelli HIFIMAN di ultima generazione, in metallo, ben articolato e regolabile mediante guide e buchetti a scatto. La banda superiore è in finta pelle, morbida al tatto. Come lo sono i bordi dei padiglioni, morbidissimi. anche le Arya usano gli ultimi spinotti HIFIMAN da 3.5mm, doppi, uno per canale, consentendo il collegamento in modo molto semplice ma estremamente stabile l'esterno del padiglione è in metallo, molto robusto a protezione del driver, di nuova generazione, sottilissimo. Secondo HIFIMAN questo driver deriva da quello usato nelle HE1000. E c'è da crederlo mentre i rullanti della Boston accompagnano gli archi del primo movimento della "Leningrado" nella inesorabile marcia di avvicinamento delle truppe tedesche alla città dello Zar. l'inconfondibile sagoma frontale di questa classe di cuffie HIFIMAN. ripresa artistica, luce naturale : mi piace particolarmente che in questo modello HIFIMAN abbia mantenuto i colori in nero integrale, a differenza delle "cromature" di certi modelli superiori. Arya non ha poi così bisogno di impressionare nell'aspetto. Complessivamente la cura costruttiva sembra di livello elevato. I materiali di grande qualità. Siamo anni luce oltre le mie Stax in tutta plastica. E anche ben al di sopra delle HIFIMAN Sundara che comunque possono vantare dalla loro, un prezzo decisamente più abbordabile. Ma andiamo al dunque, perchè le cuffie possono essere bellissime ed essere ben costruite (e queste, secondo me, sono al di sopra di ogni sospetto) ma se poi non suonano come ci aspetteremmo ... ? Suono risposta in frequenza calibrata, misurata con i miei microfoni miniDSP Ears. Di sopra il solo canale destro, sotto i due canali sovrapposti. Le differenze, limitate alle medie e alte frequenze, sono dovute alla differente posizione del padiglione sul supporto. Gli EARS hanno superficie dura, ben diversa dai lati delle nostre teste. Le Arya affondano nella nostra pelle e quindi sono certo che non sia effettivamente misurabile la reale risposta. Ma allo stesso tempo sfido chiunque sia in grado di apprezzare differenze - anche ampie - nella risposta, non nell'ampiezza, tra i due canali a 8 o a 11.000 Hz. Resta comunque la regolarità della risposta complessiva dal basso fino al medio, con il solito avvallamento - non pronunciato come su altri modelli - intorno ai 1800 Hz, che poi riprende senza alcun picco fino a 4000 Hz. Ben più tormentato invece l'andamento alle altissime frequenze, quelle in cui di musica generalmente non ce n'è più e dove le nostre orecchie perdono inesorabilmente di sensibilità. Al confronto le mie Stax hanno un largo picco ben pronunciato proprio dove le Arya hanno l'avvallamento sui medi e il basso è ben meno esteso ma un pò più gonfio prima di calare. E all'atto pratico ? Adesso c'è lo Stradivari di Janine Jansen e il secondo movimento del secondo concerto di Prokofiev che suona. Il violino è in evidenza, ma mai aspro, salvo sulle altissime come deve essere, un pò vetroso. I bassi entrano con chiarezza, senza colorazioni. Veloci e leggeri. La naturalissima voce di Simone Kermes - "Se pietà" di Handel - è resa in modo naturale ma con tutte le sue sfumature e colore. Anche più chiara e pulita, ne "Ombra mai fu" di Bononcini, dove è accompagnata solo dal cello e dal liuto. E dove purtroppo si sentono in modo altrettanto chiaro tutte le sue E che diventano I ... Bellissima anche l'Orchestra Nazionale Russa con Pletnev che dirige l'integrale sinfonica di Chaikovsky. Non aggiunge verve al gelido uomo di Arcangelsk che si rifa però alla grande nella Cenerentola di Prokofiev. Qui le dinamiche sconvolgenti (pur in una normale registrazione 44/16) vengono risolte benissimo. Mi mancano i miei quattro 15 pollici in vetro nella stessa registrazione ma nessuna cuffia potrebbe sostituirli per dinamica e precisione, ad essere sinceri. mi spingo anche su brani moderni. La voce dell'ultimo Paul Simon (René e Georgette Magritte ha grandissimo garbo con le Arya) e quella di Sting che conosco benissimo (The Last Ship). Il jazz di "I may be wrong" - Till Bronner - voce chiarissima su un tappeto di percussioni. Mi accorgo che l'assenza di distorsioni mi ha fatto alzare troppo il volume e corro ad abbassarlo ... La performance qui è da diffusori elettrostatici ... con subwoofer. Queste cuffie peraltro consentono anche equalizzazioni con generose iniezioni di bassi ! Non che ne abbiano deciso bisogno però i gusti sono gusti. Tutto il test è stato condotto con il mio Audio-GD R28, all-in-one DAC+PRE+AMPLI di qualità al di sopra di ogni sospetto. Sinceramente io non sento il bisogno di cercare abbinamenti particolari ampli+cuffie con questo apparecchio dalla resa assolutamente neutrale e dalla grandissima capacità di pilotaggio. Le uso oramai da più di due mesi e le conosco molto bene, quindi un ultimo passaggio all'Handel di Natalie Dessay e al finale della 9a di Beethoven per Gunther Wand nell'edizione SACD Esoteric su base RCA per andare finalmente al giudizio complessivo : PRO ottima costruzione con l'uso di buoni materiali. In particolare la protezione dei padiglioni in metallo che evita il contatto con oggetti (fossero anche solo le mani) con i delicatissimi drivers. In ogni caso meglio avere cautela nel poggiarle suono di qualità elettrostatica su tutta la gamma. Il dettaglio è elevatissimo a tutte le frequenze in tutti i generi musicali, c'è ben poco da chiedere di più anche se mi viene la curiosità di sapere come possano suonare le Susvara, le Shangrilà o anche solo le Jade II dello stesso marchio per quanto possibile con le cuffie, l'immagine è aperta e non concentrata sul cranio. Passando rapidamente ad un altro dispositivo tradizionale (in questi giorni sto provando le Pioneer DJ HDJ-X10 che certo non sono pensate per queste "sottigliezze") la differenza è eclatante fatica di ascolto molto ridotta anche per lunghi periodi purchè non si ecceda con il volume ergonomia di livello assoluto, in particolare i padiglioni asimmetrici che seguono del tutto la forma delle orecchie. Non sono leggerissime ma il peso in testa quasi non si sente. Le mie Stax restano ancora più comode ma queste si avvicinano, pur con una robustezza di costruzione che le Stax semplicemente non avvicinano nemmeno CONTRO per 1600 euro, aggiungere un cavo bilanciato di qualità non avrebbe spostato l'equilibrio della confezione. Certo meno di un cash-back o di uno sconto flash, operazioni cui HIFIMAN oramai ci ha abituati. Io credo che i due cavi in opzione dentro alla confezione di tutte le cuffie da oltre 500 euro non dovrebbe essere ... una opzione. La differenza di suono e di dinamica è di tutta evidenza e chiunque dovrebbe avere un amplificatore in grado di sfruttare al meglio cuffie di questo genere. la bassa distorsione, i medi intorno ai 1800 Hz un pò indietro ma soprattutto la bassa sensibilità, portano a dover alzare il volume a livelli sostenuti, cosa che richiede un ottimo amplificatore a disposizione. Una ovvietà, quest'ultima per chi acquista cuffie di questo prezzo e di questa levatura ma da tenere in considerazione per la salvaguardia delle proprie orecchie. E' soprattutto per questo che tendo ad usare una equalizzazione digitale che allinea i medi ad una figura che mette in evidenza il basso profondo e smussa qualche asperità negli alti. In questo modo la risposta diventa assolutamente infinita e definitivamente ariosa. il cavetto in dotazione, ottimo, per carità, ma come seconda scelta. A mio parere nella stessa confezione dovrebbe essere offerto anche un secondo cavo bilanciato con un connettore all'altezza del sistema. Conclusione In estrema sintesi sono il mio nuovo riferimento e le cuffie che mi piace di più ascoltare tra quelle che ho in casa. Ne ho di più accattivanti per determinati brani, in fondo le Arya non sono fatte per stupire con effetti speciali ma per dare una risposta di qualità. Non sono in assoluto neutrali nel senso di strumento da laboratorio e di questo certo ci si giova nell'ascolta. Facendo un parallelo con altre HIFIMAN che conosco, trovo le HE400i più "divertenti", perchè meno neutre, le Sundara invece troppo fredde e dal suono secco, sinceramente le meno interessanti del trio. Il suono ha una impostazione morbida, più caldo nelle Arya, più esteso in generale ai due estremi. Naturalmente il repertorio di elezione deve essere quello acustico e con registrazioni di qualità. Ma su questo sito direi che si tratta di un dettaglio che possiamo dare per scontare. Mentre sto ascoltando il cembalo di un giovane Handel non riesco a staccarmene. E credo che questo possa essere il miglior complimento che si possa fare ad un paio di cuffie, certo non economiche ma che a mio avviso ripagheranno di ogni euro speso con ore e ore di puro piacere musicale. Consigliato un amplificatore/DAC di grande livello e in grado di erogare generose dosi di corrente, nonostante la bassa impedenza e - sempre - un collegamento interamente bilanciato con un cavo il più possibile neutro e lineare. Specifiche tecniche : impedenza : 35 Ohm sensibilità : 90 dB peso : 404 grammi
  2. Risale a diversi decenni fa la mia passione per le cuffie Stax. Il primo ascolto fu con un modello entry-level, forse le SR-34 non mi ricordo più, in un negozio in metropolitana a Milano che non esiste più da un sacco di tempo. Ascoltai per intero il secondo concerto di Brahms con Ashkenazy accompagnato da Solti. L'effetto fu elettrizzante. Non avevo idea che si potesse ascoltare ad un livello tale, ben superiore ad ogni diffusore che avevo visto sino ad allora. Soprattutto la neutralità e la naturalezza di emissione e la facilità di ascolto, senza alcuna fatica. Potendo distinguere ogni singolo strumento. Le cose poi non vanno come si immagina e le cuffie con cui ho avuto la più lunga frequentazione furono invece le venerande AKG K340, molto differenti salvo il fatto che la via medio-alta di quelle cuffie ... era elettrostatica. Molti anni dopo (ma comunqu molti anni fa) soltanto sono entrato in possesso di un sistema Stax all'altezza delle mie aspettative, mio sistema di riferimento fino a qualche mese fa. Si tratta delle SR-404, versione Signature, modello medio della serie Lambda, accoppiate con l'amplificatore/elevatore di tensione, Stax SRM-006T. Cominciamo proprio da questo apparecchio che mi permette di scrivere qualche appunto sulle cuffie elettrostatiche. Le cuffie elettrostatiche Sono trasduttori che appartengono alla famiglia dei planari (ortodinamiche) come le magnetostatiche. Un sottilissimo diaframma di materiale plastico trasparente è polarizzato ed immerso in un campo elettrostatico generato da armature caricate elettronicamente. La differenza rispetto alle magnetostatiche sta principalmente qui (queste ultime hanno un campo magnetico permanente) e nella necessità di avere un amplificatore dedicato che produca anche la tensione necessaria a generare il campo magnetico necessario al funzionamento. Senza sarebbero mute. Le mie Stax SR-404 signature posate sul loro amplificatore il frontale champagne del mio Stax SDM-006t a valvole. qui il dettaglio dei pulsanti e degli attacchi per i cavi. E' possibile collegare fino a tre cuffie contemporaneamente. Il controllo di volume incorpora anche un controllo di livello (sono sostanzialmente due potenziometri coassiali indipendenti). Il dispositivo riceve il segnale da una doppia entrata linea, sia bilanciata che sbilanciata, passante per connettere eventualmente qualcosa d'altro in cascata. C'è addirittura una presa per la terra, in caso si colleghi un giradischi. ovviamente, le cuffie Stax hanno una configurazione completamente bilanciata già a partire dall'amplificatore, per cui l'unica cosa sensata è utilizzare l'ingresso bilanciato. Questo amplificatore ha una topologia ibrida, con stadio pilota a valvole e stadio finale a transistor, tutto in classe A. le due valvole hanno un cupolino sulla parte superiore del telaio con i forellini per favorire la ventilazione. Nel funzionamento l'amplificatore scalda moltissimo ma il meglio di se lo dà proprio quando è molto caldo. Ogni dettaglio è ben strutturato, ben costruito, ben congegnato. Dà sicurezza già a partire dall'aspetto. Dai connettori, proprietari di Stax e praticamente uno standard (anche HIFIMAN per le sue elettrostatiche utilizza la stessa configurazione) parte sia il segnale bilanciato, che la tensione di alimentazione delle armature elettrostatiche. Come sono fatte le cuffie Hanno la tipica struttura delle Stax serie Lamba, il cui primo modello ha oramai quaranta anni (e ci sono esemplari che ancora funzionano perfettamente). La costruzione è interamente in plastica. Tranne i padiglioni e la fascia sotto l'archetto che sono in pelle. il marchio Signature sull'archetto. Notare il segno dello stampo della plastica. Pessimo l'accoppiamento dei colori, verde, rosa, argento, marrone ? Per un italiano è un vero colpo in un occhio ... ! anche il marchietto del modello è in rosa, posto sopra al padiglione. L'archetto è smontabil ed intercambiabile. i due padiglioni sono sostanzialmente identici. Se smontati bisogna poi riconoscerli ad occhio perchè non c'è un marchio che ricorda quali siano i canali (entrambi sono alimentati dal cavo di collegamento allo stesso modo e solo sull'archetto ci sono le indicazioni dei due canali Right e Left). l'imbottitura è morbidissima, la pelle è vera. E' intercambiabile (infatti io ho sostituito entrambi con un ricambio nuovo fatto arrivare dal Giappone). la sagoma trapezioidale del singolo trasduttore. l'interno del padiglione. I due lati sono schermati e le due armature protette da una struttura metallica. Non ho mai infilato le dita ma credo siano protetti da intrusioni. Nel complesso comunque la costruzione si presta a svariate critiche. Le plastiche non sono robuste, l'insieme un pò precario. Al di là dell'estetica - certamente discutibile per gusto ed assieme - è proprio la fattura che non sembra a livello dello status del marchio e del prezzo preteso (considerate che un paio di STAX SR-404 Sn usatissime costano 1300-1500 euro ancora oggi ...). Però sinora non mi hanno abbandonato e devo anche ammettere - al netto dell'invecchiamento dei miei timpani - che suonano sempre come il primo giorno, nonostante l'età. Le SR-404 sono chiaramente fuori produzione, sostituiti da modelli più recenti. La serie LAMBDA si differenzia dalla serie OMEGA già a partire dalla struttura. Le OMEGA hanno il padiglione circolare, sono in metallo. Costano un botto. E sono considerate da tutte il rifermiento da sempre per le cuffie di ogni livello. Le Lambda non sono a quelle livello ma sono genuinamente tra le migliori cuffie che si possano ascoltare. L'ascolto Le cuffie elettrostatiche STAX sono famose per la loro analicità, trasparenza, neutralità. Suono cristallino. Per anni sono state usate negli studi di registrazione CBS in America, almeno finchè non è arrivata Sony a comperarsi tutto quando. Non lo sono invece per la loro estensione, almeno non le LAMBDA. Il suono è dichiaratamente monitor, con una grande presenza delle medie e un impatto che è fortemente a favore dei solisti che risultano sempre perfettamente in primo piano. Ne è prova la misura della risposta in frequenza, eseguita con i microfoni miniDSP Ears e il programma REW Un canale solo due canali ad un livello di ascolto tipico. le differenze di livello tra i due canali sono probabilmente da ascrivere al controllo di livello o ad una imperfetta pressione dei padiglioni sulle orecchie artificiali. Nulla di distinguibile all'ascolto, considerando che tutto è perfettamente regolabile. La misura conferma una estensione ridotta sulla gamma bassa, il medio basso con un evidente "gonfiore", la gamma delle voci in netta evidenza, l'alto in ritirata e l'altissimo non esageratamente tormentato (come invece si vede in molte cuffie dinamiche con trasduttori metallici). La prova sta ne pudding, cioè nell'ascolto. Voci femminili, cori, strumenti a fiato, archi, tutto in evidenza. Basso acustico bello pieno, basso estremo non allo stesso livello. Violini setosi, clarinetti sottili, oboi nasali. L'immagine non è la loro caratteristica principale. Il suono si sente nelle due orecchie e sopra la testa, nonostante la forma asimmetrica e trapezioidale dei due trasduttori possa far pensare diversamente. La grande orchestra si perde di impatto e la collocazione degli strumenti un pò artificiosa. Ma continua ad essere estremamente affascinante la facilità con cui si individua perfettamente ogni singolo strumento, anche nella tessitura più complessa e numerosa. Se dovessi dire per cosa sono più indicate, sceglierei certamente le voci femminili e la musica da camera in generale. Il coro anche, sebbene manchi un pò di corpo nei bassi più potenti. L'organo proprio non è per loro, diventa troppo esile. E nonostante certi commmenti, assolutamente inadatte ad ogni genere che non sia acustico, pulito, naturale. Soprattutto due caratteristiche, la naturalezza complessiva dell'ascolto, una volta fatta la tara al suono di tipo "monitor" e ad un certo deficit nella parte bassa dello spettro, e specialmente l'assenza di fatica d'ascolto e l'assenza di fatica fisica nel tenere le cuffie in testa che nemmeno dopo otto ore vi faranno venire voglia di metterle via. La bassissima distorsione, almeno da 100 HZ in su, tende a farti prendere la mano con il volume a livelli poco salutari per le orecchie. Forse alla ricerca di un pò di più di musica in basso ma senza successo. Non sono cuffie che sopportano tanta potenza e l'equalizzazione abbastanza inutile, perchè quanto poteva essere fatto per compensare i limiti del trasduttore, è già stato fatto in fabbrica. In sintesi Io le adoro ma non sono cuffie adatte a tutto (nella realtà non ci sono cuffie adatte ad ogni genere musicale). Impagabili con la musica da camera e la voce accompagnata da pochi strumenti, non riescono a dipanare la grande massa orchestrale. C'è anche una certa artificiosità, tipica dell'impostazione da monitor, che vi fa immaginare di non essere di fronte all'evento reale ma nella sala da registrazione. I singoli strumenti sono così dettagliati ed isolati che vi sembrerà di avere da vanti la console dell'ingegnere del suono. E' una sensazione unica che non riesco a descrivere oltre e che bisognerebbe provare se avete ... orecchie adatte. Alla ricerca di qualche cosa di più universale, dal dicembre scorso ho acquistato le HIFIMAN Arya che, pur non essendo elettrostatiche, hanno un suono che coniuga alla perfezione - per il mio gusto - l'analicità estrema delle elettrostatiche, con una tenuta in potenza e una capacità di impatto più da dinamiche, benchè l'impostazione sia simile. Ma so che prima o poi cercherò altre elettrostatiche perchè è difficile non immaginare che la tecnologia intanto si sia raffinata. Certo queste Stax SR-404 resteranno per sempre con me. PRO totale assenza di fatica di ascolto suono trasparente, dolce, naturale, privo di asperità sensazionale capacità di identificare perfettamente ogni singolo strumento rispetto a tutto il resto del tessuto sonoro leggere da portare anche per ore e ore e ore l'amplificatore è di qualità assoluta CONTRO costruzione ed estetica decisamente criticabili estensione carente lato basse suono monitor con le medie in avanti e in generale i solisti in primo piano l'amplificatore - indispensabile per il loro funzionamento - scalda parecchio l'immagine della scena sonora non è propriamente il loro punto di forza, sebbene sia perfettamente identificabile ogni singolo punto sonoro, non si ha mai l'impressione di essere davanti ai veri musicisti in sala, ma ad una loro ricostruzione olografica al servizio dell'ascoltatore. Quasi una scena 3D al posto di una concretamente reale. hard rock, heavy metal, techno, registrazioni "pompate" decisamente non sono roba per loro molto, molto costose
  3. Florestan

    Pioneer Dj HDJ-X10

    Driver dinamici da 50mm Potenza di ingresso massima : 3.500 mW Impedenza : 32 Ohm Sensibilità : 106 dB Peso : 328 grammi Cuffie di tipo chiuso, sovraurali Sinceramente non avevo mai provato delle cuffie da Dj, proprio non è il mio genere di ascolto né di necessità. Ma sono curioso e con il rispetto che nutro nei confronti di Pioneer mi sono avvicinato con la massima curiosità a queste che sono le ammiraglie della nuova linea di cuffie Pioneer Dj. Questa casa ovviamente propone anche mixer e monitor audio per Dj. La linea delle cuffie, dicevo, è abbastanza articolata per prestazioni e prezzo : ma il family feeling è lo stesso. Design sobrio e molto robusto, dimensioni e peso contenute, massima flessibilità, disponibilità di ricambi per tutte le parti soggette ad usura in modo da allungarne la vita utile operativa. Nascono come prodotti professionali e quindi poter trovare ricambi anche a lungo nel tempo può essere un fattore discriminante nella scelta. Dicevo che il design è sobrio, tutto in nero con cromature appena appena accennate anche la confezione è nera, così come l'astuccio in nylon/cordura che le contiene Professional Headphones, giusto per non generare equivoci le cuffie con i padiglioni ripiegati su se stessi all'interno della confezione c'è una scatola, anche essa nera che riporta uno slogan impegnativo la custodia dentro la sua scatola, la sovrascatola esterna, le cuffie credo che la disponibilità di una custodia protettiva robusta sia anche essa un elemento discriminante nella scelta di un prodotto simile. In fondo il costo di questo accessorio non può essere elevato ma è comunque importante fornirlo nella confezione senza costringere l'utente a procurarsene uno come optional. La chiusura avviene con una zip apparentemente robusta. la struttura delle cuffie è interamente metallica con giunti e snodi anche essere metallici e sovradimensionati le parti di contatto sono in plastica dura ma non soggette a sforzo o tensione l'archetto è imbottito in similpelle nera molto morbida come i padiglioni ancora un dettaglio, impressionante in effetti per uno strumento "musicale" degli snodi che consento di ripiegare e manipolare la struttura e la forma delle cuffie a seconda delle necessità. E' qualche cosa che deve risultare naturale senza che l'utilizzatore debba in nessun caso preoccuparsi della tenuta di questi apparecchi l'interno dei padiglioni con la protezioni, anche essa solida, dei driver che si intravedono sotto al grigliato in tela (che ricopre a sua volta una struttura metallica) ripiegate ed estese un dettaglio del connettore di collegamento, di tipo proprietario con i quattro pin dorati. i pin sono incassati e protetti, lo spinotto è piccolo, entra senza incertezze nel connettore e viene bloccato da un piccolo bottone. Probabilmente avrei preferito una souzione a vite ma tutto sommato anche così non ho notato problemi di sgancio in nessun modo, anche tirando il cavo. dettaglio della presa di collegamento del cavo che è spiralato al centro e di lunghezza credo adeguata. E' terminanto con uno spinotto piccolo che può essere trasformato in spinotto grande con un'accessorio in dotazione che si avvita sopra a quello piccolo. La spina è a 90° ed è molto solida, dorata, ben fatta. Nel complesso il cavo mi sembra allineato alla classe di queste cuffie. Se non bastasse è in dotazione anche un secondo cavetto, non spiralato, più corto. *** Ma andiamo alla parte audio. Risposta in frequenza misurata con i microfoni miniDSP Ears e il programma REW, canale sinistro, calibrato é la prima volta che misuro cuffie da Dj quindi non posso dire se questa figura di risposta in frequenza sia normale. Qui vedo le frequenze medie - quelle più comuni in TUTTE le registrazioni e in particolare quelle con la voce solista - in grande evidenza, le alte un pò arretrate, le basse decisamente sacrificate fino ai 300 Hz che necessitano a mio avviso quasi sempre di una bella regolata in equalizzazione. Ma probabilmente il mixaggio dei programmi musicali tipicamente da Dj è tale da non essere particolarmente influenzato da questa curva di risposta, anzi. Premetto che ovviamente la mia prova non è stata effettuata nel tipico ambiente del Dj che non saprei né potrei riprodurre in casa. Il mio punto di vista è quello dell'ascoltatore di musica, avido di buone prestazioni in riproduzione. L'ascolto Jazz danese con una spolverata di Italia, con la Madsen che canta standards su un tappeto caldo di percussioni e accompagnata da Stefano Bollani. Qui forse preferirei delle cuffie aperte perchè il suono resta un pò compresso. Passo alle Arya per confronto e devo aumentare di parecchio il volume per tornare allo stesso livello. Qui la voce è meno in evidenza e l'ambiente meno caldo. Questione di gusti. decisamente sull'easy listening, musica tipo club. La Madsen non ha una voce chiarissima ma la prestazione sembra dal vivo. questo disco ha una figura vista all'analizzatore praticamente a 45° dai bassi pirà profondi (ci sono i 40 Hz) fino già a 18 KHz (meno 30 dB). Il boost digitale sui bassi non è necessario. Le voci sono chiarissime. Probabilmente il miglior repertorio per queste cuffie. Tutto sommato è molto ben registrato e con ampia dinamica. Piacevole (se vi piace il genere). Questo disco è sontuoso e di grandissima dinamica, tra le cose migliori di DG degli ultimi 30 anni. Ma mancano le voci, dove probabilmente queste cuffie danno il meglio di se. L'estensione c'è ma la scena è un pò compressa. Ma tutto sommato mi sarei aspettato di peggio da queste cuffie. Il Walzer con Cenerentola e il Principale è ben reso con un bel silenzio tra gli strumenti. Ma non sono cuffie da Dj ? E' un Paul Simon intimista che da l'addio con questo disco alla sua attività. "Rene e Georgette Magritte with their Dog after the war" guadagna flauti ed archi, la voce ha un pò di alone e non mi piace molto. Preferirei una resa più naturale. E' registrato molto forte, abbasso un pò il volume. Ascolto "Love". mi piace di più. Ma decisamente meglio "Can't run but" dove la voce è più chiara sull'accompagnamento di fiati e archi, senza ritmi bassi. Indiscipline comincia con un assolo di batteria sconvolgente, il disco per il resto è per lo più elettronico come si conviene alla musica di Robert Fripp. La separazione dei due canali gioca a favore della chiarezza di riproduzione. E' un disco rimasterizzato dall'originale del 1981 e riproposto in 96/24. Anche le percussioni di The Sheltering Sky sono chiare ed in evidenza con chitarra e basso su due piani perfettamente diversi. In verità questo disco sembra rimixato su cuffie simili a queste Pioneer. Bellissimo ora come allora. la straordinaria voce di Tori Amos è perfettamente chiara sulle percussioni. Anche il piano é ben reso. Questo disco si giova particolarmente di una robusta correzione delle ottave più basse per non compromettere troppo l'equilibrio sulle alte. Come è sulla voce che si gioca tutta la buona performance delle Pioneer su questo disco. posizione invertita per finire, primo piano italiano e accompagnamento danese per una delle versioni più fresche di "Si dolce é il tormento" di Monteverdi finisco con il jaz tedesco, ancora musica da club, con una voce bellissima e chiara quando c'è al posto della tromba o del flicorno suonati alla maniera di Chet Baker da Till Bronner, mucista famoso a Berlino ma non troppo dalle nostre parti, qui in una incursione a Los Angeles. Disco bellissimo e caldo, reso ancora più caldo e coinvolgente dalle Pioneer. *** In sintesi PRO costruzione a tutta prova, in metallo con le parti di contatto gommate. Padiglioni in vinile similpelle. Tutta l'articolazione in metallo pieno. Un oggetto costruito per durare, venduto ad un prezzo molto competitivo per un marchio che ha in catalogo cuffie high-end da 2500 euro ma queste che sono le ammiraglie della linea Dj si trovano al Mediaworld per circa 350 euro Secondo il produttore la costruzione è di "grado militare" e non stento a crederlo dopo aver giocato a lungo con le articolazioni dell'archetto e dei padiglioni. Per ogni parte usurabile sono possibili i ricambi. C'è una bella custodia in dotazione e due cavi di collegamento. gamma della voce in piena evidenza, rende coinvolgente ogni ascolto di brani vocali. Nel mio ascolto ha reso al meglio con tutti i generi musicali più moderni, sia acustici che elettronici alta sensibilità e bassa impedenza = carico facilissimo che richiede pochissima corrente di pilotaggio. Basta uno smartphone per farle suonare forte ma i driver da 50mm assicurano anche una tenuta in potenza elevata (dato di targa di 3500 mW, sufficiente a spaccarti i timpani) bello il cavo per cuffie di questo genere, ovviamente intercambiabile, con tutti i contatti dorati. La lunghezza è ok e la parte centrale spiralata. La spina è doppia (piccolo formato che si inserisce dentro a quella standard), a 90°, dorata. Connessione di tutta sicurezza piuttosto analitica nell'ascolto, mette in evidenza anche i difetti di compressione delle registrazioni; grande separazione tra i canali in dotazione una bella custodia in nylon che può tranquillamente proteggerle durante il trasporto magari a contatto con altre attrezzature professionali pesanti. CONTRO per le mie abitudini (e la mia testona) sono scomode come una pressa attorno alla testa, i padiglioni sono minuscoli e poggiano proprio sulle cartilagini delle orecchie con una discreta pressione. Per un pò va bene ma io non so come si possa lavorare per ore con questa pressione sulla testa probabilmente è l'equilibrio necessario per le condizioni di utilizzo da Dj ma l'estensione sul basso è veramente modesta, strano visto che queste cuffie hanno driver da 50mm. Probabilmente è standard l'equalizzazione generosa sia delle cuffie che dei service di riproduzione ma soprattutto i generi musicali riprodotti in ambito "disco" la scena è molto concentrata tra le orecchie, al centro, non il massimo per la musica acustica con grandi formazioni ma siamo probabilmente ben al di fuori degli scopi di queste cuffie che all'opposto, offrono una separazione tra i canali eccellente, in grado di evidenziare ogni minuzia del mixaggio Morale, avevo grande curiosità. Conosco il marchio Pioneer (non quello dedicato ai Dj ma la casa madre audio) da decenni e ne ho sempre avuto grande rispetto. Per questo motivo ho provato con curiosità queste cuffie che sono il modello più costoso della linea Dj. L'ho trovato molto godibile (anche se a volte è proprio necessaria una pompata sui bassi) e credo che possano essere anche utilizzate come delle cuffie da ascolto oltre che da mix o da controllo. L'unico motivo per cui non le utilizzerei è per la scomodità con cui mi stanno sulle orecchie. Ma questo può essere un aspetto molto soggettivo. Consiglio a chi sia interessato ad utilizzarle - per lavoro o in casa - di provarle prima di acquistarle, le ho viste nel mio negozio di strumenti musicali preferito e non credo sia un problema almeno provare a metterle in testa. Sinceramente la qualità complessiva è esuberante per un prodotto che noi "musicofili" bolleremmo in via pregiudiziale. Il prezzo non è bassissimo - c'è anche una special edition con finitura fibra di carbonio - ma la linea contiene modelli più accessibili che ritengo abbiano una impostazione assimilabile e comunque prestazioni e costruzione sono perfettamente allineate al prezzo. Insomma, direi un bel paio di cuffie. Grazie al distributore nazionale Mtrading Srl che ci ha concesso in visione queste belle Pioneer Dj HDJ-X10 per qualche ora di divertimento musicale.
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