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  1. Florestan

    HIFIMAN HE400i V2

    HIFIMAN HE400i V2 Sono a lungo stato attratto da queste cuffie, sin dalla prima edizione del 2014 se non ricordo male. L'arrivo delle Sundara che idealmente le sostituiscono ha fatto calare i prezzi ad un livello tale che non potuto cedere alla tentazione. Per 175 dollari ho comprato direttamente dallo store HIFIMAN un modello aggiornato (la i sta per improved) e nella versione 2. Gli aggiornamenti rispetto alla prima versione sono tanti e tali che rendono del tutto insensato l'acquisto della precedente. Innanzitutto è stata migliorata del tutto la meccanica, con il nuovo archetto molto più robusto e ci sono i nuovi pad. Sono anche stati cambiati i connettori del cavo di collegamento che non hanno più la vite ma dei normali spinotti. Ho atteso di rodarle per oltre sei mesi, ascoltandole in parallelo alle mie HIFIMAN Arya - le mie cuffie di riferimento attuali - e per un breve periodo di tempo, alle HIFIMAN Sundare (due modelli di cui ho parlato già). Confermo l'impressione di fondo, tolte le elettrostatiche (sono un estimatore delle cuffie Stax da quando ... ascolto musica ... una quarantina di anni, insomma) non c'è storia tra le cuffie magnetoplanari e la gran parte di quelle tradizionali. Almeno per quanto riguarda la musica classica o in generale quella acustica. il nuovo archetto, molto più robusto, è simile a quello delle Sundara il cavo stock è di ottima qualità, probabilmente le cuffie si gioverebbero di un cavo bilanciato, ma vista la proporzione di spesa non ho ancora pensato di fare l'upgrade il connettore di collegamento sulla presa sbilanciata del mio Audio-GD R28 anche i padiglioni sono stati migliorati e pure le protezioni metalliche esterne, molto robuste. Dovrebbe essere passato definitivamente il tempo in cui molti utenti lamentavano rotture meccaniche delle prime HE500 ed HE560 delle prime serie. ASCOLTO Cominciamo come di consueto dalla misura della risposta in frequenza (un canale solo) misurata tramite i microfoni Minidsp Ears e il programma REW risposta in frequenza distorsione noterete una notevole risposta lato basse frequenze, il classico avvallamento intorno ai 1800 Hz e l'aumento di sensibilità alle alte frequenze. Alla prova di ascolto ho avuto conferma di questa misura, ottenendo un suono piuttosto pieno sulle basse, appena indietro sulle voci, con altissime frequenze in evidenza (almeno quando nel programma musicale c'é musica così in alto). Nel complesso non ho avuto un reale bisogno di equalizzarle (sebbene abbia preparato una classica compensazione della risposta secondo lo standard Harman), salvo alle volte rialzare i 1500 Hz ed attenuare un pò le altissime. A differenza delle Sundara che ho trovato sin da subito piuttosto secche, magre ed aspre, queste cuffie sono molto gradevoli all'ascolto e prediligono la musica sinfonica, il pianoforte e il jazz acustico. Non sono il massimo per la voce femminile e per la musica cameristica, ma la tonalità scura e tendenzialmente grassa della risposta me le fanno ampiamente preferire alle più recenti Sundara, migliori sul piano della costruzione, più stancanti (senza equalizzazione) su quello dell'ascolto. Come sospettavo, con le Arya non c'è confronto, e naturalmente non c'è nemmeno con le mie Stax SR404S, almeno sulle voci e sugli archi nella cameristica. Ai prezzi attuali le ritengo comunque un affarone, dato che è ancora possibile trovare almeno oltreoceano degli esempali nuovi di magazzino a prezzi eccezionali (al lancio erano sui 400 euro e anche di più, in linea con il prezzo attuale delle Sundara). CONCLUSIONI PRO suono abbastanza ben bilanciato, importante, sostenuto da un basso ben esteso e potente, non troppo aggressive sulle alte, voci indietro costruzione migliorata rispetto alle prime versioni prezzo/qualità imbattibile l'estetica è degna di cuffie di fascia superiore e più importante CONTRO il padiglione è piccolo, quello delle Sundara è più comodo. Io non ho orecchie grandi ma dopo un pò mi danno fastidio perchè mi sento "costretto" ed afflito e corro a rimettermi le mie Arya la sensiblità è bassa e sebbene l'impedenza sia da considerare facile da pilotare, richiedono una amplificazione capace e importate (non risparmiate MAI sull'amplificatore per le cuffie e prendete sempre uno che possa pilotare anche cuffie ben più complicate delle vostre) non sono cuffie da effetto wow e come - imho - tutte le magnetostatiche, non sono adatte ai generi elettronici e più moderni che si gioveranno sempre di monitor dinamici molto sensibili
  2. Florestan

    Pioneer Dj HDJ-X10

    Driver dinamici da 50mm Potenza di ingresso massima : 3.500 mW Impedenza : 32 Ohm Sensibilità : 106 dB Peso : 328 grammi Cuffie di tipo chiuso, sovraurali Sinceramente non avevo mai provato delle cuffie da Dj, proprio non è il mio genere di ascolto né di necessità. Ma sono curioso e con il rispetto che nutro nei confronti di Pioneer mi sono avvicinato con la massima curiosità a queste che sono le ammiraglie della nuova linea di cuffie Pioneer Dj. Questa casa ovviamente propone anche mixer e monitor audio per Dj. La linea delle cuffie, dicevo, è abbastanza articolata per prestazioni e prezzo : ma il family feeling è lo stesso. Design sobrio e molto robusto, dimensioni e peso contenute, massima flessibilità, disponibilità di ricambi per tutte le parti soggette ad usura in modo da allungarne la vita utile operativa. Nascono come prodotti professionali e quindi poter trovare ricambi anche a lungo nel tempo può essere un fattore discriminante nella scelta. Dicevo che il design è sobrio, tutto in nero con cromature appena appena accennate anche la confezione è nera, così come l'astuccio in nylon/cordura che le contiene Professional Headphones, giusto per non generare equivoci le cuffie con i padiglioni ripiegati su se stessi all'interno della confezione c'è una scatola, anche essa nera che riporta uno slogan impegnativo la custodia dentro la sua scatola, la sovrascatola esterna, le cuffie credo che la disponibilità di una custodia protettiva robusta sia anche essa un elemento discriminante nella scelta di un prodotto simile. In fondo il costo di questo accessorio non può essere elevato ma è comunque importante fornirlo nella confezione senza costringere l'utente a procurarsene uno come optional. La chiusura avviene con una zip apparentemente robusta. la struttura delle cuffie è interamente metallica con giunti e snodi anche essere metallici e sovradimensionati le parti di contatto sono in plastica dura ma non soggette a sforzo o tensione l'archetto è imbottito in similpelle nera molto morbida come i padiglioni ancora un dettaglio, impressionante in effetti per uno strumento "musicale" degli snodi che consento di ripiegare e manipolare la struttura e la forma delle cuffie a seconda delle necessità. E' qualche cosa che deve risultare naturale senza che l'utilizzatore debba in nessun caso preoccuparsi della tenuta di questi apparecchi l'interno dei padiglioni con la protezioni, anche essa solida, dei driver che si intravedono sotto al grigliato in tela (che ricopre a sua volta una struttura metallica) ripiegate ed estese un dettaglio del connettore di collegamento, di tipo proprietario con i quattro pin dorati. i pin sono incassati e protetti, lo spinotto è piccolo, entra senza incertezze nel connettore e viene bloccato da un piccolo bottone. Probabilmente avrei preferito una souzione a vite ma tutto sommato anche così non ho notato problemi di sgancio in nessun modo, anche tirando il cavo. dettaglio della presa di collegamento del cavo che è spiralato al centro e di lunghezza credo adeguata. E' terminanto con uno spinotto piccolo che può essere trasformato in spinotto grande con un'accessorio in dotazione che si avvita sopra a quello piccolo. La spina è a 90° ed è molto solida, dorata, ben fatta. Nel complesso il cavo mi sembra allineato alla classe di queste cuffie. Se non bastasse è in dotazione anche un secondo cavetto, non spiralato, più corto. *** Ma andiamo alla parte audio. Risposta in frequenza misurata con i microfoni miniDSP Ears e il programma REW, canale sinistro, calibrato é la prima volta che misuro cuffie da Dj quindi non posso dire se questa figura di risposta in frequenza sia normale. Qui vedo le frequenze medie - quelle più comuni in TUTTE le registrazioni e in particolare quelle con la voce solista - in grande evidenza, le alte un pò arretrate, le basse decisamente sacrificate fino ai 300 Hz che necessitano a mio avviso quasi sempre di una bella regolata in equalizzazione. Ma probabilmente il mixaggio dei programmi musicali tipicamente da Dj è tale da non essere particolarmente influenzato da questa curva di risposta, anzi. Premetto che ovviamente la mia prova non è stata effettuata nel tipico ambiente del Dj che non saprei né potrei riprodurre in casa. Il mio punto di vista è quello dell'ascoltatore di musica, avido di buone prestazioni in riproduzione. L'ascolto Jazz danese con una spolverata di Italia, con la Madsen che canta standards su un tappeto caldo di percussioni e accompagnata da Stefano Bollani. Qui forse preferirei delle cuffie aperte perchè il suono resta un pò compresso. Passo alle Arya per confronto e devo aumentare di parecchio il volume per tornare allo stesso livello. Qui la voce è meno in evidenza e l'ambiente meno caldo. Questione di gusti. decisamente sull'easy listening, musica tipo club. La Madsen non ha una voce chiarissima ma la prestazione sembra dal vivo. questo disco ha una figura vista all'analizzatore praticamente a 45° dai bassi pirà profondi (ci sono i 40 Hz) fino già a 18 KHz (meno 30 dB). Il boost digitale sui bassi non è necessario. Le voci sono chiarissime. Probabilmente il miglior repertorio per queste cuffie. Tutto sommato è molto ben registrato e con ampia dinamica. Piacevole (se vi piace il genere). Questo disco è sontuoso e di grandissima dinamica, tra le cose migliori di DG degli ultimi 30 anni. Ma mancano le voci, dove probabilmente queste cuffie danno il meglio di se. L'estensione c'è ma la scena è un pò compressa. Ma tutto sommato mi sarei aspettato di peggio da queste cuffie. Il Walzer con Cenerentola e il Principale è ben reso con un bel silenzio tra gli strumenti. Ma non sono cuffie da Dj ? E' un Paul Simon intimista che da l'addio con questo disco alla sua attività. "Rene e Georgette Magritte with their Dog after the war" guadagna flauti ed archi, la voce ha un pò di alone e non mi piace molto. Preferirei una resa più naturale. E' registrato molto forte, abbasso un pò il volume. Ascolto "Love". mi piace di più. Ma decisamente meglio "Can't run but" dove la voce è più chiara sull'accompagnamento di fiati e archi, senza ritmi bassi. Indiscipline comincia con un assolo di batteria sconvolgente, il disco per il resto è per lo più elettronico come si conviene alla musica di Robert Fripp. La separazione dei due canali gioca a favore della chiarezza di riproduzione. E' un disco rimasterizzato dall'originale del 1981 e riproposto in 96/24. Anche le percussioni di The Sheltering Sky sono chiare ed in evidenza con chitarra e basso su due piani perfettamente diversi. In verità questo disco sembra rimixato su cuffie simili a queste Pioneer. Bellissimo ora come allora. la straordinaria voce di Tori Amos è perfettamente chiara sulle percussioni. Anche il piano é ben reso. Questo disco si giova particolarmente di una robusta correzione delle ottave più basse per non compromettere troppo l'equilibrio sulle alte. Come è sulla voce che si gioca tutta la buona performance delle Pioneer su questo disco. posizione invertita per finire, primo piano italiano e accompagnamento danese per una delle versioni più fresche di "Si dolce é il tormento" di Monteverdi finisco con il jaz tedesco, ancora musica da club, con una voce bellissima e chiara quando c'è al posto della tromba o del flicorno suonati alla maniera di Chet Baker da Till Bronner, mucista famoso a Berlino ma non troppo dalle nostre parti, qui in una incursione a Los Angeles. Disco bellissimo e caldo, reso ancora più caldo e coinvolgente dalle Pioneer. *** In sintesi PRO costruzione a tutta prova, in metallo con le parti di contatto gommate. Padiglioni in vinile similpelle. Tutta l'articolazione in metallo pieno. Un oggetto costruito per durare, venduto ad un prezzo molto competitivo per un marchio che ha in catalogo cuffie high-end da 2500 euro ma queste che sono le ammiraglie della linea Dj si trovano al Mediaworld per circa 350 euro Secondo il produttore la costruzione è di "grado militare" e non stento a crederlo dopo aver giocato a lungo con le articolazioni dell'archetto e dei padiglioni. Per ogni parte usurabile sono possibili i ricambi. C'è una bella custodia in dotazione e due cavi di collegamento. gamma della voce in piena evidenza, rende coinvolgente ogni ascolto di brani vocali. Nel mio ascolto ha reso al meglio con tutti i generi musicali più moderni, sia acustici che elettronici alta sensibilità e bassa impedenza = carico facilissimo che richiede pochissima corrente di pilotaggio. Basta uno smartphone per farle suonare forte ma i driver da 50mm assicurano anche una tenuta in potenza elevata (dato di targa di 3500 mW, sufficiente a spaccarti i timpani) bello il cavo per cuffie di questo genere, ovviamente intercambiabile, con tutti i contatti dorati. La lunghezza è ok e la parte centrale spiralata. La spina è doppia (piccolo formato che si inserisce dentro a quella standard), a 90°, dorata. Connessione di tutta sicurezza piuttosto analitica nell'ascolto, mette in evidenza anche i difetti di compressione delle registrazioni; grande separazione tra i canali in dotazione una bella custodia in nylon che può tranquillamente proteggerle durante il trasporto magari a contatto con altre attrezzature professionali pesanti. CONTRO per le mie abitudini (e la mia testona) sono scomode come una pressa attorno alla testa, i padiglioni sono minuscoli e poggiano proprio sulle cartilagini delle orecchie con una discreta pressione. Per un pò va bene ma io non so come si possa lavorare per ore con questa pressione sulla testa probabilmente è l'equilibrio necessario per le condizioni di utilizzo da Dj ma l'estensione sul basso è veramente modesta, strano visto che queste cuffie hanno driver da 50mm. Probabilmente è standard l'equalizzazione generosa sia delle cuffie che dei service di riproduzione ma soprattutto i generi musicali riprodotti in ambito "disco" la scena è molto concentrata tra le orecchie, al centro, non il massimo per la musica acustica con grandi formazioni ma siamo probabilmente ben al di fuori degli scopi di queste cuffie che all'opposto, offrono una separazione tra i canali eccellente, in grado di evidenziare ogni minuzia del mixaggio Morale, avevo grande curiosità. Conosco il marchio Pioneer (non quello dedicato ai Dj ma la casa madre audio) da decenni e ne ho sempre avuto grande rispetto. Per questo motivo ho provato con curiosità queste cuffie che sono il modello più costoso della linea Dj. L'ho trovato molto godibile (anche se a volte è proprio necessaria una pompata sui bassi) e credo che possano essere anche utilizzate come delle cuffie da ascolto oltre che da mix o da controllo. L'unico motivo per cui non le utilizzerei è per la scomodità con cui mi stanno sulle orecchie. Ma questo può essere un aspetto molto soggettivo. Consiglio a chi sia interessato ad utilizzarle - per lavoro o in casa - di provarle prima di acquistarle, le ho viste nel mio negozio di strumenti musicali preferito e non credo sia un problema almeno provare a metterle in testa. Sinceramente la qualità complessiva è esuberante per un prodotto che noi "musicofili" bolleremmo in via pregiudiziale. Il prezzo non è bassissimo - c'è anche una special edition con finitura fibra di carbonio - ma la linea contiene modelli più accessibili che ritengo abbiano una impostazione assimilabile e comunque prestazioni e costruzione sono perfettamente allineate al prezzo. Insomma, direi un bel paio di cuffie. Grazie al distributore nazionale Mtrading Srl che ci ha concesso in visione queste belle Pioneer Dj HDJ-X10 per qualche ora di divertimento musicale.
  3. Florestan

    HIFIMAN Arya

    le mie HIFIMAN Arya sulla loro base in legno, cavo custom terminato XLR Neutrik Susvara, Ananda, Sundara, Arya. Non indago sull'etimologia sanscrito di questi termini che per me sono solo bellissimi nomi di altrettante bellissime donne. In fondo, mi andava benissimo anche la tradizionale denominazione numerica, HE400, HE500, HE5, HE1000. Senza esotismi alla Trono di Spade. Ma Arya a me ricorda l'aria, in italiano, l'elemento in cui viviamo, che respiriamo. E trasparente come l'aria é il suono che producono queste cuffie. Nel catalogo delle cuffie magnetoplanari HIFIMAN, questo modello si piazza oltre le Sundara e le Ananda, e al di sotto delle HE1000 e delle Susvara. Probabilmente per fascia di prezzo, vanno a sostituire le Edition X. Ed è questo che mi ha incuriosito alla loro presentazione lo scorso autunno. Per la forma dei padiglioni che riproducono la sagoma delle orecchie ricordano i modelli di mezzo - da Ananda ad HE1000 - mentre i modelli agli estremi hanno il normale padiglione circolare. la forma ovoidale del padiglione delle Arya é asimmetrica e segue il profilo delle orecchie umane, senza mai toccarle che segue in modo asimmetrico la sagoma delle orecchie anche all'interno. In effetti, ero alla ricerca di un trasduttore che potesse affiancare e poi sostituire le mie venerande Stax Lambda SR404 Sn che cominciano a mostrare i loro anni. Anche quelle - pur con la loro forma rettangolare - assecondano la forma delle orecchie senza mai toccarle. E sono gli oggetti più comodi da indossare a lungo che io abbia potuto provare. Non che le cuffie con il padiglione tradizionale non possano esserlo. Potrei tenere in testa le AKG 712 per tutto il giorno senza provare alcun fastidio. Ma il suono ... non sarebbe di questo livello. Mentre scrivo sto ascoltando la nuovissima registrazione della 7 sinfonia di Shostakovich con Andris Nelsons alla testa della sua Boston Symphony e il suono mi avvolge. dalla letteratura HIFIMAN, l'uso di circuiti asimmetrici e di diaframmi ancora più sottili contribuisce ad una riproduzione più lineare e naturale. Non ne ho le prove scientifiche ma le mie orecchie mi danno la stessa testimonianza. Ma torniamo all'oggetto : Confezione la classica scatola nera con l'indicazione del contenuto, uno scatto ravvicinato che rivela il nome del modello, la scritta bianca su fondo nero a destra foam di protezione, tessuto "setoso", manuali. ho acquistato il mio modello online da Playstereo senza nemmeno prima ascoltarle, lo scorso Natale 2018 eccole qui, appena uscite dalla scatola, poggiate sulla "seta" che le avvolge nella scatola. Il cavo però è già il mio specifico, costruito apposta per loro in Inghilterra. Costruzione Salta subito all'occhio che l'archetto è analogo a quello degli altri modelli HIFIMAN di ultima generazione, in metallo, ben articolato e regolabile mediante guide e buchetti a scatto. La banda superiore è in finta pelle, morbida al tatto. Come lo sono i bordi dei padiglioni, morbidissimi. anche le Arya usano gli ultimi spinotti HIFIMAN da 3.5mm, doppi, uno per canale, consentendo il collegamento in modo molto semplice ma estremamente stabile l'esterno del padiglione è in metallo, molto robusto a protezione del driver, di nuova generazione, sottilissimo. Secondo HIFIMAN questo driver deriva da quello usato nelle HE1000. E c'è da crederlo mentre i rullanti della Boston accompagnano gli archi del primo movimento della "Leningrado" nella inesorabile marcia di avvicinamento delle truppe tedesche alla città dello Zar. l'inconfondibile sagoma frontale di questa classe di cuffie HIFIMAN. ripresa artistica, luce naturale : mi piace particolarmente che in questo modello HIFIMAN abbia mantenuto i colori in nero integrale, a differenza delle "cromature" di certi modelli superiori. Arya non ha poi così bisogno di impressionare nell'aspetto. Complessivamente la cura costruttiva sembra di livello elevato. I materiali di grande qualità. Siamo anni luce oltre le mie Stax in tutta plastica. E anche ben al di sopra delle HIFIMAN Sundara che comunque possono vantare dalla loro, un prezzo decisamente più abbordabile. Ma andiamo al dunque, perchè le cuffie possono essere bellissime ed essere ben costruite (e queste, secondo me, sono al di sopra di ogni sospetto) ma se poi non suonano come ci aspetteremmo ... ? Suono risposta in frequenza calibrata, misurata con i miei microfoni miniDSP Ears. Di sopra il solo canale destro, sotto i due canali sovrapposti. Le differenze, limitate alle medie e alte frequenze, sono dovute alla differente posizione del padiglione sul supporto. Gli EARS hanno superficie dura, ben diversa dai lati delle nostre teste. Le Arya affondano nella nostra pelle e quindi sono certo che non sia effettivamente misurabile la reale risposta. Ma allo stesso tempo sfido chiunque sia in grado di apprezzare differenze - anche ampie - nella risposta, non nell'ampiezza, tra i due canali a 8 o a 11.000 Hz. Resta comunque la regolarità della risposta complessiva dal basso fino al medio, con il solito avvallamento - non pronunciato come su altri modelli - intorno ai 1800 Hz, che poi riprende senza alcun picco fino a 4000 Hz. Ben più tormentato invece l'andamento alle altissime frequenze, quelle in cui di musica generalmente non ce n'è più e dove le nostre orecchie perdono inesorabilmente di sensibilità. Al confronto le mie Stax hanno un largo picco ben pronunciato proprio dove le Arya hanno l'avvallamento sui medi e il basso è ben meno esteso ma un pò più gonfio prima di calare. E all'atto pratico ? Adesso c'è lo Stradivari di Janine Jansen e il secondo movimento del secondo concerto di Prokofiev che suona. Il violino è in evidenza, ma mai aspro, salvo sulle altissime come deve essere, un pò vetroso. I bassi entrano con chiarezza, senza colorazioni. Veloci e leggeri. La naturalissima voce di Simone Kermes - "Se pietà" di Handel - è resa in modo naturale ma con tutte le sue sfumature e colore. Anche più chiara e pulita, ne "Ombra mai fu" di Bononcini, dove è accompagnata solo dal cello e dal liuto. E dove purtroppo si sentono in modo altrettanto chiaro tutte le sue E che diventano I ... Bellissima anche l'Orchestra Nazionale Russa con Pletnev che dirige l'integrale sinfonica di Chaikovsky. Non aggiunge verve al gelido uomo di Arcangelsk che si rifa però alla grande nella Cenerentola di Prokofiev. Qui le dinamiche sconvolgenti (pur in una normale registrazione 44/16) vengono risolte benissimo. Mi mancano i miei quattro 15 pollici in vetro nella stessa registrazione ma nessuna cuffia potrebbe sostituirli per dinamica e precisione, ad essere sinceri. mi spingo anche su brani moderni. La voce dell'ultimo Paul Simon (René e Georgette Magritte ha grandissimo garbo con le Arya) e quella di Sting che conosco benissimo (The Last Ship). Il jazz di "I may be wrong" - Till Bronner - voce chiarissima su un tappeto di percussioni. Mi accorgo che l'assenza di distorsioni mi ha fatto alzare troppo il volume e corro ad abbassarlo ... La performance qui è da diffusori elettrostatici ... con subwoofer. Queste cuffie peraltro consentono anche equalizzazioni con generose iniezioni di bassi ! Non che ne abbiano deciso bisogno però i gusti sono gusti. Tutto il test è stato condotto con il mio Audio-GD R28, all-in-one DAC+PRE+AMPLI di qualità al di sopra di ogni sospetto. Sinceramente io non sento il bisogno di cercare abbinamenti particolari ampli+cuffie con questo apparecchio dalla resa assolutamente neutrale e dalla grandissima capacità di pilotaggio. Le uso oramai da più di due mesi e le conosco molto bene, quindi un ultimo passaggio all'Handel di Natalie Dessay e al finale della 9a di Beethoven per Gunther Wand nell'edizione SACD Esoteric su base RCA per andare finalmente al giudizio complessivo : PRO ottima costruzione con l'uso di buoni materiali. In particolare la protezione dei padiglioni in metallo che evita il contatto con oggetti (fossero anche solo le mani) con i delicatissimi drivers. In ogni caso meglio avere cautela nel poggiarle suono di qualità elettrostatica su tutta la gamma. Il dettaglio è elevatissimo a tutte le frequenze in tutti i generi musicali, c'è ben poco da chiedere di più anche se mi viene la curiosità di sapere come possano suonare le Susvara, le Shangrilà o anche solo le Jade II dello stesso marchio per quanto possibile con le cuffie, l'immagine è aperta e non concentrata sul cranio. Passando rapidamente ad un altro dispositivo tradizionale (in questi giorni sto provando le Pioneer DJ HDJ-X10 che certo non sono pensate per queste "sottigliezze") la differenza è eclatante fatica di ascolto molto ridotta anche per lunghi periodi purchè non si ecceda con il volume ergonomia di livello assoluto, in particolare i padiglioni asimmetrici che seguono del tutto la forma delle orecchie. Non sono leggerissime ma il peso in testa quasi non si sente. Le mie Stax restano ancora più comode ma queste si avvicinano, pur con una robustezza di costruzione che le Stax semplicemente non avvicinano nemmeno CONTRO per 1600 euro, aggiungere un cavo bilanciato di qualità non avrebbe spostato l'equilibrio della confezione. Certo meno di un cash-back o di uno sconto flash, operazioni cui HIFIMAN oramai ci ha abituati. Io credo che i due cavi in opzione dentro alla confezione di tutte le cuffie da oltre 500 euro non dovrebbe essere ... una opzione. La differenza di suono e di dinamica è di tutta evidenza e chiunque dovrebbe avere un amplificatore in grado di sfruttare al meglio cuffie di questo genere. la bassa distorsione, i medi intorno ai 1800 Hz un pò indietro ma soprattutto la bassa sensibilità, portano a dover alzare il volume a livelli sostenuti, cosa che richiede un ottimo amplificatore a disposizione. Una ovvietà, quest'ultima per chi acquista cuffie di questo prezzo e di questa levatura ma da tenere in considerazione per la salvaguardia delle proprie orecchie. E' soprattutto per questo che tendo ad usare una equalizzazione digitale che allinea i medi ad una figura che mette in evidenza il basso profondo e smussa qualche asperità negli alti. In questo modo la risposta diventa assolutamente infinita e definitivamente ariosa. il cavetto in dotazione, ottimo, per carità, ma come seconda scelta. A mio parere nella stessa confezione dovrebbe essere offerto anche un secondo cavo bilanciato con un connettore all'altezza del sistema. Conclusione In estrema sintesi sono il mio nuovo riferimento e le cuffie che mi piace di più ascoltare tra quelle che ho in casa. Ne ho di più accattivanti per determinati brani, in fondo le Arya non sono fatte per stupire con effetti speciali ma per dare una risposta di qualità. Non sono in assoluto neutrali nel senso di strumento da laboratorio e di questo certo ci si giova nell'ascolta. Facendo un parallelo con altre HIFIMAN che conosco, trovo le HE400i più "divertenti", perchè meno neutre, le Sundara invece troppo fredde e dal suono secco, sinceramente le meno interessanti del trio. Il suono ha una impostazione morbida, più caldo nelle Arya, più esteso in generale ai due estremi. Naturalmente il repertorio di elezione deve essere quello acustico e con registrazioni di qualità. Ma su questo sito direi che si tratta di un dettaglio che possiamo dare per scontare. Mentre sto ascoltando il cembalo di un giovane Handel non riesco a staccarmene. E credo che questo possa essere il miglior complimento che si possa fare ad un paio di cuffie, certo non economiche ma che a mio avviso ripagheranno di ogni euro speso con ore e ore di puro piacere musicale. Consigliato un amplificatore/DAC di grande livello e in grado di erogare generose dosi di corrente, nonostante la bassa impedenza e - sempre - un collegamento interamente bilanciato con un cavo il più possibile neutro e lineare. Specifiche tecniche : impedenza : 35 Ohm sensibilità : 90 dB peso : 404 grammi
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